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arte contemporanea, collettiva GALLERIA PARMEGGIANI ​ Corso Benedetto Cairoli 2 Reggio Nell'emilia 42100

Reggio Nell'Emilia - dal 15 ottobre al 21 novembre 2010

Davide Benati - Pitture in palmo di mano 1980-2010

Davide Benati - Pitture in palmo di mano 1980-2010
Conversazioni, 2009
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GALLERIA PARMEGGIANI
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Corso Benedetto Cairoli 2 (42100)
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La personale con circa sessanta opere, distribuite nel centro storico di Reggio Emilia in tre sedi diverse: i Chiostri di San Domenico, la Sinagoga e la Galleria Parmeggiani, ripercorre trent’anni di carriera del pittore, che, dopo importanti tappe come la Biennale di Venezia e numerosissime mostre personali e collettive in Italia e in tutto il mondo, ritorna nella sua città per presentare una pittura sapiente
orario: Da martedì a venerdì 16-19
Sabato, domenica e festivi 10-13 / 16-19 Lunedì chiuso
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 15 ottobre 2010. ore 18
catalogo: in galleria.
editore: SKIRA
ufficio stampa: CRISTINA PARISET, LUCIA CRESPI
autori: Davide Benati
note: Promotori: Comune di Reggio Emilia – Musei Civici. Sedi:
Reggio Emilia
Chiostri di San Domenico, via Dante Alighieri 11
Sinagoga, Via dell’Aquila 3
Galleria Parmeggiani, Corso Cairoli 1
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
“Scelgo una forma semplice che trasporti il colore nello spazio, come una nota musicale ripetuta e che nella ripetizione infinita diventi ritmo, tessitura, nenia. La tela è orizzontale e dall’alto la guardo. Come un monaco che si accinga a disegnare un mandala, come un monaco che intoni un mantra. Dopo giorni i colori si faranno corpo, avranno saturato lo spazio ma continueranno a rivelare per sempre la loro trasparente illusorietà.”
Davide Benati


Dal 16 ottobre al 21 novembre 2010 i Musei Civici di Reggio Emilia dedicano una grande mostra a Davide Benati (Reggio Emilia 1949) dal titolo Pitture in palmo di mano 1980-2010. La personale con circa sessanta opere, distribuite nel centro storico di Reggio Emilia in tre sedi diverse: i Chiostri di San Domenico, la Sinagoga e la Galleria Parmeggiani, ripercorre trent’anni di carriera del pittore, che, dopo importanti tappe come la Biennale di Venezia e numerosissime mostre personali e collettive in Italia e in tutto il mondo, ritorna nella sua città per presentare una pittura sapiente, dove il colore afferma la propria presenza tra le forme dell'opera e le forme naturali sono apparizioni che hanno complesse matrici e una "astratta" costruzione tonale.

Fedele alle sue ispirazioni, l’artista nei suoi lavori rivendica la centralità della pittura; come afferma Flaminio Gualdoni “del dipingere, del quadro, il suo statuto di unica condizione intellettualmente ed empiricamente credibile”.

Nelle opere di Benati le forme della natura si fondono in modo magistrale con le fibre vegetali della carta di riso, fatta a mano. La carta per l’ artista non è infatti solo un supporto, ma il mezzo per raggiungere la perfetta coesione tra le grandi superfici cariche di colori trasparenti e i frammenti di paesaggi sensuali. Benati lavora attraverso la sovrapposizione di numerosi fogli di carta dipinta ad acquerello, tecnica che gli permette attraverso la trasparenza del mezzo espressivo, di accentuare gli effetti della carta e della sua grana.

”Nel gioco infinito di questa pittura, - chiarisce Walter Guadagnini - la poesia si riflette sui quadri, la memoria delle pagine lette si sovrappone a quella delle pagine schizzate di un taccuino, i luoghi dei viaggi immaginari si trasformano in voragini di aspra sensualità, dove il sovrapporsi dei colori e dei segni riflette la ciclicità dei tempi, in una continua remise en question non della natura del linguaggio, ma dei modi apparizione dell'immagine. Come in un controcanto”.

Nei Chiostri di S.Domenico l’artista ha scelto di esporre accanto ad alcune tra le opere più significative degli anno ’80 e ’90 - diverse delle quali esposte nella Biennale di Venezia del 1982 e nella sala personale del 1990 - i lavori degli ultimi dieci anni, molti dei quali totalmente inediti o esposti solo nella galleria Malborough di Monaco (che attualmente lo rappresenta in esclusiva). Tra le opere recenti, tutte di grande formato, sono presenti i grandi trittici, insieme ai dittici e alle opere singole che costituiscono la produzione più recente dell’autore.

La mostra dei Chiostri di San Domenico costituisce l’occasione per fare il punto sulla sua produzione e confrontare i lavori che lo hanno reso artista affermato e apprezzato in tutto il mondo con le opere più recenti, ma soprattutto per poter abbracciare in un’unica visione le dinamiche di un lavoro trentennale che, come scrive Sandro Parmiggiani, “è l’esito di una passione e di una febbre che, dall’adolescenza ad oggi, mai si sono consumate né hanno trovato lenimento”.

La seconda sede scelta da Benati è la Sinagoga, l’antico tempio della comunità ebraica reggiana ricostruito nel 1858 dall’architetto Pietro Marchelli, oggetto di un recente restauro; qui l'artista segnala con tre opere di vari periodi (Arpabirmana, 1990; Segreta, 1995; Cantico, 2006) il rapporto del proprio lavoro col sacro e con il silenzio.

Il terzo spazio scelto da Benati è la Galleria Parmeggiani, affascinante esempio di “casa-museo” nato nel 1933 dalla raccolta privata di un sedicente collezionista, Luigi Parmeggiani protagonista di torbide e rocambolesche vicende; si tratta di un luogo oscuro, dal sapore ottocentesco, pieno di armature, arredi, opere d'arte (forse autentiche, forse no) Un'atmosfera che fece dire a Federico Fellini - sedotto dalle storie che aveva sentito raccontare durante una visita alla Galleria - "Sembra di sentire in questo museo un ghigno satanico". In questo luogo suggestivo e un po' incongruo l'artista in due piccole stanze, dedicate ai pittori Cesare Detti e Ignacio Leòn y Escosura, indaga con piccole opere il suo rapporto col vuoto e con la luce.

Completa il percorso della mostra l’esposizione in collaborazione con la Biblioteca Panizzi dell’opera grafica con le acquatinte e la ricca produzione dei libri d’artista.

La mostra è accompagnata da una monografia, edizione bilingue (italiano-inglese) edita di recente da Skira con testi di Cristina Comencini, Walter Guadagnini, Flaminio Gualdoni, Sandro Parmiggiani e Antonio Tabucchi.

DAVIDE BENATI

Nato a Reggio Emilia il 23 febbraio l949, Davide Benati frequenta il Liceo artistico di Modena e, successivamente l'Accademia di Brera a Milano, dove è stato titolare delle cattedre di anatomia e di pittura. Oggi insegna anatomia all'Accademia di Belle Arti di Bologna.
La mostra personale d'esordio è, nel 1972, alla Galleria II Giorno di Milano; il suo curriculum espositivo, già significativo negli anni settanta, anni intensi di ricerche e di sperimentazioni, si arrichisce, negli anni ottanta, di mostre personali e di partecipazioni ad esposizioni di gruppo di particolare rilievo e prestigio, anche internazionali; nel 1982 è invitato alla Biennale di Venezia, dove tornerà, nel 1990, con una sala personale; nel 1986 è invitato alla Quadriennale di Roma; mostre antologiche pubbliche, a lui dedicate si tengono nel 1989 alla Galleria Civica di Modena (con un racconto in catalogo di Antonio Tabucchi) e nel 1992 ai Musei Civici di Reggio Emilia (con un saggio in catalogo di Luciano Caramel).
Significativo è pure l'elenco delle partecipazioni a importanti rassegne di gruppo ("Anni Ottanta" a Bologna e la III Triennale Internazionale al Kunsthalle di Norimberga nel 1985, "Dopo il concettuale" a Trento, "Itinerari di arte contemporanea" a Lisbona nel 1986, Biennale Internazionale de II Cairo nel 1995), e delle mostre personali in gallerie private italiane e straniere (Anversa, Stoccolma, Amburgo, Zurigo, Parigi, New York). Attualmente lavora con la Galleria Marlborough Monaco.


 
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