Nato nel 1837, figlio di un austero magistrato cagliaritano, Giuseppe Dessi' aveva diciassette anni quando annunciò al padre che intendeva lasciare gli studi: voleva fare il tipografo. Il padre cercò una via di accomodamento e gli trovò un posto di segretario in un ufficio pubblico d'Iglesias. Non durò a lungo: pochi mesi più tardi il ragazzo lavorava come apprendista in un'antica tipografia di Cagliari, quella di Antonio Timon.
In seguito giunse a lavorare Sassari nella tipografia Ciceri, diretta dalla signora Anna Maria Chiarella, vedova del titolare morto durante il colera del 1855. Nel 1859 Giuseppe Dessi', che era diventato in breve tempo capo operaio, sposo' la proprietaria e nel 1863 intitolo' la ditta al proprio nome.
Chiamati da Cagliari alcuni operai altamente specializzati e rinnovato il parco macchine, Dessi' inizio' una fortunata carriera di editore che fini' per farne l'uomo di punta della cultura sarda. Fu molto più che un tipografo poichè dal suo stabilimento, nei decenni successivi, uscirono prodotti editoriali di grande raffinatezza e di alto prestigio: pubblico' le poesie di Giovanni Baracca, di Sebastiano Satta, di Pompeo Calvia, di Salvator Ruju, e poi nella collana Biblioteca sarda, opere inedite di Grazia Deledda, di Antonio Ballero, di Ettore Pais, di Enrico Costa, un'antologia di poeti sardi, studi storici, archeologici, numismatici; vennero infine il Condaghe di San Pietro in Silki, un'esemplare raccolta di stampe di costumi sardi curata da Enrico Costa e sempre di Costa la biografia del bandito Giovanni Tolu. Nel 1891, alla nascita della Nuova Sardegna, allora settimanale, ne fu I’editore (a lui il contratto attribuiva ogni cura tecnica, le spese e i ricavi; ai fondatori assegnava poteri insindacabili sulla direzione politica e i contenuti redazionali). Nè rinunciò a ingrandire la sua impresa: nel 1892 aprì a Cagliari nella via Manno, un nuovo stabilimento tipografico che affidò a due dei figli, Vittorio e Michele, mentre a Sassari al suo fianco, restarono Cesare e Vincenzo. Muore il 19 luglio 1901, ucciso per errore in un agguato teso all’avvocato Francesco Lopez, col quale quel giomo aveva accettato di andare a Sorso. L'omicida, si seppe poi, era un agricoltore che sul vecchio avvocato si era voluto vendicare di un esproprio che aveva dovuto subire.
In seguito, dal figlio Cesare la libreria passo' alla di lui figlia Michelina, da cui successivamente si giunge all'attuale proprieta' di Piero Pulina che, coadiuvato dalla figlia Ludovica, ha dato notevole impulso alla libreria e alla casa editrice sia con una gestione rivolta, con sempre maggiore attenzione alla cultura sarda ed ai movimenti culturali di Sassari, ma anche con iniziative culturali che hanno fatto della libreria Dessi', un punto di riferimento importante per la citta'. La tipografia ha continuato a funzionare fino a pochi anni fa, lasciando comunque il posto accanto all'antica libreria ad una casa editrice che al suo attivo ha importanti titoli di saggi di storia e e sociologia della Sardegna.
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