arte contemporanea, collettiva PALAZZO MALIPIERO ​ Campo San Samuele 3198 Venezia 30124

Venezia - dal 30 aprile al 21 maggio 2009

Ugo Sissa - La realtà distrugge il sogno

Ugo Sissa - La realtà distrugge il sogno

PALAZZO MALIPIERO
Campo San Samuele 3198 (30124)

Il tema è la natura morta, tipico della pittura realista, che in Sissa diventa dimensione intellettuale ed emotiva
orario: tutti i giorni dalle 11 alle 18
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 30 aprile 2009. ore 18
catalogo: in mostra, Edizioni Grafiche Vianello
curatori: Tudy Sammartini, anna giulia volpato
autori: Ugo Sissa
telefono evento: +39 3476179759
genere: arte contemporanea, personale
email: teodoraolga.sammartini@tin.it

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comunicato stampa
Si inaugura il 30 aprile alle ore 18 in Palazzo Malipiero-Barnabò, “La realtà distrugge il sogno” mostra di opere realizzate da Ugo Sissa negli anni ’60, 16 tempere su carta dell’artista mantovano che appartengono alla serie dei fiori.

Ugo Sissa è stato architetto, pittore, fotografo, archeologo e collezionista. Come architetto sono fondamentali le esperienze all’Olivetti e in Iraq: si deve a lui la rinascita architettonica del quel paese negli anni Cinquanta. In Medio Oriente ha avuto l’occasione di raccogliere e studiare reperti mesopotamici donati al museo di Palazzo Te a Mantova. Le sue opere pittoriche sono in numerosi musei e importanti collezioni private. Suoi amici erano Afro, Capogrossi, Dorazio, fontana, Pistoletto, Rotella e Turcato.


Ugo Sissa

Il complesso percorso artistico di Sissa si snoda per circa cinquant’anni rivelando un artista attento ai mutamenti della cultura del XX secolo che scelse nello stesso tempo un prezioso isolamento. Ancora studente vince nel 1935 i Littoriali di architettura a Napoli con Giuseppe Pagano di cui diventa amico. Laureatosi a Roma nel 1937, inizia l’attività rivolgendosi alle matrici del razionalismo europeo, dimostrando sin dai primi progetti la capacità di non affidarsi a schemi precostituiti. Attraverso un concorso viene assunto a Ivrea dove Adriano Olivetti lo associa a Nizzoli. Le case di operai a Canton Vescovo eseguite da entrambi e purtroppo oggi degradate e il Negozio Olivetti a Roma, demolito nel 1953, sono stati esempi affascinanti di razionalismo. In Iraq (1953-59) non accetta il rinnovo del suo mandato in quanto l’autorità politica non gli permetteva di bonificare gli ambienti delle baraccopoli. Il Medio Oriente e l’incontro con le antiche civiltà aprono all’uomo un nuovo mondo: quando torna in Italia si dedica esclusivamente alla pittura. I sigilli mesopotamici da lui raccolti influenzano la sua opera; riesce a tradurre in gesto l’ordine mentale in perenne divenire. Nella continua ricerca artistica produce tele, carte, pastelli, tempere e acrilici che descrivono esperienze seriali ispirate alla natura, al mito antico, alle galassie e all’universo che tutto contiene.


La mostra

Giuseppe Mazzariol descrive gli anni Sessanta di Ugo Sissa come una “stagione strepitosa”; proprio a quel periodo è dedicata questa esposizione il cui titolo riprende un verso di William Butler Yeats citato dal pittore in occasione della mostra londinese alla Drian Gallery nel 1971. Le sedici tempere su carta presentate a palazzo Malipiero-Barnabò appartengono al primo nucleo seriale dell’artista degli anni ’60. Il tema è la natura morta, tipico della pittura realista, che in lui diventa dimensione intellettuale ed emotiva. Come evidenzia Maria Angela Tiozzi nel catalogo generale delle sue opere, in questo particolare momento artistico la natura viene colta attraverso pure forme geometriche ottenute per sottrazione, libere immagini di felicità matissiana. La necessità interiore spinge l’artista a creare un fantastico mondo botanico derivato dai fiori reali, quelli della moglie Tudy Sammartini curatrice di questo nuovo contributo al ricordo di un genio poliedrico che, come ha detto Pietro Zampetti, tanto contribuì a rendere splendida la vita veneziana degli anni “ruggenti” del dopoguerra.

BIOGRAFIA

1913
Ugo Sissa nasce il 3 maggio a Mantova.
1923-31
Trascorre gli studi tra Mantova e Verona.
1932-33
Si iscrive alla Scuola Superiore di Architettura di Venezia. Dipinge i primi olii.
1934
Prosegue gli studi a Roma all’Istituto Superiore di Architettura e si iscrive al Corso di Scenografia del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Partecipa ai Littoriali della Cultura e dell’Arte (anno XIII) per l’Architettura a Roma con il progetto Casa rurale nel mantovano e ai Littoriali per la Critica Teatrale.
1936
Partecipa la concorso Montiroli con il progetto (premiato) della Casa del sindacato professionisti e artisti.
1937
Si laurea in architettura con Marcello Piacentini progettando uno Stabilimento Cinematografico a San Giuliano (Venezia). Con Caravacci progetta una chiesa in Africa Orientale (nei pressi di Gondar, nord Etiopia) vincendo il primo premio ai Littoriali (anno XV) di Napoli.
1938
Si iscrive all’Albo degli Architetti della Lombardia, recandosi poi a Stoccarda per studiare l’architettura razionalista delle case operaie, grazie alle sue fotografie ci restano preziose documentazioni di edifici distrutti dai bombardamenti. Lascia una preziosa documentazione fotografica di edifici e luoghi oggi scomparsi. Vince una borsa di studio in Polonia dove si dedica alla documentazione dell’architettura rurale spontanea dei Carpazi, luogo in cui le tre religioni monoteiste si intersecano. Appunti, fotografie e disegni testimoniano l’abilità delle popolazioni di adoperare il legno: Chiese e case si inseriscono armoniosamente nel paesaggio. La fotografia diviene strumento di conoscenza, sperimentazione e possibilità espressiva che lo accompagnerà per tutta la vita.
1939
Partecipa al concorso nazionale indetto dalla Triennale d’Oltremare di Napoli e vince il terzo premio con un progetto di Case in Africa Orientale Italiana.
1940-43
Risponde a un’inserzione ne “Il Messaggero” e va a lavorare all’Olivetti di Ivrea.
Nel 1942 progetta con Nizzoli le case per operai a Canton Vescovo, realizza per conto suo mobili a lavorazione in serie per ufficio e abitazioni documentate nell’Enciclopedia Italiana. Progetta lo spaccio aziendale di Ivrea (non realizzato a causa della guerra). Realizza il negozio Olivetti a Roma in Via del Tritone decorato da un’opera di Arp. Per ragioni politiche Adriano fa dipingere la parete da Guttuso per cui Ugo abbandona l’Olivetti e si rifugia a Parigi con l’amico Malaparte.
1944-45
Dipinge tematiche di nature morte e ritratti e inizia le prime esposizioni alla Galleria del Pioppo.
1946
A Venezia partecipa al premio di pittura “La Colomba” organizzato da Carlo Cardazzo e Milena Milani. A Mantova prende parte, a Palazzo della Ragione, alla collettiva “Mostra degli artisti mantovani”.
1948
Alberto Sartoris pubblica nel suo Enciclopédie de l’Architecture Nouvelle i progetti realizzati con Nizzoli delle case per operai a Canton Vescovo.
1949
Torna a vivere a Roma. Riprende l’attività di architetto con la Casa ad appartamenti per conto dell’Istituto Nazionale Case per Impiegati dello Stato a Cremona dedicandosi sempre alle ricerche architettoniche sulle possibilità espressive del linguaggio razionalista.
1950
L’incontro con l’ambiente chiarista e la frequentazione dell’ambiente artistico romano ravvivano il suo interesse per la pittura.
1952
A Roma prende parte alla VI Quadriennale Nazionale d’Arte.
1953
Partecipa alla II Biennale di S. Paolo in Brasile con le foto e il progetto del negozio Olivetti. Parte per Baghdad come Capo Architetto del “Developement Board of Iraq”.
1954
Esegue progetti per conto del governo iracheno. Si dedica all’archeologia e alla fotografia.
1955
Rientra in Italia. Aderisce come architetto al gruppo Mac/Espace con gli amici Dorazio e Franchina.
1956
Partecipa con Franchina al Concorso Nazionale per il Monumento Paisiello a Taranto vincendo il primo premio (il progetto non sarà mai realizzato).
1957-58
Riprende i contatti con gli artisti romani, frequenta Dorazio, Scialoja, Franchina, Leoncillo, Clerici, Colla, Rotella. Torna a Baghdad nel 1957 come capo architetto del “Summer resort department”. Con la caduta della monarchia irachena torna definitivamente in Italia. Partecipa al Concorso Nazionale per il progetto del Fabbricato Viaggiatori della Nuova Stazione di Milano Porta Nuova vincendo il terzo premio.
1959
Lo studio della sigillografia e la passione collezionistica si concretizzano nel Catalogue of Sissa Collection of Stamp and Cilinder Seals of Mesopotamia di E. DouglasVan Buren e Ugo Sissa con trascrizioni di Emilio Villa.
1961-64
Lascia Roma per stabilirsi a Venezia. Abbandona la professione di architetto per dedicarsi ai suoi studi e alla pittura.
1965-67
L’attività espositiva inizia in modo continuativo: prima personale alla Galleria del Cavallino di Venezia con presentazione di Umbro Apollonio, Galleria Cadario di Milano con presentazione di Garibaldo Marussi, collettiva alla Galleria del Leone con Fontana, Dorazio, Guidi, Pistoletto, Rotella, Tancredi. Personale alla Galleria il Traghetto 2 con presentazione di Toni Toniato.
1968-70
Guido Pacher presenta la personale di Trento alla Galleria “Argentario”. Partecipa al premio Suzzara e alla Prima rassegna del Mini-Quadro a Modena.
1971
Espone a Londra alla Drien Gallery con presentazione di Sir Paul Riley direttore del Designe Center e a Venezia alla Galleria Il Traghetto 2 con presentazione di Virgilio Guidi.
1973
Partecipa a Rio de Janeiro alla Mostra di Arte Grafica Italiana Contemporanea insieme ad Afro, Capogrossi, Consagra, Corpora, Dorazio, Franchina, Mastroianni, Turcato. Partecipa ad altre collettive a Londra, Suzzara, Viareggio e Pavia.
1977
Partecipa alla Mostra dei Grafici Italiani Contemporanei alla galleria di Arte Moderna di Lubiana con Accardi, Rotella, Perilli e Turcato.
1978
Ultima esposizione alla Galleria Segno Grafico di Venezia
1980
Il 17 settembre muore in un incidente d’auto.