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Firenze - dal 19 marzo al 19 aprile 2009
Francesco D'Isa - Il compromesso della bellezza


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Francesco D'Isa rappresenta un esempio di libertà espressiva nata dall'unione di due correnti artistiche ben definite: il Rinascimento Italiano e il Surrealismo. I suoi quadri nascono da molteplici e diversificate ispirazioni (quali fotografie di soggetti femminili, illustrazioni, incisioni tratte dalla storia dell'arte o di carattere scientifico-enciclopedico) che unisce in un nuovo insieme, simile ad un collage surrealista, reso armonico ed unico tramite il disegno, la cui importanza ha ripreso dal Rinascimento
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biglietti: free admittance
vernissage: 19 marzo 2009. h 18.30
curatori: Francesco D'Isa, Davide Daninos
telefono evento: +39 0552398762
genere: arte contemporanea, personale
email: davide.daninos@gmail.com
web: www.kalleis.com

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comunicato stampa
Francesco D'Isa rappresenta un esempio di libertà espressiva nata dall'unione di due correnti artistiche ben definite: il Rinascimento Italiano e il Surrealismo.
I suoi quadri nascono da molteplici e diversificate ispirazioni (quali fotografie di soggetti femminili, illustrazioni, incisioni tratte dalla storia dell'arte o di carattere scientifico-enciclopedico) che unisce in un nuovo insieme, simile ad un collage surrealista, reso armonico ed unico tramite il disegno, la cui importanza ha ripreso dal Rinascimento.
Utilizzando le immagini femminili come punto di partenza, tramite il disegno crea una nuova sintesi, dove il soggetto ritratto è composto da più elementi: le donne, conosciute o immaginate, gli elementi grafici, creati o rimodellati, ed il proprio io, vero e proprio collante di quelli che non a caso definisce come "autoritratti affollati".
Le sue donne vengono iconicizzate dal segno grafico. Le semplifica nei tratti, nelle dimensioni, nell’ anatomia e allo stesso tempo le complica; le rende portatrici della sua visione di bellezza ideale (altro concetto derivato dal suo interesse per il Rinascimento) che è il centro della sua ricerca.
Per lui la bellezza è incarnata solo dalle forme femminili, ed il crearla diventa il compromesso tra il desiderio di possederla e quello di esserla.
In questo rispecchia la definizione di artista lasciataci da Man Ray: un "sognatore pratico"; le sue donne diventano i mezzi per superare la durezza del mondo, che ai suoi occhi appare spesso orribile. (Davide Daninos)
 
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