arte contemporanea, collettiva TREVI FLASH ART MUSEUM - PALAZZO LUCARINI ​ Via Lucarini 1 Trevi 06039

Trevi (PG) - dal 17 luglio al 17 settembre 2004

Armoury - Battaglie contemporanee

Armoury - Battaglie contemporanee

TREVI FLASH ART MUSEUM - PALAZZO LUCARINI
Via Lucarini 1 (06039)
+39 0742381021 , +39 0742386956 (fax)
tfam@flashartonline.com
www.treviflashartmuseum.org

Questa mostra prende spunto dal tema della battaglia, topos ricorrente nelle storie di cappa e spada, sentimento e avventura. Dodici artisti contemporanei delle generazioni recenti chiamati a interpretare la suggestione del combattimento attraverso l’ironia e la rimozione, la suggestione e l’esorcismo
orario: dal martedì alla domenica dalle 15,00 alle 19,00. Lunedì chiuso
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 17 luglio 2004. ore 18
catalogo: in mostra
curatori: Luca Beatrice, Laura Carcano
autori: Andrea Contin, Pierpaolo Curti, Diamante Faraldo, Emanuele Giannelli, Roberto Perciballi, Luca Pignatelli, Alex Pinna, antonio riello, Wainer Vaccari, Nicola Verlato, Markus Willeke
genere: giovane arte, collettiva

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comunicato stampa
“Armoury” è l’arsenale a disposizione nel quotidiano per giocare alla guerra o sentirsi battaglieri.
I Videogames e gli hackers, il pogo ai concerti, gli ultrà e gli sport violenti, armi giocattolo e paesaggi post-bellici attuali, nuove armature e palestre digitali.
Mauro Ceolin presenta i SolidLandscapes, l’immagine di quanto rimane del campo di battaglia dei più sanguinari videogame una volta cancellata ogni traccia di violenza. Googlebattle, è l’ultimo dei suoi paintgame e rappresenta la battaglia in atto tra motori di ricerca e case produttrici di software contro il monopolio economico di Google.
Il videogioco Italiani Brava Gente di Antonio Riello è un’opera interattiva del 1997 nella quale i militari italiani attaccano sulle coste le imbarcazioni degli albanesi.
I lottatori di Wainer Vaccari hanno una muscolatura metallica che si tende sotto luci artificiali. Allenati in palestre violente, palestre digitali, i tecno-corpi di questi guerrieri instancabili sono forse i soli a poter resistere alla contemporaneità.
I paesaggi minacciati di Luca Pignatelli sono attraversati da aerei da guerra e mezzi pesanti, dipinti sui teloni ferroviari degli anni trenta dove il profilo di Manhattan si staglia potente. Pierpaolo Curti descrive un orizzonte arido, desertificato dal passaggio di troppe battaglie, dove la pianura Padana è ridotta al niente.
Le sculture di Emanuele Giannelli sono monoliti metropolitani, armamenti industriali ed esperimenti tecno-genetici abbandonati a se stessi. Diamante Faraldo lavora sul senso geo-estetico del termine border line, il limite oltre il quale le cose si fanno terribili. Camere d’aria, pelle e marmo, tutto nel rigore del nero, vanno a costruire i piani e le armature di un esercito orrorifico. Nicola Verlato crea composizioni liriche di hooligans lanciati in risse plastiche, come icone dell’ultima delle avanguardie possibili. Andrea Contin con Versus presenta su un ring pugilistico tre atleti destabilizzando la tradizione di questo sport in un ironico esperimento insieme sociologico ed estetico. In Il buon Andrea innesca una rissa all’ultimo fiato con un innocuo divano. Markus Willeke mette in scena con una pittura liquida il teatrino dei volgari e spregiudicati bambini di South Park, armati e inquietanti come bambole assassine.
Roberto Perciballi, cantante dei Bloody Riot, strappa ai suoi concerti degli anni ’80 le immagini del pogo per restituirle congelate come rarissimi documenti del contatto di massa.
I bambini sfidano le proprie paure come pochi soldati e cavalieri saprebbero fare, si tuffano in improbabili pratiche atletiche sul filo della morte e guardano in faccia il disgusto. Loro non hanno paura, disarmati, di usare la sola fantasia per vincere. E’ su questo sospiro di sollievo che collochiamo l’incanto del lavoro di Alex Pinna, perché non vi è più grande soddisfazione del cadere esausti dopo la battaglia.