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arte contemporanea, collettiva MACRO - MUSEO D'ARTE CONTEMPORANEA DI ROMA ​ Via Nizza 138 Roma 00198

Roma - dal 27 maggio al 10 ottobre 2010

Gilberto Zorio - XY Zorio

Gilberto Zorio - XY Zorio
Gilberto Zorio, X Y ZORIO, 2010, Courtesy Galleria Oredaria
 [Vedi la foto originale]
MACRO - MUSEO D'ARTE CONTEMPORANEA DI ROMA
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Via Nizza 138 (00198)
+39 060608
macro@comune.roma.it
www.museomacro.org
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Un grande maestro del contemporaneo ripensa uno spazio del MACRO: lo trasforma in un luogo di energia pulsante e coinvolge il pubblico in una esperienza totale, fisica e psichica insieme.
orario: da Martedì a domenica 9-19; 9-14 (la biglietteria chiude mezz'ora prima)
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: Intero € 4,50
Ridotto € 3,00
Biglietto valido 7 giorni per l'ingresso alle due sedi museali
vernissage: 27 maggio 2010. su invito
catalogo: in mostra
editore: ELECTA
ufficio stampa: ZETEMA
curatori: Luca Massimo Babero
autori: Gilberto Zorio
telefono evento: +39 060608
note: Secondo piano. Apertura al pubblico dall'1 giugno. La mostra di GILBERTO ZORIO “X Y Zorio” è un evento promosso dal Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione – Sovraintendenza ai Beni Culturali
Si ringrazia
Galleria Oredaria Arti Contemporanee
genere: arte contemporanea, personale
email: stampa.macro@comune.roma.it

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comunicato stampa
Un grande maestro del contemporaneo ripensa uno spazio del MACRO: lo trasforma in un luogo di energia pulsante e coinvolge il pubblico in una esperienza totale, fisica e psichica insieme.


Grazie a un progetto concepito da Gilberto Zorio appositamente per gli spazi del MACRO, una delle sale del museo si trasforma in una sua grande opera tesa al coinvolgimento fisico ed emotivo del pubblico. Come spesso accade nel suo lavoro, Zorio ha pensato a un lavoro in fieri, che conferisce allo spazio, attraverso segni e tracce di materiali differenti, inconsueti, mutevoli e instabili, una identità in continua modificazione. Il risultato è un luogo carico di simboli atavici e mistero, elementi che da sempre fanno parte della sua ricerca: come la stella a cinque punte, immagine cosmica realizzata in passato nei materiali più vari (terracotta, rame, cuoio, filo incandescente, raggio laser, cristallo, pergamena, bruciatura di fiamma ossidrica) e in questa occasione riproposta dall’artista come grande segno orizzontale in argilla e fosforo, che nell’alternarsi continuo e repentino di luce e buio trasforma totalmente la percezione visiva e fisica dell’ambiente.

L’indagine di Zorio si concentra proprio su queste continue modificazioni della materia: egli fa riferimento da un lato ai processi chimici e alchemici della sua trasformazione, dall’altro alle componenti e ai dispositivi di natura tecnologica che la rendono possibile. Il confluire di queste sollecitazioni rende l’opera non un oggetto statico, ma un processo in divenire, una esperienza da vivere nel tempo reale della sua percezione: dando vita in questo caso a un luogo pulsante di energia, che permette al visitatore una immersione completa, fisica e psichica insieme. Gli spazi del MACRO si attivano così di una relazione diversa e inconsueta con il proprio pubblico, chiamato ad esperire questa dinamica di ciclico rigenerarsi della materia che si trasforma e torna su se stessa, in un microcosmo che è traccia fisica, allusione e indice del divenire universale.

Gilberto Zorio (Andorno Micca, Biella, 1944) è dal 1967 uno dei principali esponenti dell’Arte Povera. Del 1976 è la sua personale al Kunstmuseum di Lucerna, seguita da numerose esposizioni in prestigiose istituzioni come lo Stedelijk Museum di Amsterdam (1979), la Galleria Civica di Modena e il Kunstverein di Stoccarda (1985), il Centre d’Art Contemporain di Ginevra e il Centre Georges Pompidou di Parigi (1986), la Philadelphia Tyler School of Art (1988), la Fundaçao de Serralves di Oporto (1990), l’Istituto Valenciano de Arte Moderna di Valencia (1991), il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, Documenta di Kassel e il Musée d’Art Moderne et d’Art Contemporain di Nizza (1992), la Galleria Civica d’Arte Contemporanea di Trento (1996), la Biennale di Venezia (per la prima volta nel 1978, poi nel 1980, 1986, e nel 1997 con una sala personale), il Dia Center for the Arts di New York (2001), il MAMbo di Bologna (2009). Vive e lavora a Torino.
 
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