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arte contemporanea, collettiva PALAZZO DELLE PAPESSE - CENTRO ARTE CONTEMPORANEA ​ Via Di Città 126 Siena 53100

Siena - dal 31 gennaio al 2 maggio 2004

Carlos Garaicoa - La misura di quasi tutte le cose

Carlos Garaicoa - La misura di quasi tutte le cose
PALAZZO DELLE PAPESSE - CENTRO ARTE CONTEMPORANEA
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Via Di Città 126 (53100)
+39 057722071 , +39 057722071 (fax)
info@papesse.org
www.papesse.org
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Per l’appuntamento senese Carlos Garaicoa ha scelto di riproporre, con una nuova veste, alcune delle più spettacolari installazioni realizzate negli ultimi anni
orario: 12.00-19.00Giorno di chiusura:lunedì
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: Intero: 5 euroRidotto: 3,50 euro
vernissage: 31 gennaio 2004. ore 18
catalogo: Gli Ori
editore: GLI ORI
autori: Carlos Garaicoa
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Palazzo delle Papesse Centro Arte Contemporanea riapre l’attività espositiva, dopo la chiusura per lavori di manutenzione straordinaria, con una doppia personale di Carlos Garaicoa e Jaume Plensa e una videoinstallazione di Richard Wilson nel Caveau.Per l’appuntamento senese Carlos Garaicoa ha scelto di riproporre, con una nuova veste, alcune delle più spettacolari installazioni realizzate negli ultimi anni, come Autoflagelación, supervivencia, insubordinación (composta di decine di maquettes di materiali diversi accostate a costituire una città immaginaria) o Now let’s play to disappear, grande città interamente realizzata in cera, dove gli edifici, mentre bruciano e si consumano lentamente, infondono vita, luce e calore. Nel pieno rispetto della tradizione di Palazzo delle Papesse, l’artista cubano ha inoltre prodotto numerose opere nuove, specificamente concepite per gli spazi del Centro. Alcune di esse traggono ispirazione dalla città di Siena che l’artista ha indagato nei suoi aspetti urbanistici, storico-artistici e sociali, durante il laboratorio tenuto nella città toscana nell’ambito di Networking (aprile 2003). Alternando fotografia, installazione, video e disegno, Garaicoa prosegue la sua ricerca sulla città come organismo vivente, intrapresa dapprima a L’Avana e successivamente estesa – su quel modello d’indagine – ad altre città. L’artista, trasformandosi quasi in archeologo urbano, muove alla ricerca di tracce, segni e vestigia del (recente) passato, testimonianze di rapporti, relazioni e legami che via via si sono allentati o interrotti. Fedelmente ancorato all’antico concetto di civitas, Garaicoa ne documenta col proprio lavoro il rapido declino nella città contemporanea, sperimentandone allo stesso tempo una sorta di riscatto, un tentativo di rivincita. “Come l'angelo benjaminiano della storia che guarda indietro al cumulo di macerie, di rovine e di sconfitte del passato nel tentativo di redimerle – scrive Nadja Rottner nel catalogo di Documenta 11 – Carlos Garaicoa non riesce a liberarsi dai campi di forza del desiderio, del paesaggio del corpo, della mappa e del tessuto urbano, che intrecciano realtà e finzione, mentre contemporaneamente si trova sospinto in avanti dalle forze del progresso e della modernizzazione". Il catalogo, edito da Gli Ori, contiene testi di Lorenzo Fusi, Orlando Hernández e Adriano Pedrosa
 
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