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arte contemporanea, collettiva CHIESA E CHIOSTRO DI SANT'AGOSTINO ​ Via Sant'agostino 1 Pietrasanta 55045

Pietrasanta (LU) - dal 19 giugno al 5 settembre 2010

Velasco Vitali - Sbarco

Velasco Vitali - Sbarco
© Oliviero Toscani
 [Vedi la foto originale]
CHIESA E CHIOSTRO DI SANT'AGOSTINO
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Via Sant'Agostino 1 (55045)
+39 0584795226
cultura@comune.pietrasanta.lu.it
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Velasco Vitali sceglie un soggetto complesso e di stretta attualità per un’intensa riflessione che investe le più ampie tematiche dell’isolamento, dell’immigrazione, della precarietà e della fuga. Lo fa attraverso la pittura, la scultura e il disegno che, in un unico progetto site specific, dialogano tra loro in una sorta di narrazione ciclica e parallela.
orario: ore 18.30-20.00 e 21.00-24.00
chiuso il lunedì
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 19 giugno 2010. ore 18.30
catalogo: con testi di Fernando Mazzocca e Francesco Poli, fotografie di Oliviero Toscani
editore: SKIRA
ufficio stampa: ADICORBETTA, LUCIA CRESPI
autori: Velasco Vitali
note: Pietrasanta (Lucca),
piazza del Duomo e complesso di Sant’Agostino. Un’iniziativa dell’Assessorato alla Cultura della città, capoluogo storico della Versilia.
genere: arte contemporanea, personale, disegno e grafica

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comunicato stampa
Una barca lunga e sottile taglia la piazza. La sorreggono due uomini: un momento di arrivo o di partenza.

S’intitola Sbarco l’intervento artistico che Velasco Vitali, da giugno a settembre 2010, realizza a Pietrasanta. Un’iniziativa dell’Assessorato alla Cultura della città, capoluogo storico della Versilia.

La clandestinità come filo conduttore di un’installazione che occuperà la piazza del Duomo e gli spazi attigui dell’antico complesso di Sant’Agostino.



Velasco Vitali sceglie un soggetto complesso e di stretta attualità per un’intensa riflessione che investe le più ampie tematiche dell’isolamento, dell’immigrazione, della precarietà e della fuga. Lo fa attraverso la pittura, la scultura e il disegno che, in un unico progetto site specific, dialogano tra loro in una sorta di narrazione ciclica e parallela.



Al centro della piazza è collocata una barca di alluminio lucido e leggero (2 metri per circa 15 di lunghezza) sorretta da due uomini in bronzo: la vita che scorre intorno, i monumenti, il cielo, si riflettono sulla superficie specchiante della chiglia, una sorta di scudo contro le avversità, un rifugio, uno spazio di speranza.



Dalla piazza del Duomo alla chiesa di Sant’Agostino, dalla luce estiva della piazza alla penombra della navata, un branco di cani randagi. Una folla che vaga senza riferimento, in una condizione di solitudine e di progressivo restringimento di libertà, di spazio e di visione. Nel coro un cane è “prigioniero” su una torre di secchi grondanti di catrame e due grandi disegni, dipinti su carta, scendono dal soffitto ai due estremi della sala del Capitolo: negativo e positivo di figure stipate le une sulle altre. La folla, indistinta.



Nel giardino del Chiostro torna la scultura con una grande figura di cane in bronzo, rivestito in oro zecchino. Una grande figura, simbolo mitico e aspirazione al monumentale.



Nella sala dei Putti, infine, una replica-citazione degli elementi costitutivi principali del progetto: le matrici in catrame della scultura in piazza e due coppie di acquerelli con studi di cani.



Esterno e interno, dalla piazza alla chiesa. La scultura, la pittura e il disegno diventano tappe di una riflessione sulla clandestinità, in un sistema di materiali diversi (alluminio, ferro, cemento, catrame, bronzo e carta) e rimandi iconografici. La chiglia sugli uomini, i cani nella chiesa, la folla sulla carta.



Cenni biografici



Velasco Vitali è nato nel 1960 a Bellano, sul lago di Como. La sua attività, partita dal disegno e dalla grafica, si rivolge presto anche a pittura e scultura. L’inizio è segnato dall’incontro con Giovanni Testori e dalla partecipazione alla mostra Artisti e Scrittori presso la Rotonda della Besana di Milano. Dopo alcune personali, la pittura di Vitali si concentra sulla tragedia che distrugge parte della Valtellina alla fine degli anni Ottanta, facendo confluire il lavoro in Paesaggio Cancellato, mostra curata da Roberto Tassi (1990). Continuo, nella sua ricerca artistica, l’interesse per il ritratto, che trova affermazioni in mostre e pubblicazioni. Si registra, una volta legatosi al gruppo dell'Officina Milanese alla fine degli anni Novanta, un'inversione contenutistica: è la scoperta del Sud, attraverso la Sicilia. In questa nuova luce nascono: Isolitudine con Ferdinando Scianna nel 2000 e nel 2003 MIXtura con Franco Battiato. Nel 2004 Electa pubblica Velasco 20, una monografia sui primi vent’anni di lavoro con un contributo critico-filosofico di Giulio Giorello. Extramoenia (2004-2005) è il progetto che costruisce intorno a immagini di città dipinte e sculture di cani in ferro e cemento, esposizione voluta dalla Regione Sicilia e allestita a Palermo, presso Palazzo Belmonte Riso e a Palazzo della Ragione di Milano (catalogo Charta). Del 2006 è Tana, un progetto site-specific ideato per il Teatro dell'Arte di Milano. Nel 2007 una grande installazione è esposta nella collettiva Ultime Ultime Cene di Milano (Refettorio delle Stelline) e, a Sondrio viene realizzato il progetto Immagini, forme e natura delle Alpi a cura di Danilo Eccher, con il quale condividerà anche il progetto LATO 4 nel 2008, mostra allestita a Milano presso ProjectB Contemporary Art. Nello stesso anno partecipa a Junkbuilding, presso La Triennale Bovisa e viene pubblicato, con testi di Michele Mari, Milano Fantasma: oltre cento disegni che raccontano la città (edt editore). Partecipa nel 2009 a I paesaggi e la natura dell'arte, mostra collettiva dedicata al rapporto tra arte e natura presso il museo ARCOS di Benevento. Dal 2007 collabora, con i suoi disegni, con il “Corriere della Sera”.

 
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