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arte contemporanea, collettiva PINACOTECA DI MARSALA - CONVENTO DEL CARMINE ​ Piazza Del Carmine Marsala 91025

Marsala (TP) - dal 13 maggio al 17 ottobre 2010

Emilio Isgrò. Disobbedisco. Sbarco a Marsala e altre Sicilie

Emilio Isgrò. Disobbedisco. Sbarco a Marsala e altre Sicilie

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PINACOTECA DI MARSALA - CONVENTO DEL CARMINE
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Quello che Isgrò propone al Carmine è un itinerario concepito per deviazioni, scarti e ritorni, in cui ogni sala manifesta una voce e una declinazione differenti. A chiuderlo sarà "Sbarco a Marsala", l'installazione espressamente concepita per il 150° anniversario dell'impresa garibaldina, in cui la ricorrenza storica diventa occasione per il racconto, sorprendente e sospeso, della sfaccettata identità dell'isola.
orario: tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 19 alle 21. Chiuso il lunedì
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: 3 euro
vernissage: 13 maggio 2010. ore 12
catalogo: in mostra
editore: SILVANA EDITORIALE
ufficio stampa: STUDIO ESSECI
curatori: Sergio Troisi
autori: Pippo Isgrò
telefono evento: +39 0923711631
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
L'11 maggio 1860 Garibaldi sbarcava a Marsala e il 14, a Salemi, dichiarava di assumere la dittatura della Sicilia in nome di Vittorio Emanuele. Era l'avvio della campagna che portò l'intero Regno delle Due Sicilie ad unirsi al Piemonte e all'Italia.

Marsala, la città che accolse Garibaldi in Sicilia, ricorda quello storico avvenimento con una mostra certamente "fuori schema", lontana da agiografie e rimembranze pur legittime.

Protagonista dell'esposizione è infatti un artista siciliano di oggi, Emilio Isgrò, che per la prima volta qui riunisce, in un unico percorso, le sue opere dedicate alla Sicilia e al suo essere siciliano.

La mostra "Emilio Isgrò. Disobbedisco. Sbarco a Marsala e altre Sicilie", curata da Sergio Troisi, resterà aperta al pubblico, nelle sale del Convento del Carmine a Marsala, dal 13 maggio al 19 settembre.

Quel "Disobbedisco!", che per assonanza richiama l'affermazione opposta che Garibaldi pronunciò nel 1866, non vuol essere una dichiarazione antirisorgimentale, semmai, chiarisce Isgrò, un rifiuto verso chi lo spirito di quel grande momento ha fuorviato o tradito.

Quello che Isgrò propone al Carmine è un itinerario concepito per deviazioni, scarti e ritorni, in cui ogni sala manifesta una voce e una declinazione differenti. A chiuderlo sarà "Sbarco a Marsala", l'installazione espressamente concepita per il 150° anniversario dell'impresa garibaldina, in cui la ricorrenza storica diventa occasione per il racconto, sorprendente e sospeso, della sfaccettata identità dell'isola.

Da quasi 50 anni l'opera di Emilio Isgrò assume il linguaggio come elemento fondamentale di riflessione, verifica e apertura immaginativa dei processi della comunicazione. Un itinerario singolarmente coerente in cui la pratica della cancellatura, lo sconfinamento dei tradizionali ambiti disciplinari, il cortocircuito tra parola e immagine e l'ibridazione con lo spazio del teatro pongono, quali assunti centrali, il rapporto di verità e falsificazione, di memoria e attualità, di storia e di presenza mitica. All'interno di questo percorso e con gli strumenti specifici del suo operato, Isgrò, sin dai suoi esordi, ha interrogato più volte da una postazione originale e feconda la storia e la cultura della Sicilia, mettendone in discussione i nodi più problematici e complessi, compiendo ogni volta un movimento di ritorno verso l'isola in cui è nato. Dalle cancellature operate sulle carte geografiche dalla fine degli anni Sessanta al monumentale "Seme d'arancia" realizzato per la sua città natale, Barcellona Pozzo di Gotto, dalla reinvenzione in lingua siciliana della "Orestea" di Eschilo andata in scena con un allestimento epocale sui ruderi di Gibellina alla "Rotta dei catalani" dove i tragitti delle formiche restituivano le contaminazioni e gli incroci dello spazio del Mediterraneo, Isgrò ha interpretato, attraverso il linguaggio e al di là di ogni malinteso localismo, il gioco di specchi e di rimandi che si è sedimentato in Sicilia.
 
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