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Teramo - dal 15 ottobre al 27 novembre 2010
Sophie Usunier - Promemoria (vorrei tanto che ti ricordasse)
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Sophie Usunier, Promemoria (vorrei tanto che ti ricordasse), 2010, ca 23000 post-it, dimensione ambiente
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WAREHOUSE CONTEMPORARY ART
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Progetto site specific dell’artista Sophie Usunier (Neufchâteau, Francia, 1971) a cura di Francesca Referza. L’artista ha ricoperto le pareti della project room con oltre 23.000 post-it gialli, realizzando un’installazione ambientale al tempo stesso ludica e poetica.
orario: martedì e mercoledì ore 15,30-19,30
giovedì, venerdì e sabato 10,30-13,30 e 15,30-19,30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
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biglietti: free admittance
vernissage: 15 ottobre 2010. ore 19.00
curatori: Francesca Referza
autori: Sophie Usunier
note: Project Room
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Promemoria (vorrei tanto che ti ricordasse) è un’installazione site specific realizzata da Sophie Usunier (Neufchâteau, Francia, 1971) con oltre 23.000 post-it gialli, grandi circa 7,5 x 7,5 cm. Promemoria (da pro, a favore, e memoria) è una nota, un foglio, o un qualsiasi sistema utile a ricordare qualcosa. PROMEMORIA (je voudrais tant que tu te souviennes) – ha dichiarato l’artista – è un progetto mai presentato in Italia e che a fine ottobre realizzerò presso il centro culturale "Le Trait d'Union" in Francia. Per la project room della Warehouse ho pensato ad una installazione che combinasse l’idea del giocare con il luogo fisico, con la natura di sperimentazione della project. 
È un'installazione, come indica il titolo, sul ricordo e sull'oblio. Una stanza di promemoria senza più niente scritto sopra, una dimenticanza, o una perdita di memoria...
 Il promemoria è l'oggetto per ricordare per eccellenza, lo usiamo per la spese, per un appuntamento, per scrivere citazione belle o interessanti per la nostra riflessione. Le incolliamo dappertutto nella casa, sulla scrivania, sullo specchio, sulle mensole, in macchina...
 Incollare tutta una stanza (le mura e le porte-finestre, tranne il soffitto e il pavimento) di post-it regolarmente, rende lo spazio completamente diverso, come una nuova materia sulle parete. 
Poi, con il tempo, i post-it si scolleranno per cadere a terra, come foglie morte autunnali, e rimarranno nello spazio a terra per tutta la durata della mostra. Anche se PROMEMORIA (je voudrais tant que tu te souviennes) è nata durante una residenza in una casa di riposo a Nancy (2009), e dunque in un luogo in cui si perde la memoria, la testa, questo lavoro non interroga solo la vecchiaia e la morte, con l'assenza ad vitam aeternam della nostra memoria, e della nostra storia, ma interroga in definitiva tutte le memoria e tutte le storie personali ed umane, piccole o grandi...
La project room pensata da Sophie Usunier è accompagnata da una selezione di Nature Morte, un lavoro in progress (2005-2009) realizzato dall’artista incorniciando, entro vecchie cornici, liste della spesa dimenticate dai clienti al supermercato. Il cortocircuito semantico è dunque evidente. Da una parte Promemoria (vorrei tanto che ti ricordasse), in cui lo spazio fisico della project room viene cancellato da un’infinità di fogli gialli lasciati vuoti in attesa di possibili appunti lasciati dai visitatori, dall’altra, liste della spesa involontariamente dimenticate o lasciate in cassa da clienti distratti, che (attraverso vecchie cornici) diventano per l’artista occasione di ridare loro senso e preziosità incorniciandole. In effetti per decodificare il lavoro di Sophie Usunier si potrebbe usare proprio l’immagine della cornice. L’artista francese, che nella sua pratica artistica privilegia la realizzazione di progetti site-specific pensati in relazione a luoghi e persone, spesso ispirati da personali suggestioni esperienziali, non realizza quasi mai lavori ex novo. La sua inclinazione è piuttosto quella di creare una sottolineatura concettuale, una cornice che isolando singoli oggetti o momenti soggettivi, ne consente una chiave di lettura divergente rispetto alla consuetudine. Questa forma di isolamento visivo e mentale di dettagli quotidiani spesso banali (l’ipnotico volo di una mosca, la malinconia di promemoria autografi, la registrazione della forza del vento e la casualità di un insieme di elastici) innesca in realtà plurimi spunti di riflessioni a cui tuttavia l’artista allude soltanto, lasciando aperte ulteriori letture del proprio lavoro, che vanno ben oltre l’insignificante apparenza del soggetto scelto.


Sophie Usunier (Neufchâteau, Francia, 1971), vive e lavora tra Milano e la Francia.
 
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