Milano - dal 5 luglio al 9 settembre 2007
Fernando Botero
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Gente del circo, 2007
olio su tela, 167x182 cm
PALAZZO REALE
Piazza Del Duomo 12 (20122)
+39 02875672
www.comune.milano.it/palazzoreale/

una rassegna unica di ben 170 opere totalmente inedite di Fernando Botero
orario: Tutti i giorni 9.30 – 19.30, giovedì 9.30 – 22.30, lunedì 14.30 – 19.30
La biglietteria chiude un’ora prima
(possono variare, verificare sempre via telefono)
prenota il tuo albergo a Milano:
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biglietti: Biglietto unico per le mostre “Botero” e “Ferroni”, entrambe a Palazzo Reale
intero € 7,00
ridotto € 5,00 (studenti fino a 26 anni; over 60; gruppi: min 15 – max 25 persone, gratuito per un accompagnatore; minori di18 anni; Soci Touring Club)
biglietto cumulativo per l’accesso a tutte le mostre di “La bella Estate dell’Arte 2007”
€ 21,00
ingresso gratuito: bambini fino a 6 anni
vernissage: 5 luglio 2007. ore 18
editore: SKIRA
autori: Fernando Botero
genere: arte contemporanea, personale
web: www.mostrabotero.it

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comunicato stampa
La mostra estiva di Palazzo Reale, che fa parte della manifestazione “La bella Estate dell’Arte 2007” ideata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, é dedicata all’arte universalmente conosciuta di Fernando Botero, maestro colombiano creatore di una cifra stilistica inconfondibile, con studi a New York, Parigi, Grecia, Montecarlo, Colombia e anche in Italia, a Pietrasanta, cittadina molto amata dove si dedica alle sculture.
A Milano Botero mancava da vent’anni, quando venne organizzata una sua mostra sul tema della corrida al Castello Sforzesco. Il maestro settantacinquenne sarà presente all’apertura della mostra milanese e si dichiara entusiasta di portare finalmente i suoi lavori nel capoluogo lombardo.

L’esposizione é organizzata dalla Galleria Contini di Venezia, che rappresenta Botero in Italia, con Palazzo Reale e Skira Editore, che ne firma il catalogo, a cura di Paola Gribaudo e Riccarda Grasselli Contini, con un testo inedito di Erica Jong e un saggio di Rudy Chiappini.

La mostra è sostenuta da The Royal Bank of Scotland, Borbonese, Aedes, AD Architectural Digest.


Saranno esposte circa 150 opere, realizzate negli ultimi dieci anni, scelte dall’artista e suddivise in tre grandi sezioni tematiche.


Il circo
La prima sezione presenta una serie inedita di circa 40 lavori, una quindicina di olii e venticinque disegni dedicati all’arte circense. Botero si è innamorato del circo in Messico, dove passa in genere i mesi invernali, ed è stato attratto dai suoi personaggi, i colori, il movimento, le storie legate ad uno spettacolo antico e moderno a un tempo, già immortalato dalla pittura di Picasso, Léger, Chagall e tanti altri.

“Un soggetto bellissimo e senza tempo” - dichiara il Maestro, che presenta una carrellata di ritratti di grande bellezza, dall’equilibrista a Pierrot, da Arlecchino al domatore di tigri, dall’incantatore di serpenti ai clown, dalla donna cannone - quale soggetto più adatto alle morbide volumetrie di Botero? - al contorsionista, dall’elefante ai cavalli. Insomma un universo variopinto, un caleidoscopio di colori, i personaggi colti nel momento dell’esibizione, con la massima concentrazione sul volto, ma anche la sospensione del momento, la gioia ma anche la malinconia racchiuse nello spettacolo stesso del circo.

Immagini spesso divertenti, buffe, ironiche, ma dense di significati, per chi sa andare oltre il primo sguardo. Botero infatti non giudica ma descrive minuziosamente senza alcuna indulgenza o crudeltà, non scherza e non deride. Il pubblico avverte la sostanziale eticità di questo artista e questo gli conferisce un respiro universale.










La sezione storica
Qui troveranno posto oltre settanta opere, che rappresentano l’intero universo poetico del grande maestro.
La figura umana singola è il cardine di molti di questi lavori, tra cui prevalgono le immagini femminili, come la dolente Donna che piange, la pensierosa Ragazza di profilo, la vorace Donna che mangia, ma anche la severa Donna in piedi, la sciantosa Celestina e la monumentale ragazza de Il bagno, figure di donne memorabili nelle posture, negli abiti, negli sguardi, da cui Botero riesce a far emergere con forza le diverse personalità, a raccontarcene le vite, i pensieri, i desideri.
Accanto alle donne, le coppie, come Uomo e donna, rispettabili borghesi che si incontrano per la strada, quasi un fermo immagine di un film dei primi anni del Novecento; Amanti, un uomo e una donna nudi che si abbracciano appassionatamente in una squallida stanza da albergo; Il Palazzo Presidenziale, una algida coppia in abito da sera pronta per una serata di gala dove non si divertirà; Adamo ed Eva, nudi frontali dagli sguardi carichi di intensità; il bellissimo Danzatori, uomo e donna allacciati in un passionale tango.
E ancora si potranno ammirare i soggetti collettivi, davvero notevoli, spezzoni di storie vissute, prese dalla vita quotidiana colombiana, spesso drammatiche come La via, con fuggiasco e poliziotto che si inseguono tra la folla; o Suicidio, dove si assiste al volo da una finestra di un uomo disperato; Pablo Escobar morto, un agghiacciante cadavere che galleggia sopra la scena del delitto. Ma anche scene di lavoro, come il notevole L’atelier di sartoria, dove ogni personaggio è intento a fare il proprio compito in un’atmosfera di allegra laboriosità; Il Club del giardinaggio con sei deliziose vecchie signore in posa per il fotografo; Il seminario con cinque preti che ricordano, nella movimentata spensieratezza, i pretini di Giacomelli; Sala da ballo, dove coppie di ballerini si muovono scatenate sulle note di una musica da balera; Tre donne che bevono, intriso di tristezza; Le Sorelle, opera magnifica dove sono ritratte cinque donne di varie età, dalle cui pose traspaiono le diverse personalità e le loro vite, vivide come se parlassero. Infine i d’après, i quadri in cui Botero rifà i grandi pittori del passato, opere straordinarie come Rubens e sua moglie, Maria Antonietta da Vigée-Lebrun, Da Goya, Gli Arnolfini da Van Eyck, Da Velázquez, quadri bellissimi e spesso ironici, indimenticabili.

Abu Ghraib
Qui l’atmosfera cambia del tutto e si precipita nell’inferno del famigerato carcere iracheno, tristemente famoso per le torture ai prigionieri di guerra. Le immagini che hanno fatto il giro del mondo si ritrovano in questi quadri drammatici, dove il colore predominante è il rosso del sangue, gli occhi sempre coperti da bende, i corpi abnormi nudi legati, spesso in posizioni impossibili, o di violenza sessuale, le bocche aperte in smorfie di dolore.
“Sono stato fortemente colpito dal dramma della tortura in Iraq - ha detto il Maestro - e non potevo ignorare questa vicenda. Anche l’artista deve farsi carico di ciò che avviene nel mondo e ho voluto interpretare questa realtà, denunciandola”.
Sono esposte circa quaranta opere, realizzate in poco più di un anno di lavoro e presentate per la prima volta a Roma nel 2005 e poi a Berkeley, a New York e in Germania. Immagini che stridono con la leggerezza e la piacevolezza anche fisica di molte delle opere precedenti, immagini forti e durissime che non fanno sconti alla tragedia irachena.

Completano il percorso della mostra sei sculture monumentali che sono collocate in città, tra la Piazzetta Reale, Piazza della Scala, Piazzale Cadorna e Piazza San Carlo. Opere di grandi volumi, in bronzo - che invitano a fermarsi, toccarle, girarci attorno - animeranno le strade milanesi, rivelando appieno la forza creativa di Botero.

Un percorso intenso e sfaccettato, dunque, nell’arte di un grande maestro, una mostra che emoziona, diverte, fa pensare.