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arte contemporanea, collettiva PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI ​ Via Nazionale 194 Roma 00184

Roma - dall'otto novembre 2010 al 27 febbraio 2011

Carlos Amorales - Remix
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PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI
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Via Nazionale 194 (00184)
+39 06489411 , +39 0668301087 (fax)
info@palazzoesposizioni.it
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“Remix” è il titolo scelto da Carlos Amorales per la sua prima mostra in Italia. Il giovane artista messicano, attualmente al centro di un grande interesse internazionale, utilizza un termine del linguaggio musicale per tradurre la speciale commistione che lega le sue opere scelte per questa mostra: sei poderose installazioni, datate tra il 2006 e il 2010, si susseguiranno senza soluzione di continuità nello spazio e, pur mantenendo ciascuna la propria fisionomia e riconoscibilità, si fonderanno per dare vita a un inedito insieme, secondo una prassi che Amorales sperimenta per la prima volta.
orario: domenica, martedì, mercoledì e giovedì: dalle 10.00 alle 20.00; venerdì e sabato: dalle 10.00 alle 22.30; lunedì chiuso
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: intero € 12,50; ridotto € 10,00. Permette di visitare tutte le mostre in corso al Palazzo delle Esposizioni. Biglietto integrato Palazzo delle Esposizioni e Scuderie del Quirinale, valido per 3 giorni: intero € 18,00; ridotto
€ 15,00
vernissage: 8 novembre 2010. ore 11.30 per la stampa
catalogo: in mostra
editore: SKIRA
ufficio stampa: LUCIA CRESPI, PALAEXPO
curatori: Daniela Lancioni
autori: Carlos Amorales
note: Promossa da: Comune di Roma - Assessorato alle Politiche Culturali; Azienda Speciale Palaexpo; Fondazione Roma
In collaborazione con: Ministero Affari Esteri del Messico e Ambasciata del Messico in Italia Sponsor Palazzo delle Esposizioni: Gioco del Lotto – Lottomatica
Sponsor tecnici: Hotel Bettoja, iGuzzini, Roma Multi Servizi, Pierreci- Codess
Vettura ufficiale: Toyota
genere: arte contemporanea, personale
email: ufficio.stampa@palaexpo.it

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comunicato stampa
“Remix” è il titolo scelto da Carlos Amorales per la sua prima mostra in Italia. Il giovane artista messicano, attualmente al centro di un grande interesse internazionale, utilizza un termine del linguaggio musicale per tradurre la speciale commistione che lega le sue opere scelte per questa mostra: sei poderose installazioni, datate tra il 2006 e il 2010, si susseguiranno senza soluzione di continuità nello spazio e, pur mantenendo ciascuna la propria fisionomia e riconoscibilità, si fonderanno per dare vita a un inedito insieme, secondo una prassi che Amorales sperimenta per la prima volta.

Su gran parte dello spazio espositivo del primo piano del Palazzo, via Milano 9 A, correrà il disegno a matita El estudio por la ventana (2010) che segna l’inizio di una nuova riflessione sullo studio inteso come mente dell’artista. Nella galleria grande, farà da sfondo alle settecentocinquantuno stelle nere di Drifting Star (2010) o a quelli che sembreranno i settecentocinquantuno frammenti di un’esplosione colti in un impressionante fermo immagine. Black Cloud (2007), uno dei lavori più noti di Amorales, è un impressionante sciame di farfalle nere, la cui presenza può essere interpretata come una minaccia o come il segno di una forza collettiva: un’opera monumentale, seducente e avvolgente, che ha la solidità di una massa e la leggerezza dell’ala impalpabile di un lepidottero. Un’intera sala sarà tappezzata dai manifesti di Why Fear the Future? (2006) le silhouette di uccelli neri dalle ali spiegate, una presenza minacciosa se si pensa al film di Hitchicock, ma Amorales affronta la paura del futuro con un interrogativo che potrebbe cancellarla. The Skeleton Image Constellation (Liquid Archive) (2009) sono le cartoline con oltre mille immagini prelevate dal personale archivio di Amorales, chiamato Archivio líquido (Liquid Archive). Ciascuna di queste opere sarà accostata, lambita o sfiorata, da Spider Galaxy, una creatura dalle sembianze di un uccello esotico animata, inizialmente, da Galia Eibenschutz.

Tutte le opere in mostra derivano dal poderoso Archivio líquido, l’archivio digitale avviato da Amorales alla fine degli anni Novanta e di continuo arricchito di nuovi elementi, cui l’artista attinge per la realizzazione di ogni suo nuovo lavoro. Sono immagini ricavate da riviste, cataloghi, libri, foto dello stesso Amorales o scaricate da Internet, lavorate dall’autore attraverso un processo inventivo che prevede la prassi della ibridazione. Tradotte nei lavori, diventano disegni, diapositive, video, collage, dipinti, sculture, installazioni, copertine di dischi.
L’Archivio líquido è un sorta di glossario ed è importante per Amorales che altri lo usino, estendendone il significato. Le sue immagini hanno un potere simbolico immediatamente condivisibile e il più delle volte riferibile alle paure che le attuali condizioni di vita generano. Ma la sensibilità di Amorales, pur non ignorandole, non fa delle dinamiche sociali il tema dei suoi lavori. Il suo desiderio, secondo le dichiarazioni dello stesso autore, è quello di evocare ciò che non esiste.

Durante la realizzazione di El estudio por la ventana alcuni studenti saranno chiamati a interpretare il lavoro. La loro collaborazione si svolgerà nell’ambito di un seminario istituito dal Professor Claudio Zambianchi docente di Storia dell’Arte Contemporanea presso la Facoltà di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.

La mostra è curata da Daniela Lancioni, curatore senior del Palazzo delle Esposizioni.

La mostra di Amorales si inserisce nell’ambito di una serie di iniziative dedicate alla cultura messicana in occasione dei 150 anni della Indipendenza del Paese. Ad Amorales è affidato il compito di testimoniare l’attuale - e perdurante - vigore della cultura messicana.

 
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