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arte contemporanea, collettiva PALAZZO REALE ​ Piazza Del Duomo 12 Milano 20122

Milano - dal 16 novembre 2010 al 13 febbraio 2011

Mikalojus Konstantinas Ciurlionis - Un viaggio esoterico
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PALAZZO REALE
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Piazza Del Duomo 12 (20122)
+39 02875672
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Saranno esposte 79 tempere e pastelli su tela o cartoncino del maestro, oltre a 30 acquarelli, chine e disegni, 24 fotografie e molti documenti (tra cui una raccolta di lettere inedite) provenienti da un tempio segreto dell’arte moderna: il Museo Nazionale di Belle Arti di Kaunas, in Lituania.
orario: lunedì 14.30-19.30; martedì, mercoledì, venerdì, domenica 9.30-19.30; giovedì, sabato 9.30-22.30. La biglietteria chiude un’ora prima
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: euro 8,00 intero, 6,00 ridotto - 4,50 ridotto speciale
vernissage: 16 novembre 2010. su invito
catalogo: in galleria.
editore: MAZZOTTA
ufficio stampa: MAZZOTTA
curatori: Osvaldas Daugelis, Gabriella Di Milia
autori: Mikalojus Konstantinas Ciurlionis
patrocini: Ministero Affari Esteri e
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
note: Conferenza stampa: martedì 16 novembre 2010 ore 12 Mostra promossa dal Comune di Milano - Cultura
Prodotta da
Palazzo Reale
Fondazione Antonio Mazzotta
Museo Nazionale d’Arte M.K. Čiurlionis
In collaborazione con
Ambasciata di Lituania
Consolato di Lituania a Milano
genere: documentaria, fotografia, arte contemporanea, personale, disegno e grafica
web: www.mostraciurlionis.it

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comunicato stampa
Palazzo Reale di Milano e la Fondazione Antonio Mazzotta consolidano la loro tradizionale collaborazione esplorando ancora una volta il nuovo: si tratta della prima retrospettiva italiana di Mikalojus Konstantinas Čiurlionis. Saranno esposte 79 tempere e pastelli su tela o cartoncino del maestro, oltre a 30 acquarelli, chine e disegni, 24 fotografie e molti documenti (tra cui una raccolta di lettere inedite) provenienti da un tempio segreto dell’arte moderna: il Museo Nazionale di Belle Arti di Kaunas, in Lituania. Sarà inoltre presentato, per la prima volta dopo il 1910, l’Andante, il secondo dei tre quadri che costituiscono nel loro insieme la Sonata delle piramidi del 1908, recentemente ritrovato dopo anni di ricerche e acquistato da Osvaldas Daugelis per il museo che dirige.
La mostra, promossa dal Comune di Milano, è prodotta da Palazzo Reale, dalla Fondazione Antonio Mazzotta e dal Museo Nazionale d’Arte M.K. Čiurlionis. Fortemente voluta dal Governo Lituano, che ha scelto Milano come prima tappa di un progetto itinerante che toccherà le principali città del mondo, è stata realizzata grazie alla collaborazione con l’Ambasciata Lituana in Italia e il Consolato Lituano di Milano e con il contributo della Fondazione Cariplo.








Vitautas Landsbergis, primo Presidente della Lituania indipendente e ora personalità di spicco nel panorama politico, raffinato pianista, grande uomo di cultura ed estimatore dell’attività artistica di Čiurlionis (autore anche di una sua biografia), sarà presente all’inaugurazione.

La rassegna sarà accompagnata da numerosi eventi collaterali, realizzati in collaborazione con l’Associazione ASTIPA per mettere in luce la sfaccettata personalità dell’artista, in particolare il complesso rapporto con la musica, proponendo alcune sue composizioni. Le conferenze e gli incontri sono organizzati con la collaborazione del mensile ASTRA (Ciurlionis e l'esoterismo, La Fortuna dello zodiaco nella storia dell'arte e Gli Elementi dello Zodiaco e il nostro tempo).

Pittore e musicista, Mikalojus Konstantinas Čiurlionis (1875-1911), considerato nel suo paese uno dei fondatori dell’arte moderna, è decisamente poco conosciuto nel resto del mondo, a eccezione della Francia che gli ha dedicato nel 2000-2001 al Musée d’Orsay una prima grande retrospettiva.
La quasi totalità della sua opera, compresi gli spartiti e le lettere, è conservata nel Museo Nazionale di Kaunas, che per la mostra milanese presta i dipinti più importanti e significativi. Sono tutte opere estremamente fragili e difficilmente trasportabili per la deperibilità dei materiali utilizzati (tempera e acquarello, per lo più su carta o cartoncino).
La mostra milanese viene quindi a colmare una lacuna, ma anche a saldare un debito verso un artista straordinario quanto insolito e misterioso per la sua pittura, per la singolarità delle sue visioni, dipinte “furiosamente, dimenticando se stesso, senza concedersi tregua”.
La sua opera, condensata in soli sette anni (1902-1909), influenzò molti pittori a lui contemporanei. Fu apprezzato da Stravinskij, che possedeva un suo dipinto, e dal Premio Nobel per la letteratura Romain Rolland, che nel 1930 ammirò le riproduzioni di suoi quadri sulla rivista russa “Apollon”. A sua volta Vasilij Kandinskij, colpito da alcuni dipinti di Čiurlionis esposti a San Pietroburgo, scrisse nel 1910 all’artista lituano per invitarlo alla mostra della Nene Künstlervereinigung di Monaco. Ma la lettera giunse con tale ritardo che Čiurlionis perse l’occasione di farsi conoscere al di fuori del suo paese.
Solitario dell’arte, divenne leggendario per le sue “visioni d’altri mondi”, che pochi ebbero la fortuna di conoscere prima che venissero finalmente mostrate a Berlino durante il Festival d’autunno del 1979. Gabriella Di Milia, autrice di un saggio su Čiurlionis per i “Cahiers” del Centre Pompidou di Parigi nel 1980, convinse l’allora direttore Pontus Hulten a inserire alcune sue opere nella mostra parigina Paris-Moscou 1900-1930, ma non fu possibile esporle poiché già richieste dall’istituzione berlinese.
Una mostra esclusivamente dedicata a Čiurlionis dà finalmente l’opportunità di conoscere in Italia una personalità tra le più affascinanti della storia dell’arte, che precorre l’astrattismo senza tuttavia poter essere interamente collegata ad alcun movimento contemporaneo. Infatti Čiurlionis, non identificandosi con la cultura parigina, portò avanti la tradizione romantica nordica di Caspar David Friedrich, anticipando le liriche invenzioni di Kandinskij, Kupka, Mondrian (nella sua fase iniziale) e altri. Fa dunque parte di una schiera di artisti che, nelle loro visioni dell’origine dell’universo, hanno trovato mezzi espressivi nuovi per trasmettere le emozioni più segrete.
Morto nel 1911, a soli trentasei anni, Čiurlionis attraversò la pittura come una cometa, introducendo quelle tonalità velate e intimamente abbaglianti che secondo il filosofo Rudolf Steiner corrispondono alla terza parte costitutiva dell’uomo: lo spirito.

Il catalogo della mostra, pubblicato dalle Edizioni Gabriele Mazzotta, comprende testi di Gabriella Di Milia, Osvaldas Daugelis e Nijolé Adomavičienė (ampia e approfondita biografia dell’artista) e Claudio Strinati (sulla musica). Completano il volume ricchi apparati, tra i quali spicca una raccolta di lettere di Čiurlionis per la prima volta tradotte in italiano.

La Sezione didattica Palazzo Reale realizzerà particolari percorsi didattici per la scuola dell’infanzia, la scuola primaria e famiglie.


ČIURLIONIS. Un viaggio esoterico
Mostra a cura di Gabriella Di Milia e Osvaldas Daugelis
Milano, Palazzo Reale (Piazza Duomo 12)
Dal 17 novembre 2010 al 6 febbraio 2011

Inaugurazione: martedì 16 novembre 2010 (su invito)
Conferenza stampa: martedì 16 novembre 2010 ore 12

Ufficio stampa Comune di Milano
Francesca Cassani: francesca.cassani@comune.milano.it – tel. 02.88450177
Ufficio stampa Fondazione Antonio Mazzotta
Alessandra Pozzi: ufficiostampa@mazzotta.it – tel. 02.878380-878197

Progetto dell’allestimento a cura di Massimo Simini

Servizio didattico Sezione didattica Palazzo Reale, tel. 02 860649 - fax 02 877415, FSP.Giovani.PalazzoRealeDidattica@comune.milano.it

Orari: lunedì 14.30-19.30; martedì, mercoledì, venerdì, domenica 9.30-19.30; giovedì, sabato 9.30-22.30. La biglietteria chiude un’ora prima

Biglietto d’ingresso: euro 8,00 intero, 6,00 ridotto - 4,50 ridotto speciale

Info: tel. 02.54918, www.mostraciurlionis.it, www.comune.milano.it/palazzoreale | www.mazzotta.it
Info sulla Lituania: www.turismolituano.it

Catalogo: Edizioni Gabriele Mazzotta. Testi di Gabriella Di Milia, Osvaldas Daugelis, Nijolé Adomavičienė e Claudio Strinati.









Mikalojus Konstantinas Čiurlionis

nato a Varèna in Lituania meridionale nel 1875, fu anche musicista (il padre, organista, gli impartì lezioni fin dall’età di cinque anni). Il suo talento musicale fu riconosciuto dal principe Michal Oginski che provvide ai suoi studi, iniziati alla Scuola musicale di Plungė (1889-1993), perfezionati al Conservatorio di Varsavia (dal 1894 al 1899) e, in seguito, in quello di Lipsia (1901-1902). Tornato a Varsavia, Čiurlionis si iscrisse nel 1903 a un corso di disegno e, nel 1904, alla Scuola di Belle Arti appena aperta. Nonostante le sollecitazioni del padre e degli amici a non trascurare la musica, questa passò in secondo piano nei suoi interessi e la passione per la pittura si fece sempre più forte. Čiurlionis pertanto rifiutò l’offerta di insegnare al Conservatorio e si applicò intensamente per acquisire la padronanza del disegno, dedicandosi anche alle arti applicate. Venne a contatto con l’ala simbolista della pittura polacca. Studiò cosmologia e astronomia, fisica e geologia, la filosofia tedesca ma anche quella orientale e indiana, la storia delle religioni e dei miti antichi.
Čiurlionis rimase particolarmente impressionato dalle opere di Böcklin, Klinger e Stuck durante un viaggio compiuto nel 1906 a Praga, Dresda, Norimberga, Monaco. Ma la scoperta dell’arte internazionale non affievolì il suo interesse per l’estetica dell’arte popolare, sicché, tornato definitivamente in Lituana nel 1907, a Vilnius (città che divenne presto il centro principale delle attività politiche e culturali), contribuì attivamente alla sua conoscenza, mosso anche dal risveglio del sentimento nazionale e dall’esigenza di fortificare moralmente il proprio destino personale, rafforzando il senso delle origini inculcato in lui durante l’infanzia dai racconti materni delle leggende lituane. Si appassionò così alla poesia del Rig Veda, impressionato dalle affinità della mitologia indiana con la tradizione lituana, tanto restia a cristianizzarsi. Credeva nella continuità della vita, nell’unità e indistruttibilità del creato, e fu attratto dalle descrizioni dell’atmosfera celeste dell’astronomo Camille Flammarion, che era vicino al movimento teosofico e prestò molta attenzione ai legami creatisi tra costellazioni e vite umane. Seguì ricerche di psicologia sperimentale ed esercitò poteri parapsicologici come l’ipnosi a distanza e la pranoterapia. Furono, quelli, anni intensi di avvenimenti e assai fecondi per l’artista, che lavorò febbrilmente sia alla musica sia alla pittura (eseguì un ciclo di tredici dipinti sulla Creazione del mondo, 1906). Alla fine del 1907 conobbe Sofija Kymantaitė, giovane poetessa e giornalista, di cui si innamorò e che sposò due anni dopo.
Čiurlionis rimase particolarmente impressionato dalle opere di Böcklin, Klinger e Stuck durante un viaggio compiuto nel 1906 a Praga, Dresda, Norimberga, Monaco e Vienna (durante il quale inevitabilmente vide anche quadri di Friedrich). Ma la scoperta dell’arte internazionale non affievolì il suo interesse per l’estetica dell’arte popolare, sicché, tornato definitivamente in Lituana nel 1907, a Vilnius (città che divenne presto il centro principale delle attività politiche e culturali), contribuì attivamente alla sua conoscenza, mosso anche dal risveglio del sentimento nazionale e dall’esigenza di rafforzare moralmente il proprio destino personale, rafforzando il senso delle origini inculcato in lui durante l’infanzia dai racconti materni delle leggende lituane. Si appassionò così alla poesia del Rig Veda, impressionato dalle affinità della mitologia indiana con la tradizione lituana, tanto restia a cristianizzarsi. Credeva nella continuità della vita, nell’unità e indistruttibilità del creato, e fu attratto dalle descrizioni dell’atmosfera celeste dell’astronomo Camille Flammarion, che era vicino al movimento teosofico e prestò molta attenzione ai legami creatisi tra costellazioni e vite umane. Seguì ricerche di psicologia sperimentale ed esercitò poteri parapsicologici come l’ipnosi a distanza e la pranoterapia. Furono, quelli, anni intensi di avvenimenti e assai fecondi per l’artista, che lavorò febbrilmente sia alla musica sia alla pittura (eseguì un ciclo di tredici dipinti sulla Creazione del mondo, 1906). Alla fine del 1907 conobbe Sofija Kymantaite, giovane poetessa e giornalista, di cui si innamorò e che sposò due anni dopo.
Le opere realizzate in quei pochi anni sono “fantasie dipinte” in cui l’artista issa acropoli oniriche su cime alpestri, dissemina torri e rocche immaginarie, ponti e arcate, pilastri e gallerie che si snodano come scale in profondità acquee e in cieli rarefatti: chimeriche strutture (velato ricordo di una civiltà industriale) percorse da schiere di angeli. Esse rappresentano il graduale raggiungimento di una visione spirituale. I pochi elementi terrestri, disposti nella parte inferiore del quadro, costituiscono in Čiurlionis punti di riferimento per esaltare lo spazio vuoto che si espande magicamente. I cieli, resi con colori liquidi e trasparenti, mai interrotti dalle linee prospettiche dello spazio euclideo, si presentano come vibratili condensazioni di azzurro. I personaggi solitari, la linea dell’orizzonte, i vascelli fantasma, i profili delle montagne appaiono con contorni incerti, appena distinguibili, perché proiettati in una lontananza infinita.
Non furono le tecniche musicali a suggerire a Čiurlionis come esprimere la comunione armonica del creato, ma le esperienze dei suoi contemporanei che avevano tentato di comunicare un pensiero sull’universo ricollegabile ai miti più antichi. Fra essi Rudolf Steiner, commentatore degli scritti di Goethe sull’arte, a cui si ricollega il mondo fantastico della Sonata del serpente (quattro dipinti del 1908). A loro volta le teorie dello psicologo sperimentale Wilhelm Wundt, che aveva studiato gli stimoli che favoriscono le associazioni fantastiche, suggerirono le soluzioni formali di opere come Segni dello zodiaco (dodici dipinti del 1907), Sonata delle stelle (due dipinti del 1908), Sonata delle piramidi (tre dipinti del 1908) e il quadro Rex (1909): capolavori che Čiurlionis dipinse con l’intento costante di suscitare la percezione attiva da parte dello spettatore.
Nell’autunno del 1908 Čiurlionis si trasferì a San Pietroburgo alla ricerca di un contatto stimolante con la cultura contemporanea russa, ma rimase deluso: gli esponenti del gruppo artistico più autorevole, "Il Mondo dell'Arte", mostrarono di apprezzare la sua arte, ma in realtà non compresero l'importanza della singolare costruzione formale dei suoi dipinti, scaturita da una concezione animistica dell'universo.
Verso la fine del 1909 Čiurlionis cominciò a dar segni di squilibrio mentale. La vita di privazioni, le tensioni, il lavoro incessante, le notti insonni, la delusione per gli insuccessi gli avevano provocato una forte depressione nervosa. A febbraio del 1910 fu internato in un ospedale psichiatrico nei pressi di Varsavia.
Nel frattempo il suo lavoro cominciò a essere riconosciuto. Le sue opere comparvero in diverse esposizioni a Mosca, San Pietroburgo, Riga, Kiev, Parigi ecc., suscitando l’interesse di vari intellettuali. A giugno Sofija diede alla luce una bambina, chiamata Danutė, che il padre non vide mai. La morte lo colse poco dopo, in seguito a una polmonite, nel 1911 a Pustelnik. Il 13 dicembre 1925, cinquant’anni dopo la sua nascita, fu inaugurato il Museo Čiurlionis a Kaunas.






 
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