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arte contemporanea, collettiva GALLERIA CREDITO SICILIANO ​ Piazza Duomo 12 Acireale 95024

Acireale (CT) - dal 22 luglio al 28 novembre 2010

Ives Bélorgey - Sezioni Verticali

Ives Bélorgey - Sezioni Verticali

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GALLERIA CREDITO SICILIANO
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Piazza Duomo 12 (95024)
+39 095600208 , +39 0957113517
galleriearte@creval.it
www.creval.it
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Ives Bélorgey, protagonista della grande mostra italiana promossa dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese, potrebbe essere l'erede, insieme, di Giovanni Panini e di Hubert Robert. Del grande vedutista settecentesco italiano ha colto la "scienza dello spazio", del francese la "fluidità della visione".
orario: da martedì a domenica
dal 23-7 al 19-9 * h. 17,00-22,00
dal 21-9 al 28-11 * h. 10.00 – 12.00 / 17.00 – 20.00
chiuso il lunedì. Apertura speciale il 15 agosto
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 22 luglio 2010. ore 19.30
catalogo: con un saggio critico del grande urbanista Pier Luigi Cervellati.
editore: SILVANA EDITORIALE
ufficio stampa: STUDIO ESSECI, CIVITA
autori: Ives Belorgey
note: Mostra prodotta e organizzata dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese
in collaborazione con Galerie Xippas, Parigi.
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
La Galleria Credito Siciliano di Acireale ospita la seconda tappa italiana della grande mostra dedicata al francese Yves Bélorgey, dopo la prima svoltasi alle Gallerie del Credito Valtellinese a Milano.

Yves Bélorgey potrebbe essere l'erede, insieme, di Giovanni Panini e di Hubert Robert. Del grande vedutista settecentesco italiano ha colto la "scienza dello spazio", del francese la "fluidità della visione". Con una originalità, che fa del giovane pittore parigino colui che oggi meglio sa interpretare l'architettura contemporanea nella sua apparenza ma ancor più nella sua vera essenza.

Con questa mostra, le Gallerie proseguono nella loro ricerca che indaga il tema della città sotto i suoi diversi aspetti, come avviene in questo stesso periodo a Sondrio dove la Galleria del Credito Valtellinese (altra realtà facente capo al Gruppo) propone una visione analitica e suggestiva dello sviluppo dell'architettura del XX secolo e dell'ultimo decennio nelle Alpi centrali attraverso gli scatti fotografici del praghese Václav Sedý.

La mostra di Yves Bélorgey è organizzata con la collaborazione della Galleria Xippas di Parigi.

A raccontare questa sua ricerca la Galleria Credito Siciliano ad Acireale propone una quarantina di opere, acrilici su tela di grande formato.
La pittura di Yves Bélorgey si impone per l'impatto immediato, quasi fotografico. Di lui si è parlato come di un iper-realista, al limite del foto-realismo. Alla base di queste istantanee vi è però la capacità di cogliere le grandi periferie urbane, i casermoni, i grandi agglomerati abitativi e industriali non solo per come appaino ma per come sono.

Ciò che Bélorgey cerca di interpretare nelle sue grandi tele sono le modificazioni urbane come riflesso di quelle sociali e culturali. E come e quanto l'architettura di oggi condizioni la quotidianità di chi la vive o anche solo la vede, o la subisce.

Sono ormai più di vent'anni che Bélorgey approfondisce la sua indagine sull'architettura moderna, partendo dagli apici del Bauhaus e di Le Corbusier per sfociare nelle realtà delle new town o nei grandi complessi delle periferie urbane o, ancora, nei sistemi residenziali o di terziario cresciuti al posto di ancor recenti fabbriche, realtà sino a ieri produttive e già precocemente assurte ad "archeologia industriale".

Bélorgey non è un notaio dell'immagine. Non gli interessa l'essere l'Alinari dell'architettura contemporanea.
Che intervenga con riprese frontali o di sbieco, queste ultime di gran lunga le sue preferite, la composizione non offre mai una precisa visione d'insieme che consenta al visitatore di sentirsi dominatore dello spazio.
La sua non è nemmeno la visione dell'urbanista che descrive una realtà dal di fuori, quasi astraendosene, asetticamente.

Ciò che Bélorgey stimola è l'esperienza della frammentazione, infinite sensazioni in una sola immagine. Le architetture dipinte non sono animate da persone. Della quotidianità e della presenza di una vita comune si può avere la sensazione solo grazie alle lenzuola stese o ad un tavolo apparecchiato in una terrazza. Ad "abitarle" è lo spettatore, in un esercizio che fa dell'illusione e del coinvolgimento una delle sue cifre.

Bélorgey è un artista diverso: non è architetto, non è urbanista non ha nemmeno frequentato accademie d'arte. La sua preparazione è da esperto di diritto e questo approccio nella lettura degli spazi pubblici nelle sue opere si percepisce appieno.

La mostra è accompaganata da un catalogo con un saggio critico del grande urbanista Pier Luigi Cervellati.

 
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