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arte contemporanea, collettiva VILLA MEDICEA LA MAGIA ​ Via Vecchia Fiorentina 63 Quarrata 51039

Quarrata (PT) - sab 30 ottobre 2010

Daniel Buren - Daniel Buren per Quarrata

Daniel Buren - Daniel Buren per Quarrata

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VILLA MEDICEA LA MAGIA
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Via Vecchia Fiorentina 63 (51039)
+39 0573774500
urp@comune.quarrata.pt.it
www.villalamagia.it
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Il parco della Villa Medicea La Magia – Arte Contemporanea si arricchisce di una nuova opera, una grande fontana monumentale realizzata dall’artista Daniel Buren per la Città di Quarrata, realizzata grazie al Comune di Quarrata e al suo sindaco Sabrina Sergio Gori, interamente finanziata della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia che ha scelto di donare l’opera al Comune.
biglietti: free admittance
vernissage: 30 ottobre 2010.
catalogo: in mostra
editore: GLI ORI
ufficio stampa: DAVIS & CO.
autori: Daniel Buren
genere: presentazione, serata - evento

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comunicato stampa
Il parco della Villa Medicea La Magia – Arte Contemporanea si arricchisce di una nuova opera, una grande fontana monumentale realizzata dall’artista Daniel Buren per la Città di Quarrata, realizzata grazie al Comune di Quarrata e al suo sindaco Sabrina Sergio Gori, interamente finanziata della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia che ha scelto di donare l’opera al Comune.
La fontana, il cui cantiere è partito recentemente, a fine luglio, sarà inaugurata sabato 30 ottobre 2010 alla presenza dell’artista e sarà accompagnata da una pubblicazione, curata dall’architetto David Palterer e edita da Gli Ori.
Per Quarrata, Daniel Buren ha ideato una fontana-scultura luminosa, da realizzare con lastre di marmo di Carrara, con una pianta esagonale che ricorda una sorta di antico ninfeo. Il luogo scelto per questo “luogo d’acqua” è il prato di fronte alla villa, in posizione frontale rispetto alla dorsale del Montalbano.
Artista di fama internazionale, Daniel Buren (Boulogne-Billancourt, France, 1938) è uno dei maggiori esponenti delle neo-avanguardie artistiche della fine degli anni sessanta e degli anni settanta. L'azzeramento dei modi tradizionali del fare arte, la scelta del definitivo abbandono della figurazione in favore di un'arte astratta, l'elemento concettuale sono aspetti predominanti dell'arte di Buren. Dal 1965 adopera strisce a contrasto che chiama "uno strumento per vedere". La larghezza delle strisce è sempre uno standard di 8,7 centimetri. Negli anni ha situato queste strisce su disparati supporti, usando diversi materiali.
In un processo radicale di interrogazione sul senso dell'arte stessa e sul ruolo dell'artista, Daniel Buren nell'aprile del 1968 ricopre "abusivamente" i cartelloni pubblicitari di Parigi con manifesti di carta a strisce bianche e colorate ("Affichages sauvages"). Insieme a molti altri artisti degli anni settanta (arte povera, arte concettuale, land art) Buren ha rivendicato spesso la possibilità di far vivere i propri lavori di una dimensione effimera e transitoria, nella scelta dei materiali e nella destinazione finale dell'opera. La sua ricerca si è spesso dedicata a portare l'arte "in strada", nel contesto urbano, in rapporto al tessuto sociale dei luoghi.
Ha esposto, dai primi anni sessanta ad oggi, in moltissime mostre personali e collettive in tutto il mondo, in musei e spazi espositivi pubblici, in gallerie private. Vanta inoltre la realizzazione di un gran numero di opere permanenti e temporanee in situ, in spazi pubblici e privati. Nel 1986, su commissione del Presidente della Repubblica Francese Mitterrand, ha realizzato l'installazione permanente "Le Deux Plateaux", nel cortile d'onore del Palais Royal a Parigi. Nello stesso anno ha rappresentato la Francia al Padiglione dei Giardini della Biennale di Venezia, vincendo il Leone d'Oro.
Tra le mostre personali si ricordano le più importanti: "Le Musée qui n'existait pas", Centre Pompidou, Parigi, 2002; "Transitions, works in situ", Toyota Museum, Toyota, Giappone, 2003; "The Eye of the Storm", the Solomon R. Guggenheim Museum, New York, 2005.
Tra le sue più importanti opere pubbliche permanenti ricordiamo: Palais Royal, Parigi; Chapelle du Donjon, Vez, Francia; Banhof, Wolfsburg, Germania; Bundesministerium fur Arbeit und Sozialordnung, Berlino; Parc de la Cigalière, Sérignon, Francia; sede sociale Telenor, Oslo; e la recente (marzo 2010) “Danza tra triangoli e losanghe per tre colori” realizzata per Il MACRO a Roma.

In Toscana troviamo sue opere in alcune delle collezioni più importanti di arte ambientale come “Sulle vigne: punti di vista", del 2001, al Castello di Ama nel Chianti e “La Cabane éclatée aux 4 salles”, realizzata nel 2005 per la Collezione Gori – Fattoria di Celle, a Santomato (Pt).

Nel 2007 è stato insignito del prestigioso Praemium Imperiale.

Villa Medicea La Magia – Arte Contemporanea
Inaugurato ufficialmente a giugno 2005, il centro di Villa La Magia, una delle più affascinanti ville rinascimentali della Toscana, nasce da un’idea dell’attuale Sindaco di Quarrata, Sabrina Sergio Gori, dopo che nel 2000 il Comune ha acquistato l’intero complesso con l’intenzione di conferirgli un carattere culturale distintivo e di riferimento, nell’ottica di riqualificare il territorio e il patrimonio storico locale.
Il progetto del centro consiste: da una parte nell’attività espositiva, dall’altra nella realizzazione di un parco-museo “Genius loci. Lo Spirito del Luogo”, con opere create appositamente. Tra le opere che fanno parte della collezione del parco, curata fino alla scorsa edizione da Katalin Mollek Burmaister, troviamo: MICAT IN VERTICE di Fabrizio Corneli, installazione di luce e ombra sulla facciata della Limonaia di Levante; BRUCIAPROFUMI, due grandi sculture in terracotta, e FABBRICA DELLA MEMORIA, un tempietto - biblioteca che richiama la forma dell’ellisse del cervello, vicino al lago, di Anne e Patrick Poirier; ASCOLTA IL FLAUTO DI CANNA di Marco Bagnoli; GIARDINO ROVESCIATO dell’artista Nagasawa, un giardino in muratura realizzata nello spazio esterno che affianca la Tinaia di Levante e infine, ultima opera installata nel 2009 nel cortile della Villa, un’installazione neon di Maurizio Nannucci composta da quattro testi luminosi – WHEREVER COLOR UNDERMINES AESTHETIC PLEASURE nel colore rosso, WHENEVER ART DISPLACES COMMON PERSPECTIVES nel colore blu, WHEREVER LIGHT RELEASES TIME FROM DARKNESS nel colore giallo, WHENEVER SOUND CREATES A TOTAL VISUAL FIELD nel colore verde – che seguono il perimetro alto delle facciate interne e sottolineano il confine tra architettura e cielo.
Grazie alla sua attività, Villa La Magia è riconosciuta dalla Regione Toscana come progetto d’importanza regionale per l’arte contemporanea.

 
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