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	<title>Exibart tv</title>
	<itunes:author>Exibart.tv</itunes:author>
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	<description>Exibart.tv, una piattaforma di e-tv tutta dedicata all’arte. Un canale ricco di servizi su mostre, eventi e protagonisti dell’art-system internazionale, con spazi dedicati alla videoarte e approfondimenti sul turismo culturale, sui musei e i monumenti. Il tutto fruibile dal desktop del vostro computer, ma anche da dispositivi portatili. Accanto ai servizi realizzati dalla nostra redazione, accoglieremo anche i contributi degli utenti, che sono invitati a proporre il proprio materiale audiovisivo (l'indirizzo e-mail è: tv@exibart.com). In modo da trasformare Exibart.tv in una vera e propria piattaforma di distribuzione multimediale sull'arte e la cutura. Buona visione!</description>
	<itunes:summary>I video di Exibart.com</itunes:summary>
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	<copyright>Copyright Exibart.com - Emmi srl</copyright>
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	<title>Exibart.com</title>
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	<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 12:06:00 +0100</pubDate>
	<item>
		<title>report / URS LÜTHI, JUST ANOTHER STORY ABOUT LEAVING - MACRO, Roma</title>
		<link>http://www.exibart.tv//news/2008_lay_notizia_02.php?id_cat=78&amp;id_news=6506</link>
		<description><![CDATA[ Una mostra personale dedicata a Urs Lüthi, artista svizzero noto sin dagli anni '70 per la ricerca sul s&amp;amp;eacute; e sulle ambiguità dell'individuo e degli oggetti. Per il MACRO Lüthi ha ideato e sviluppato un progetto speciale in cui le opere, il museo e la città di Roma sono coinvolte in una visione olistica che abbraccia il senso del tempo, le tematiche del viaggio, della partenza e del riapparire. Il progetto romano è per l'artista un'occasione per tornare a riflettere su tematiche che da sempre hanno segnato la sua ricerca, coinvolgendo in questa occasione la città e il museo in un modo originale e inedito. Just another Story about leaving, titolo difficilmente traducibile che richiama simbolicamente l'idea della partenza e dell'allontanamento, è infatti un progetto multiforme che comprende sia un allestimento concepito appositamente per due sale del Museo, sia un viaggio personale attraverso le diverse cronologie della "città eterna". Abbiamo intervistato Elena Forin, curatore della mostra insieme a Luca Massimo Barbero... ]]></description>
		<itunes:summary><![CDATA[ Una mostra personale dedicata a Urs Lüthi, artista svizzero noto sin dagli anni '70 per la ricerca sul s&amp;amp;eacute; e sulle ambiguità dell'individuo e degli oggetti. Per il MACRO Lüthi ha ideato e sviluppato un progetto speciale in cui le opere, il museo e la città di Roma sono coinvolte in una visione olistica che abbraccia il senso del tempo, le tematiche del viaggio, della partenza e del riapparire. Il progetto romano è per l'artista un'occasione per tornare a riflettere su tematiche che da sempre hanno segnato la sua ricerca, coinvolgendo in questa occasione la città e il museo in un modo originale e inedito. Just another Story about leaving, titolo difficilmente traducibile che richiama simbolicamente l'idea della partenza e dell'allontanamento, è infatti un progetto multiforme che comprende sia un allestimento concepito appositamente per due sale del Museo, sia un viaggio personale attraverso le diverse cronologie della "città eterna". Abbiamo intervistato Elena Forin, curatore della mostra insieme a Luca Massimo Barbero... ]]></itunes:summary>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 11:00:00 +0100</pubDate>
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	</item>
	<item>
		<title>report / GILBERTO ZORIO - MAMbo, Bologna</title>
		<link>http://www.exibart.tv//news/2008_lay_notizia_02.php?id_cat=78&amp;id_news=6504</link>
		<description><![CDATA[ Un'altra personale dedicata a uno dei nomi più rilevanti dell'arte contemporanea italiana: il Mambo omaggia Gilberto Zorio, internazionalmente riconosciuto come esponente di punta dell'Arte Povera. Si tratta di una tra le più complete antologiche finora dedicategli, che ne segue il percorso dagli esordi a oggi. I lavori presentati esplorano i diversi temi che caratterizzano da sempre il lavoro di Zorio e coprono in maniera esaustiva un arco temporale che va dal 1966 al 2009. Oltrepassando i confini della retrospettiva, le opere scelte fungono da catalizzatori di riflessioni e discorsi sulla loro stessa prassi, superano la mera ricostruzione cronologica e, per esplicito volere dell'artista, si pongono in rapporto dialettico le une con le altre. Perno centrale del percorso espositivo è Torre Stella Bologna, il lavoro realizzato dall'artista appositamente per la mostra. Ce ne parla Granfranco Maraniello,&amp;amp;nbsp;Direttore del MAMbo...&amp;amp;nbsp; ]]></description>
		<itunes:summary><![CDATA[ Un'altra personale dedicata a uno dei nomi più rilevanti dell'arte contemporanea italiana: il Mambo omaggia Gilberto Zorio, internazionalmente riconosciuto come esponente di punta dell'Arte Povera. Si tratta di una tra le più complete antologiche finora dedicategli, che ne segue il percorso dagli esordi a oggi. I lavori presentati esplorano i diversi temi che caratterizzano da sempre il lavoro di Zorio e coprono in maniera esaustiva un arco temporale che va dal 1966 al 2009. Oltrepassando i confini della retrospettiva, le opere scelte fungono da catalizzatori di riflessioni e discorsi sulla loro stessa prassi, superano la mera ricostruzione cronologica e, per esplicito volere dell'artista, si pongono in rapporto dialettico le une con le altre. Perno centrale del percorso espositivo è Torre Stella Bologna, il lavoro realizzato dall'artista appositamente per la mostra. Ce ne parla Granfranco Maraniello,&amp;amp;nbsp;Direttore del MAMbo...&amp;amp;nbsp; ]]></itunes:summary>
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		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 14:00:00 +0100</pubDate>
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	</item>
	<item>
		<title>report / GIANFRANCO SALIS - MOANA CASTA DIVA - Contemporary Concept, Bologna</title>
		<link>http://www.exibart.tv//news/2008_lay_notizia_02.php?id_cat=78&amp;id_news=6503</link>
		<description><![CDATA[ [Contemporary Concept, Bologna] Regina dell'erotismo, bellezza sensuale, carismatica, tragica e tarsgressiva, scomparsa prematuramente e subito tramutatasi in mito. E' Moana Pozzi, al centro di questa mostra bolognese che la vede, per la volta, protagonista di una esposizione fotografica di taglio artistico. Esistono migliaia di fotografie di Moana, ma ben poche raggiungono l'alto profilo estetico di quelle realizzate da Gianfranco Salis, celebre ritrattista di soggetti femminili che nel corso degli anni Ottanta ha immortalato alcune delle più belle donne del cinema, della moda e della nobiltà romana tra cui: Margaux Hemingway, Sofia Loren, Laura Morante, Anna Galiena. In mostra ventidue fotografie di posa a figura intera realizzate tra il 1988 e il 1990. Gli scatti, di cui quindici del tutto inediti, immortalano uno dei personaggi italiani più controversi e affascinanti degli ultimi decenni. Ce ne parla il curatore, Valerio Dehò... ]]></description>
		<itunes:summary><![CDATA[ [Contemporary Concept, Bologna] Regina dell'erotismo, bellezza sensuale, carismatica, tragica e tarsgressiva, scomparsa prematuramente e subito tramutatasi in mito. E' Moana Pozzi, al centro di questa mostra bolognese che la vede, per la volta, protagonista di una esposizione fotografica di taglio artistico. Esistono migliaia di fotografie di Moana, ma ben poche raggiungono l'alto profilo estetico di quelle realizzate da Gianfranco Salis, celebre ritrattista di soggetti femminili che nel corso degli anni Ottanta ha immortalato alcune delle più belle donne del cinema, della moda e della nobiltà romana tra cui: Margaux Hemingway, Sofia Loren, Laura Morante, Anna Galiena. In mostra ventidue fotografie di posa a figura intera realizzate tra il 1988 e il 1990. Gli scatti, di cui quindici del tutto inediti, immortalano uno dei personaggi italiani più controversi e affascinanti degli ultimi decenni. Ce ne parla il curatore, Valerio Dehò... ]]></itunes:summary>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 11:00:00 +0100</pubDate>
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	</item>
	<item>
		<title>report / SOL LEWITT - Galleria Massimo De Carlo, Milano</title>
		<link>http://www.exibart.tv//news/2008_lay_notizia_02.php?id_cat=78&amp;id_news=6502</link>
		<description><![CDATA[ [Massimo De Carlo, Milano] Un curatore d'eccezione per la personale di Sol Lewitt alla Galleria De Carlo. E' l'artista Rudolf Stingel a cimentarsi con un progetto dedicato a uno dei maestri dell'arte minimalista e concettuale, coinvolgendo nell'allestimento tutti gli spazi della galleria. Cinque wall drawings di grandi dimensioni, tutti giocati sul contrasto bianco/nero e realizzati con matite, pastelli o china, occupano le tre grandi sale espositive.  La mostra, in bilico fra personale e retrospettiva, è una sorta di omaggio personale a uno degli artisti americani più rappresentativi e influenti della seconda metà del '900; nell'ultima sala, sull'ultima parete, campeggia una grande tela a olio di di Stingel: è il ritratto di Sol LeWitt, giovanissimo, durante il servizio militare, un simbolo dell'ammirazione del curatore per l'artista, dell'artista per il maestro. ]]></description>
		<itunes:summary><![CDATA[ [Massimo De Carlo, Milano] Un curatore d'eccezione per la personale di Sol Lewitt alla Galleria De Carlo. E' l'artista Rudolf Stingel a cimentarsi con un progetto dedicato a uno dei maestri dell'arte minimalista e concettuale, coinvolgendo nell'allestimento tutti gli spazi della galleria. Cinque wall drawings di grandi dimensioni, tutti giocati sul contrasto bianco/nero e realizzati con matite, pastelli o china, occupano le tre grandi sale espositive.  La mostra, in bilico fra personale e retrospettiva, è una sorta di omaggio personale a uno degli artisti americani più rappresentativi e influenti della seconda metà del '900; nell'ultima sala, sull'ultima parete, campeggia una grande tela a olio di di Stingel: è il ritratto di Sol LeWitt, giovanissimo, durante il servizio militare, un simbolo dell'ammirazione del curatore per l'artista, dell'artista per il maestro. ]]></itunes:summary>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 14:00:00 +0100</pubDate>
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	<item>
		<title>report / BURRI E FONTANA - MATERIA E SPAZIO - Fondazione Puglisi Cosentino, Catania</title>
		<link>http://www.exibart.tv//news/2008_lay_notizia_02.php?id_cat=78&amp;id_news=6501</link>
		<description><![CDATA[ [Fondazione Puglisi Cosentino, Catania] Un evento che ha la particolarità di proporre, vis à vis, alcuni capolavori di due maestri del 900 italiano, Lucio Fontana e Alberto Burri, artisti che, ognuno con specifiche invenzioni pittorico-plastiche, hanno segnato i gradi più avanzati della ricerca artistica negli ultimi sessant'anni, imprimendo alle arti visive una svolta radicale. Una selezione di opere documenta un arco temporale che vede entrambi impegnati con vigore nell'affermazione delle due distinte poetiche: il primato della materia per Burri e la concezione spaziale per Fontana. In un gioco tra vuoti e pieni, tra tagli e suture, tra presenza e assenza, si delinea un percorso animato dalla tensione verso l'infinito in termini di carne, di pensiero, di spirito. Il curatore, Bruno Corà, ci racconta il progetto...  ]]></description>
		<itunes:summary><![CDATA[ [Fondazione Puglisi Cosentino, Catania] Un evento che ha la particolarità di proporre, vis à vis, alcuni capolavori di due maestri del 900 italiano, Lucio Fontana e Alberto Burri, artisti che, ognuno con specifiche invenzioni pittorico-plastiche, hanno segnato i gradi più avanzati della ricerca artistica negli ultimi sessant'anni, imprimendo alle arti visive una svolta radicale. Una selezione di opere documenta un arco temporale che vede entrambi impegnati con vigore nell'affermazione delle due distinte poetiche: il primato della materia per Burri e la concezione spaziale per Fontana. In un gioco tra vuoti e pieni, tra tagli e suture, tra presenza e assenza, si delinea un percorso animato dalla tensione verso l'infinito in termini di carne, di pensiero, di spirito. Il curatore, Bruno Corà, ci racconta il progetto...  ]]></itunes:summary>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 12:00:00 +0100</pubDate>
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	</item>
	<item>
		<title>report / GIUSEPPE STAMPONE, THE RULES OF THE GAME - Prometeo Gallery, Milano</title>
		<link>http://www.exibart.tv//news/2008_lay_notizia_02.php?id_cat=78&amp;id_news=6500</link>
		<description><![CDATA[ [Prometeo Gallery, Milano] Ruota intorno al rapporto tra fiction e realtà sociale il lavoro di Giuseppe Stampone. Un lavoro che, provando a rivelare il lato oscuro della società civile dietro il 'keep smiling' di matrice americana e provando a denunciare le forme di sovranità e di controllo nascoste dietro l'attuale democrazia, intende inficiare le sicurezze psicologiche collettive, i ruoli sociali perseguiti, l'efficacia dei dispositivi di cui ci serviamo.  Per questa personale milanese l'artista trasforma la galleria in una sala da gioco. Il soggetto dunque è il gioco d'azzardo: slot machines, chemin de fer e altri ordigni ludici sono presenti per mettere alla prova uno o più giocatori, per invitarli a sfidare la sorte. Il gioco, forma di dipendenza patologica, diventa meccanismo di sfruttamento dell'idea di fortuna, ultimo sogno possibile delle democrazie del tardo capitalismo. Ce ne parla Stampone... ]]></description>
		<itunes:summary><![CDATA[ [Prometeo Gallery, Milano] Ruota intorno al rapporto tra fiction e realtà sociale il lavoro di Giuseppe Stampone. Un lavoro che, provando a rivelare il lato oscuro della società civile dietro il 'keep smiling' di matrice americana e provando a denunciare le forme di sovranità e di controllo nascoste dietro l'attuale democrazia, intende inficiare le sicurezze psicologiche collettive, i ruoli sociali perseguiti, l'efficacia dei dispositivi di cui ci serviamo.  Per questa personale milanese l'artista trasforma la galleria in una sala da gioco. Il soggetto dunque è il gioco d'azzardo: slot machines, chemin de fer e altri ordigni ludici sono presenti per mettere alla prova uno o più giocatori, per invitarli a sfidare la sorte. Il gioco, forma di dipendenza patologica, diventa meccanismo di sfruttamento dell'idea di fortuna, ultimo sogno possibile delle democrazie del tardo capitalismo. Ce ne parla Stampone... ]]></itunes:summary>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 15:00:00 +0100</pubDate>
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	</item>
	<item>
		<title>report / GRAZIA TODERI - Giò Marconi, Milano</title>
		<link>http://www.exibart.tv//news/2008_lay_notizia_02.php?id_cat=78&amp;id_news=6499</link>
		<description><![CDATA[ [Giò Marconi, Milano] Quarta personale presso la galleria milanese Giò Marconi per Grazia Toderi, stavolta presente con tre nuove serie di disegni in grafite, argento e stagno fuso, nuove opere fotografiche e due proiezioni video appositamente prodotte. Orbite Rosse è il titolo che racchiude tutte le opere in mostra: un riferimento, quello al concetto di orbita, che torna costantemente nell'opera dell'artista, sia che si tratti delle orbite lunari intorno alla Terra, di quelle dei pianeti intorno al Sole, dei satelliti o delle astronavi intorno ai pianeti, o anche di quelle disegnate da una palla all'interno di uno stadio o tracciate da una trottola su un pavimento. E così, "orbite" sono anche le due cavità della nostra testa attraverso le quali ci costruiamo l'immagine del mondo. Il rosso del titolo è un riferimento al colore delle luci delle città contemporanee, viste dall'alto nella notte, nonch&amp;amp;eacute; al colore rossastro indefinito delle palpebre chiuse mentre siamo rivolti alla luce: un mondo fuori, e uno dentro. L'artista, nel 2009 alla sua terza Biennale di Venezia, e già vincitrice di un Leone d'Oro, ci ha rilasciato un'intervista... ]]></description>
		<itunes:summary><![CDATA[ [Giò Marconi, Milano] Quarta personale presso la galleria milanese Giò Marconi per Grazia Toderi, stavolta presente con tre nuove serie di disegni in grafite, argento e stagno fuso, nuove opere fotografiche e due proiezioni video appositamente prodotte. Orbite Rosse è il titolo che racchiude tutte le opere in mostra: un riferimento, quello al concetto di orbita, che torna costantemente nell'opera dell'artista, sia che si tratti delle orbite lunari intorno alla Terra, di quelle dei pianeti intorno al Sole, dei satelliti o delle astronavi intorno ai pianeti, o anche di quelle disegnate da una palla all'interno di uno stadio o tracciate da una trottola su un pavimento. E così, "orbite" sono anche le due cavità della nostra testa attraverso le quali ci costruiamo l'immagine del mondo. Il rosso del titolo è un riferimento al colore delle luci delle città contemporanee, viste dall'alto nella notte, nonch&amp;amp;eacute; al colore rossastro indefinito delle palpebre chiuse mentre siamo rivolti alla luce: un mondo fuori, e uno dentro. L'artista, nel 2009 alla sua terza Biennale di Venezia, e già vincitrice di un Leone d'Oro, ci ha rilasciato un'intervista... ]]></itunes:summary>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 11:00:00 +0100</pubDate>
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	</item>
	<item>
		<title>report / SANDRO CHIA, DELLA PITTURA. POPOLARE E NOBILISSIMA ARTE - GNAM, Roma</title>
		<link>http://www.exibart.tv//news/2008_lay_notizia_02.php?id_cat=78&amp;id_news=6495</link>
		<description><![CDATA[ [Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma] E' la prima grande antologica di Sandro Chia in Italia, nonch&amp;amp;eacute; la sua più importante retrospettiva dopo quella del 1992 alla Nationalgalerie di Berlino.A conclusione di un anno intenso, che ha visto la partecipazione dell'artista alla 53° Biennale di Venezia e ad altri importanti appuntamenti in Italia e all'estero, la mostra offre un'ampia selezione di opere storiche e recenti. Attraverso 56 dipinti e 5 sculture in bronzo vengono così ripercorse le principali tappe della quarantennale carriera di Chia: dagli esordi negli anni Settanta, al successo della Transavanguardia negli anni Ottanta, fino all'affermazione come punto di riferimento nel panorama artistico internazionale che dagli anni Novanta arriva fino a oggi.  Non raggruppate secondo una scansione cronologica, le opere sono suddivise in quattro sezioni organizzate attorno al tema della "figurazione", elemento distintivo e costante dell'arte di Chia: "Figure Ansiose", "Figure Titaniche", "Figurabile" e "Figure ad Arte". Exibart.tv ha incontrato l'artista... ]]></description>
		<itunes:summary><![CDATA[ [Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma] E' la prima grande antologica di Sandro Chia in Italia, nonch&amp;amp;eacute; la sua più importante retrospettiva dopo quella del 1992 alla Nationalgalerie di Berlino.A conclusione di un anno intenso, che ha visto la partecipazione dell'artista alla 53° Biennale di Venezia e ad altri importanti appuntamenti in Italia e all'estero, la mostra offre un'ampia selezione di opere storiche e recenti. Attraverso 56 dipinti e 5 sculture in bronzo vengono così ripercorse le principali tappe della quarantennale carriera di Chia: dagli esordi negli anni Settanta, al successo della Transavanguardia negli anni Ottanta, fino all'affermazione come punto di riferimento nel panorama artistico internazionale che dagli anni Novanta arriva fino a oggi.  Non raggruppate secondo una scansione cronologica, le opere sono suddivise in quattro sezioni organizzate attorno al tema della "figurazione", elemento distintivo e costante dell'arte di Chia: "Figure Ansiose", "Figure Titaniche", "Figurabile" e "Figure ad Arte". Exibart.tv ha incontrato l'artista... ]]></itunes:summary>
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		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 11:30:00 +0100</pubDate>
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	</item>
	<item>
		<title>report / NIKOLA UZUNOVSKI, MY SUNSHINE - FEDERICO LUGER, MILANO</title>
		<link>http://www.exibart.tv//news/2008_lay_notizia_02.php?id_cat=78&amp;id_news=6493</link>
		<description><![CDATA[ [Federico Luger, Milano] Nel corso di una residenza artistica in Lapponia Nikola Uzunovski comincia a cercare un rimedio per il winter blues, quella tristezza invernale legata all'assenza prolungata di sole che intressa quelle zone. L'artista decide di inventare un sole artificiale per i lapponi, influenzandone così l'umore e lo stato psicologico che è sempre, indiscutibilmente, connesso ai fattori climatici e paesaggistici.&amp;amp;nbsp;  Un pool di scienziati, astrofisici, ingegneri, architetti e designer lavora da cinque anni al progetto, fornendo all'artista la necssaria consulenza scientifica. My Sunshine, come un vero&amp;amp;nbsp; work in progress, di tanto in tanto staziona presso gallerie o spazi espositivi, dove l'artista attraverso studi matematici, fotografie, libri, appunti, disegni e strumentazioni tecnologiche mostra via via lo stato d'avanzamento dei lavori. Ce ne parla lui stesso, in occasione di questo nuovo appuntamento milanese...  ]]></description>
		<itunes:summary><![CDATA[ [Federico Luger, Milano] Nel corso di una residenza artistica in Lapponia Nikola Uzunovski comincia a cercare un rimedio per il winter blues, quella tristezza invernale legata all'assenza prolungata di sole che intressa quelle zone. L'artista decide di inventare un sole artificiale per i lapponi, influenzandone così l'umore e lo stato psicologico che è sempre, indiscutibilmente, connesso ai fattori climatici e paesaggistici.&amp;amp;nbsp;  Un pool di scienziati, astrofisici, ingegneri, architetti e designer lavora da cinque anni al progetto, fornendo all'artista la necssaria consulenza scientifica. My Sunshine, come un vero&amp;amp;nbsp; work in progress, di tanto in tanto staziona presso gallerie o spazi espositivi, dove l'artista attraverso studi matematici, fotografie, libri, appunti, disegni e strumentazioni tecnologiche mostra via via lo stato d'avanzamento dei lavori. Ce ne parla lui stesso, in occasione di questo nuovo appuntamento milanese...  ]]></itunes:summary>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 11:05:00 +0100</pubDate>
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	</item>
	<item>
		<title>report / ARTE FIERA 2010 - LE GIOVANI GALLERIE, BOLOGNA</title>
		<link>http://www.exibart.tv//news/2008_lay_notizia_02.php?id_cat=100&amp;id_news=6492</link>
		<description><![CDATA[ [Arte Fiera 2010 - Le giovani gallerie, Bologna] Un focus sulle giovani gallerie, presenti a Bologna per Arte Fiera 2010. Exibart.tv ha selezionato alcuni tra i più interessanti stand proposti nella categoria dedicata alla gellerie con non più di 5 anni di attività. Prezzi contenuti - dai 500 ai 10.000 euro - e un taglio di ricerca, per una sezione che punta prevalentemente ai collezionisti di primo pelo e a coloro che sono più attenti ai nuovi talenti.  Ci parlano dei loro artisti di punta i galleristi di: 1/9 unosunove, Federica Schiavo e The Gallery Apart, da Roma; SpazioA (Pistoia); Not Gallery (Napoli); le siciliane La Veronica (Modica) e Francesco Pantaleone (Palermo); il gruppo dell'associazione G.L.O.W. Platform che rachiude in un unico grande stand Allegra Ravizza (Milano), Jarach Gallery (Venezia), Mas Art (Barcellona), Nina Lumer (Milano), Novalis Contemporary Art (Torino), Sandunga (Granada)... ]]></description>
		<itunes:summary><![CDATA[ [Arte Fiera 2010 - Le giovani gallerie, Bologna] Un focus sulle giovani gallerie, presenti a Bologna per Arte Fiera 2010. Exibart.tv ha selezionato alcuni tra i più interessanti stand proposti nella categoria dedicata alla gellerie con non più di 5 anni di attività. Prezzi contenuti - dai 500 ai 10.000 euro - e un taglio di ricerca, per una sezione che punta prevalentemente ai collezionisti di primo pelo e a coloro che sono più attenti ai nuovi talenti.  Ci parlano dei loro artisti di punta i galleristi di: 1/9 unosunove, Federica Schiavo e The Gallery Apart, da Roma; SpazioA (Pistoia); Not Gallery (Napoli); le siciliane La Veronica (Modica) e Francesco Pantaleone (Palermo); il gruppo dell'associazione G.L.O.W. Platform che rachiude in un unico grande stand Allegra Ravizza (Milano), Jarach Gallery (Venezia), Mas Art (Barcellona), Nina Lumer (Milano), Novalis Contemporary Art (Torino), Sandunga (Granada)... ]]></itunes:summary>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 18:00:00 +0100</pubDate>
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	</item>
	<item>
		<title>report / OPERA 2009. ARTISTI DEGLI ATELIER BEVILACQUA LA MASA - DOCVA, Milano</title>
		<link>http://www.exibart.tv//news/2008_lay_notizia_02.php?id_cat=78&amp;id_news=6489</link>
		<description><![CDATA[ 
[DOCVA, Milano] Si rinnova l'attenzione della Fondazione Bevilacqua La Masa per i giovani artisti, che quest'anno sceglie Milano per portare in mostra il lavoro degli ultimi assegnatari dei dodici atelier della Fondazione, selezionati attraverso bando annuale di concorso tra le oltre cinquanta domande presentate nel 2008. La mostra testimonia i risultati raggiunti degli artisti, impegnati per un anno a lavorare presso gli spazi del suggestivo chiostro dei Santi Cosma e Damiano sull'isola della Giudecca e nella cornice di Palazzo Carminati a San Stae. La mostra è ospitata per la prima volta alla Fabbrica del Vapore, nello spazio espositivo del DOCVA. Un rapporto storico di collaborazione, già avviato nel 1998 e profondamente legato alle origini di Viafarini, che si consolida ora con questa nuova iniziativa. Ce ne parla Stefano Coletto, curatore...  ]]></description>
		<itunes:summary><![CDATA[ 
[DOCVA, Milano] Si rinnova l'attenzione della Fondazione Bevilacqua La Masa per i giovani artisti, che quest'anno sceglie Milano per portare in mostra il lavoro degli ultimi assegnatari dei dodici atelier della Fondazione, selezionati attraverso bando annuale di concorso tra le oltre cinquanta domande presentate nel 2008. La mostra testimonia i risultati raggiunti degli artisti, impegnati per un anno a lavorare presso gli spazi del suggestivo chiostro dei Santi Cosma e Damiano sull'isola della Giudecca e nella cornice di Palazzo Carminati a San Stae. La mostra è ospitata per la prima volta alla Fabbrica del Vapore, nello spazio espositivo del DOCVA. Un rapporto storico di collaborazione, già avviato nel 1998 e profondamente legato alle origini di Viafarini, che si consolida ora con questa nuova iniziativa. Ce ne parla Stefano Coletto, curatore...  ]]></itunes:summary>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 12:00:00 +0100</pubDate>
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	</item>
	<item>
		<title>report / STORIA, MEMORIA, IDENTITÀ- Ex Ospedale di Sant'Agostino, Modena</title>
		<link>http://www.exibart.tv//news/2008_lay_notizia_02.php?id_cat=78&amp;id_news=6485</link>
		<description><![CDATA[ [Ex Ospedale di Sant'Agostino, Modena] Ex Federazione Russa, Lituania, Estonia, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Romania, Serbia e Croazia. Sono alcuni dei paesi (diciotto in tutto), protagonisti di una mostra che racconta, attraverso 29 artisti e oltre 150 opere tra fotografie, film e video-installazioni, la scena artistica contemporanea dell'Est Europa. Al centro dell'ampia rassegna ci sono temi crucialiquali Storia, Memoria e Identità, vere e proprie "questioni aperte" per molti Paesi dell'Est europeo che negli ultimi vent'anni hanno visto radicalmente mutare il proprio corso storico dopo la caduta del muro di Berlino il 9 novembre 1989, e che oggi ancora faticano a darsi una nuova identità che non può e non vuole dimenticare il recente passato. A introdurci la mostra c'è Filippo Maggia, curatore... ]]></description>
		<itunes:summary><![CDATA[ [Ex Ospedale di Sant'Agostino, Modena] Ex Federazione Russa, Lituania, Estonia, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Romania, Serbia e Croazia. Sono alcuni dei paesi (diciotto in tutto), protagonisti di una mostra che racconta, attraverso 29 artisti e oltre 150 opere tra fotografie, film e video-installazioni, la scena artistica contemporanea dell'Est Europa. Al centro dell'ampia rassegna ci sono temi crucialiquali Storia, Memoria e Identità, vere e proprie "questioni aperte" per molti Paesi dell'Est europeo che negli ultimi vent'anni hanno visto radicalmente mutare il proprio corso storico dopo la caduta del muro di Berlino il 9 novembre 1989, e che oggi ancora faticano a darsi una nuova identità che non può e non vuole dimenticare il recente passato. A introdurci la mostra c'è Filippo Maggia, curatore... ]]></itunes:summary>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 14:00:00 +0100</pubDate>
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	<item>
		<title>report / LUANA PERILLI, MANUTENZIONE SENTIMENTALE DELLA MACCHINA CELIBE - The Gallery Apart, Roma</title>
		<link>http://www.exibart.tv//news/2008_lay_notizia_02.php?id_cat=78&amp;id_news=6487</link>
		<description><![CDATA[ [The Gallery Apart, Roma] Attraverso video, sculture e collage, Luana Perilli introduce lo spettatore in uno spazio ambiguo, privo di esplicite presenze umane ma carico di evocazioni affettive. Si disegna un universo di oggetti privati della loro naturale destinazione funzionale e pertanto resi celibi, nel senso della lezione duchampiana: sono cose intrise dell'energia vitale connessa ad un precedente utilizzo, capaci dunque di esprimere sentimenti, ricordi, umori. Nel video Sì dolce è il tormento viene "documentata" la vita segreta e paradossale degli oggetti, fenomeno immaginario che è associabile a stati di ricostruzione, abbandono, transizione e cambiamento di uno spazio abitativo. E' l'artista a presentarci il progetto... ]]></description>
		<itunes:summary><![CDATA[ [The Gallery Apart, Roma] Attraverso video, sculture e collage, Luana Perilli introduce lo spettatore in uno spazio ambiguo, privo di esplicite presenze umane ma carico di evocazioni affettive. Si disegna un universo di oggetti privati della loro naturale destinazione funzionale e pertanto resi celibi, nel senso della lezione duchampiana: sono cose intrise dell'energia vitale connessa ad un precedente utilizzo, capaci dunque di esprimere sentimenti, ricordi, umori. Nel video Sì dolce è il tormento viene "documentata" la vita segreta e paradossale degli oggetti, fenomeno immaginario che è associabile a stati di ricostruzione, abbandono, transizione e cambiamento di uno spazio abitativo. E' l'artista a presentarci il progetto... ]]></itunes:summary>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 11:00:00 +0100</pubDate>
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	<item>
		<title>report / GERT eamp;amp; UWE TOBIAS - Collezione Maramotti, Reggio Emilia</title>
		<link>http://www.exibart.tv//news/2008_lay_notizia_02.php?id_cat=78&amp;id_news=6486</link>
		<description><![CDATA[ [Collezione Maramotti, Reggio Emilia] I fratelli Gert &amp;amp;amp; Uwe Tobias presentano la loro opera più recente, un'installazione costituita da ventuno opere tra xilografie di grandi dimensioni, disegni, sculture in ceramica e pittura ambientale, all'interno di un wall drawing che copre tutte le pareti dello spazio espositivo. Nel loro lavoro si fondono riferimenti formali ad alcune avanguardie storiche, dal primo Modernismo a Klee, dal Costruttivismo, all'Art Brut, con elementi iconici tratti dalla cultura popolare della terra d'origine, la Transilvania, ed immagini del folklore europeo, in cui miti e tradizioni arcaiche si uniscono spesso ad elementi di iterazione decorativa. In molti dei loro disegni dattilografici - che associano pattern scultorei al ricamo - sono rinvenibili elementi ispirati all'architettura socialista dell'Est europeo.  Una ricerca originalissima, dal forte impatto formale e dalla decisiva connotazione ironica, connessa ad una attitudine postmoderna per la citazione. Ce ne parla Marina Dacci, Direttrice della Collezione Maramotti... ]]></description>
		<itunes:summary><![CDATA[ [Collezione Maramotti, Reggio Emilia] I fratelli Gert &amp;amp;amp; Uwe Tobias presentano la loro opera più recente, un'installazione costituita da ventuno opere tra xilografie di grandi dimensioni, disegni, sculture in ceramica e pittura ambientale, all'interno di un wall drawing che copre tutte le pareti dello spazio espositivo. Nel loro lavoro si fondono riferimenti formali ad alcune avanguardie storiche, dal primo Modernismo a Klee, dal Costruttivismo, all'Art Brut, con elementi iconici tratti dalla cultura popolare della terra d'origine, la Transilvania, ed immagini del folklore europeo, in cui miti e tradizioni arcaiche si uniscono spesso ad elementi di iterazione decorativa. In molti dei loro disegni dattilografici - che associano pattern scultorei al ricamo - sono rinvenibili elementi ispirati all'architettura socialista dell'Est europeo.  Una ricerca originalissima, dal forte impatto formale e dalla decisiva connotazione ironica, connessa ad una attitudine postmoderna per la citazione. Ce ne parla Marina Dacci, Direttrice della Collezione Maramotti... ]]></itunes:summary>
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		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 12:00:00 +0100</pubDate>
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	<item>
		<title>report / LUCA POZZI, A.E.W.O.M. - Museo Marino Marini, Firenze</title>
		<link>http://www.exibart.tv//news/2008_lay_notizia_02.php?id_cat=78&amp;id_news=6484</link>
		<description><![CDATA[ [Museo Marino Marini, Firenze] Terza fase del progetto di ricerca realizzato da Luca Pozzi - a cura di Alberto Salvadori e in collaborazione con Valerio Borgonuovo -, condotto sulla base delle specifiche esperienze e dei relativi contributi teorici dei diversi ricercatori e artisti coinvolti. Dopo W.O.G.U. Pennsylvania-Italy 1983/2009 e M. Southern California-Italy 1995/2009, A.E.W.O.M. [Le strabisme du Dragon] si pone come test sperimentale per un "diagramma" visivo complesso, costituito da una stretta rete di corrispondenze riscontrate tra differenti discipline: Storia dell'arte, Fisica Teorica, Teologia e Arti Marziali.  Il progetto visualizza l'area di incrocio tra un Drago, il cui sguardo rivolto in differenti direzioni è qui effetto di uno strabismo apparentemente contraddittorio, e l'Aleph Experiment, il programma di ricerca in fisica del CERN/Centro Europeo per la Ricerca Nucleare di Ginevra, volto a osservare il risultato sistematico di innumerevoli collisioni ad alta energia di particelle subatomiche di carica opposta. Da questo riferimento prende spunto l'acronimo iniziale del titolo della mostra, letteralmente "Aleph Experiment Without Mass". E' l'artista ad approfondire il tema per Exibart.tv...  ]]></description>
		<itunes:summary><![CDATA[ [Museo Marino Marini, Firenze] Terza fase del progetto di ricerca realizzato da Luca Pozzi - a cura di Alberto Salvadori e in collaborazione con Valerio Borgonuovo -, condotto sulla base delle specifiche esperienze e dei relativi contributi teorici dei diversi ricercatori e artisti coinvolti. Dopo W.O.G.U. Pennsylvania-Italy 1983/2009 e M. Southern California-Italy 1995/2009, A.E.W.O.M. [Le strabisme du Dragon] si pone come test sperimentale per un "diagramma" visivo complesso, costituito da una stretta rete di corrispondenze riscontrate tra differenti discipline: Storia dell'arte, Fisica Teorica, Teologia e Arti Marziali.  Il progetto visualizza l'area di incrocio tra un Drago, il cui sguardo rivolto in differenti direzioni è qui effetto di uno strabismo apparentemente contraddittorio, e l'Aleph Experiment, il programma di ricerca in fisica del CERN/Centro Europeo per la Ricerca Nucleare di Ginevra, volto a osservare il risultato sistematico di innumerevoli collisioni ad alta energia di particelle subatomiche di carica opposta. Da questo riferimento prende spunto l'acronimo iniziale del titolo della mostra, letteralmente "Aleph Experiment Without Mass". E' l'artista ad approfondire il tema per Exibart.tv...  ]]></itunes:summary>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 12:00:00 +0100</pubDate>
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		<title>report / MAURIZIO NANNUCCI, SOMETHING HAPPENED - Villa La Màgia, Quarrata</title>
		<link>http://www.exibart.tv//news/2008_lay_notizia_02.php?id_cat=78&amp;id_news=6479</link>
		<description><![CDATA[ [Villa La Màgia, Quarrata] Il linguaggio come comunicazione, ma anche come visualizzazione di uno spazio mentale e fisico. Su questa traccia si muove il nuovo progetto site specific di Maurizio Nannucci, lavori di grandi dimensioni realizzati con media differenti (installazioni in neon, interventi sonori, intrusione di nuovi oggetti e un libro/opera), capaci di stabilire un dialogo coinvolgente tra il giardino della Màgia, la Villa con i suoi ambienti interni e il paesaggio circostante. Something Happened indica un cambiamento, qualcosa che è stato modificato, cosicch&amp;amp;eacute; le connessioni evidenti tra solore, spazio, suono, parola e significato sono in realtà nascoste e tutte da scoprire. Ce ne parla l'artista... ]]></description>
		<itunes:summary><![CDATA[ [Villa La Màgia, Quarrata] Il linguaggio come comunicazione, ma anche come visualizzazione di uno spazio mentale e fisico. Su questa traccia si muove il nuovo progetto site specific di Maurizio Nannucci, lavori di grandi dimensioni realizzati con media differenti (installazioni in neon, interventi sonori, intrusione di nuovi oggetti e un libro/opera), capaci di stabilire un dialogo coinvolgente tra il giardino della Màgia, la Villa con i suoi ambienti interni e il paesaggio circostante. Something Happened indica un cambiamento, qualcosa che è stato modificato, cosicch&amp;amp;eacute; le connessioni evidenti tra solore, spazio, suono, parola e significato sono in realtà nascoste e tutte da scoprire. Ce ne parla l'artista... ]]></itunes:summary>
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		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 12:00:00 +0100</pubDate>
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		<title>report / MASSIMO BARTOLINI, THREE QUARTER-TONE PIECES - Magazzino d'arte moderna, Roma</title>
		<link>http://www.exibart.tv//news/2008_lay_notizia_02.php?id_cat=78&amp;id_news=6480</link>
		<description><![CDATA[ [Magazzino d'arte moderna, Roma] L'intero iter creativo di Massimo Bartolini è diretto allo studio della percezione e delle modalità secondo cui si svolge il rapporto tra l'uomo e l'ambiente che lo circonda. Le installazioni, i video o le fotografie tendono sempre a coinvolgere lo spettatore in un'esperienza fenomenologica completa. Per questa nuova personale il senso più sollecitato è l'udito: l'intero motivo ispiratore dei lavori è, infatti, l'interesse dell'artisa per la musica e per il rapporto tra lo spazio, il suono e lo spettatore. I Three quarter-tone pieces sono un armadio, una cassapanca e un pensile da cucina, manomessi e modificati in organi a tre canne accordate a 1/4 di tono l'una dall'altra. I tre mobili/organo suonano contemporaneamente formando un accordo ove le armonie non sono usuali, e le risonanze si intrecciano imprevedibili. Ce ne parla Gabirele Gaspari, del Magazzino... ]]></description>
		<itunes:summary><![CDATA[ [Magazzino d'arte moderna, Roma] L'intero iter creativo di Massimo Bartolini è diretto allo studio della percezione e delle modalità secondo cui si svolge il rapporto tra l'uomo e l'ambiente che lo circonda. Le installazioni, i video o le fotografie tendono sempre a coinvolgere lo spettatore in un'esperienza fenomenologica completa. Per questa nuova personale il senso più sollecitato è l'udito: l'intero motivo ispiratore dei lavori è, infatti, l'interesse dell'artisa per la musica e per il rapporto tra lo spazio, il suono e lo spettatore. I Three quarter-tone pieces sono un armadio, una cassapanca e un pensile da cucina, manomessi e modificati in organi a tre canne accordate a 1/4 di tono l'una dall'altra. I tre mobili/organo suonano contemporaneamente formando un accordo ove le armonie non sono usuali, e le risonanze si intrecciano imprevedibili. Ce ne parla Gabirele Gaspari, del Magazzino... ]]></itunes:summary>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 15:00:00 +0100</pubDate>
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		<title>report / GETTING NOWHERE - Galleria Gentili</title>
		<link>http://www.exibart.tv//news/2008_lay_notizia_02.php?id_cat=78&amp;id_news=6475</link>
		<description><![CDATA[ [Galleria Gentili, Prato] Martin Boyce, Jose Dávila, Loris Grèaud, Alexis Harding, Sergej Jensen e Paolo Parisi indagano nuove ipotesi per una pratica e un pensiero dello spazio fisico e architettonico, percepito come dimensione allo stesso tempo personale e collettiva, intima e pubblica. Installazioni di grandi dimensioni e opere site specific stabiliscono inediti parametri di orientamento all'interno della galleria, conducendo così il visitatore verso un'esperienza dello spazio differente da quella del suo quotidiano, incentrata sul dialogo e lo scambio. Da qui, anche il tentativo di proporre nuove ipotesi di progettazione dello spazio urbano in quanto spazio sociale. Lorenzo Bruni, curatore, ci introduce la mostra... ]]></description>
		<itunes:summary><![CDATA[ [Galleria Gentili, Prato] Martin Boyce, Jose Dávila, Loris Grèaud, Alexis Harding, Sergej Jensen e Paolo Parisi indagano nuove ipotesi per una pratica e un pensiero dello spazio fisico e architettonico, percepito come dimensione allo stesso tempo personale e collettiva, intima e pubblica. Installazioni di grandi dimensioni e opere site specific stabiliscono inediti parametri di orientamento all'interno della galleria, conducendo così il visitatore verso un'esperienza dello spazio differente da quella del suo quotidiano, incentrata sul dialogo e lo scambio. Da qui, anche il tentativo di proporre nuove ipotesi di progettazione dello spazio urbano in quanto spazio sociale. Lorenzo Bruni, curatore, ci introduce la mostra... ]]></itunes:summary>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 12:00:00 +0100</pubDate>
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	</item>
	<item>
		<title>report / FRANCESCO ARENA/NINA BEIER - Monitor, Roma</title>
		<link>http://www.exibart.tv//news/2008_lay_notizia_02.php?id_cat=78&amp;id_news=6478</link>
		<description><![CDATA[ [Monitor, Roma] Con 18.900 metri su ardesia Francesco Arena dà vita a un monumantale lavoro su storia e memoria, tramutando in spazio, segno e oggetto quella traccia invisibile che i passi di un uomo possono lasciare sul selciato nel suo ultimo giorno di persona libera e viva. L'artista ha infatti ripercorso il percorso fatto da Giuseppe Pinelli il 12 Dicembre 1969, dalla sua abitazione fino alla Questura di via Fatebenefratelli di Milano, luogo in cui trovò la morte e che lo vide diventare, da cittadino comune qual era, un simbolo della storia politica e sociale italiana. I Teasers and Tormentors di Nina Beier sono i comuni sistemi di tendaggio usati in teatro e destinati a occultare alla vista degli spettatori il palco durante gli intervalli delle rappresentazioni. Il progetto va così espirito attraverso varie stratificazioni, visive e materiali: un muro blocca la porta di accesso alla stanza, scultura/ostacolo permanente o temporaneo, limitando la visuale dello spazio e allo stesso tempo proteggendone il suo contenuto come una vera e propria cornice. Ci racconta i due lavori Marta Silvi di Monitor... ]]></description>
		<itunes:summary><![CDATA[ [Monitor, Roma] Con 18.900 metri su ardesia Francesco Arena dà vita a un monumantale lavoro su storia e memoria, tramutando in spazio, segno e oggetto quella traccia invisibile che i passi di un uomo possono lasciare sul selciato nel suo ultimo giorno di persona libera e viva. L'artista ha infatti ripercorso il percorso fatto da Giuseppe Pinelli il 12 Dicembre 1969, dalla sua abitazione fino alla Questura di via Fatebenefratelli di Milano, luogo in cui trovò la morte e che lo vide diventare, da cittadino comune qual era, un simbolo della storia politica e sociale italiana. I Teasers and Tormentors di Nina Beier sono i comuni sistemi di tendaggio usati in teatro e destinati a occultare alla vista degli spettatori il palco durante gli intervalli delle rappresentazioni. Il progetto va così espirito attraverso varie stratificazioni, visive e materiali: un muro blocca la porta di accesso alla stanza, scultura/ostacolo permanente o temporaneo, limitando la visuale dello spazio e allo stesso tempo proteggendone il suo contenuto come una vera e propria cornice. Ci racconta i due lavori Marta Silvi di Monitor... ]]></itunes:summary>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 11:00:00 +0100</pubDate>
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	</item>
	<item>
		<title>report / CARAVAGGIO/BACON - Galleria Borghese, Roma</title>
		<link>http://www.exibart.tv//news/2008_lay_notizia_02.php?id_cat=78&amp;id_news=6477</link>
		<description><![CDATA[ [Galleria Borghese, Roma] Due artisti immensi, due geni asoluti, lontanissimi e affatto accostabili da un punto di vista storico-critico: Caravaggio e Francis Bacon si ritrovano accanto per un interessante progetto espositivo, nato con l'intenzione di suggerire un dialogo inedito ma assolutamente coinvolgente. Entrambe personalità estreme, entrate nell'immaginario collettivo come artisti "maledetti", i due hanno espresso nella pittura il tormento dell'esistenza con pari intensità e genialità inventiva. E' così che la Galleria Borghese celebra il maestro barocco, in occasione del IV centenario dalla sua morte, affiancando ai suoi capolavori venti dipinti di uno dei grandi artisti della seconda metà del XX secolo, di cui ricorre, invece, il centenario dalla nascita. Una mostra che non intende teorizzare dipendenze e relazioni effettive, ma provocare suggestioni visive, evocando corrispondenze spontanee risultanti da accostamenti formali. Ce ne parla Anna Coliva, curatrice e Direttore della Galleria Borghese...  ]]></description>
		<itunes:summary><![CDATA[ [Galleria Borghese, Roma] Due artisti immensi, due geni asoluti, lontanissimi e affatto accostabili da un punto di vista storico-critico: Caravaggio e Francis Bacon si ritrovano accanto per un interessante progetto espositivo, nato con l'intenzione di suggerire un dialogo inedito ma assolutamente coinvolgente. Entrambe personalità estreme, entrate nell'immaginario collettivo come artisti "maledetti", i due hanno espresso nella pittura il tormento dell'esistenza con pari intensità e genialità inventiva. E' così che la Galleria Borghese celebra il maestro barocco, in occasione del IV centenario dalla sua morte, affiancando ai suoi capolavori venti dipinti di uno dei grandi artisti della seconda metà del XX secolo, di cui ricorre, invece, il centenario dalla nascita. Una mostra che non intende teorizzare dipendenze e relazioni effettive, ma provocare suggestioni visive, evocando corrispondenze spontanee risultanti da accostamenti formali. Ce ne parla Anna Coliva, curatrice e Direttore della Galleria Borghese...  ]]></itunes:summary>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 17:00:00 +0100</pubDate>
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	</item>
	<item>
		<title>report / GIANNI COLOMBO - Castello di Rivoli</title>
		<link>http://www.exibart.tv//news/2008_lay_notizia_02.php?id_cat=78&amp;id_news=6476</link>
		<description><![CDATA[ [Castello di Rivoli, Museo d'Arte Contemporanea] E' la più importante mostra retrospettiva dedicata a Gianni Colombo, protagonista dell'arte cinetica internazionale che, emerso negli anni Cinquanta e Sessanta, anticipò l'arte interattiva e relazionale. Circa cento le opere esposte, tra cui una vasta selezione di strutture mobili, opere di luce e ambienti:attraverso l'uso di luce e movimento nello spazio Colombo speriment nuove dinamiche percettive ed inediti campi di iterazione visiva e sensoriale per lo spettatore. In occasione della mostra entrano a far parte della collezione permanente del Castello di Rivoli, grazie alla Fondazione CRT - Progetto Arte Moderna e Contemporanea, l'opera Roto-optic (1964) e l'ambiente percorribile Bariestesia (1974-1975). Abbiamo intervistato la curatrice, Carolyn Christov-Bakargiev, insieme alle assistenti Valentina Sonzogni e Marianna Vecellio... ]]></description>
		<itunes:summary><![CDATA[ [Castello di Rivoli, Museo d'Arte Contemporanea] E' la più importante mostra retrospettiva dedicata a Gianni Colombo, protagonista dell'arte cinetica internazionale che, emerso negli anni Cinquanta e Sessanta, anticipò l'arte interattiva e relazionale. Circa cento le opere esposte, tra cui una vasta selezione di strutture mobili, opere di luce e ambienti:attraverso l'uso di luce e movimento nello spazio Colombo speriment nuove dinamiche percettive ed inediti campi di iterazione visiva e sensoriale per lo spettatore. In occasione della mostra entrano a far parte della collezione permanente del Castello di Rivoli, grazie alla Fondazione CRT - Progetto Arte Moderna e Contemporanea, l'opera Roto-optic (1964) e l'ambiente percorribile Bariestesia (1974-1975). Abbiamo intervistato la curatrice, Carolyn Christov-Bakargiev, insieme alle assistenti Valentina Sonzogni e Marianna Vecellio... ]]></itunes:summary>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 12:00:00 +0100</pubDate>
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	</item>
	<item>
		<title>report / COROT E L'ARTE MODERNA. SOUVENIRS ET IMPRESSIONS - Palazzo della Gran Guardia, Verona</title>
		<link>http://www.exibart.tv//news/2008_lay_notizia_02.php?id_cat=78&amp;id_news=6473</link>
		<description><![CDATA[ [Municipio - Palazzo della Gran Guardia, Verona] Una grande mostra dedicata a Camille Corot, ritenuto "l'ultimo dei classici e il primo dei moderni", prodigioso creatore di universi poetici e di invenzioni plastiche, sia nell'ambito della rappresentazione della natura che in quello della figura umana. Il percorso si compone di circa 100 dipinti, per coprire un arco temporale di quattro secoli. 
Si tratta diopere del maestro francese ma anche degli artisti a cui si è ispirato o che ha influenzato. Attraverso una serie di straordinari confronti emerge dunque lo stile sobrio e luminoso dell'artista, a cui hanno contribuito in modo determinante i viaggi in Italia, tra le rovine di Roma e la campagna laziale, tra Venezia e il lago di Garda, luoghi in cui egli ritrovò la luce e l'idea di natura dei suoi illustri precursori. Proseguendo, l'esposizione rivela gli influssi dell'arte di Corot sulla prima generazione di impressionisti, ma anche sui fauves, i cubisti e gli astrattisti. per Exibart.tv c'è il curatore, Vincent Pomarède... ]]></description>
		<itunes:summary><![CDATA[ [Municipio - Palazzo della Gran Guardia, Verona] Una grande mostra dedicata a Camille Corot, ritenuto "l'ultimo dei classici e il primo dei moderni", prodigioso creatore di universi poetici e di invenzioni plastiche, sia nell'ambito della rappresentazione della natura che in quello della figura umana. Il percorso si compone di circa 100 dipinti, per coprire un arco temporale di quattro secoli. 
Si tratta diopere del maestro francese ma anche degli artisti a cui si è ispirato o che ha influenzato. Attraverso una serie di straordinari confronti emerge dunque lo stile sobrio e luminoso dell'artista, a cui hanno contribuito in modo determinante i viaggi in Italia, tra le rovine di Roma e la campagna laziale, tra Venezia e il lago di Garda, luoghi in cui egli ritrovò la luce e l'idea di natura dei suoi illustri precursori. Proseguendo, l'esposizione rivela gli influssi dell'arte di Corot sulla prima generazione di impressionisti, ma anche sui fauves, i cubisti e gli astrattisti. per Exibart.tv c'è il curatore, Vincent Pomarède... ]]></itunes:summary>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 15:00:00 +0100</pubDate>
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	</item>
	<item>
		<title>report / ESSENTIAL EXPERIENCES - Museo Riso/Palazzo Abatellis, Palermo</title>
		<link>http://www.exibart.tv//news/2008_lay_notizia_02.php?id_cat=78&amp;id_news=6470</link>
		<description><![CDATA[ &amp;amp;nbsp;
[Museo Riso, Palermo] Oltre venti artisti internazionali, tra i maggiori del panorama contemoraneo. Tre nuove produzioni, commissionate a Dennis Oppenheim, Pedro Cabrita Reis e Richard Nonas. Una grande mostra che affronta alcune fondamentali questioni etiche che riguardano il concetto di "creazione" e il tema della responsabilità dell'artista, la capacità di comunicare empaticamente con il visitatore e di indurlo a riflettere su grandi temi universali quali il trascorrere del tempo, la morte, la solitudine, l'identità, l'amore. Attraverso segni, simboli e metafore, al tempo stesso semplici e complessi, il pubblico compie un viaggio che si configura come un'"esperienza essenziale". E' il curatore, Lorand Hegyi, a svelarci l'anima del progetto...  ]]></description>
		<itunes:summary><![CDATA[ &amp;amp;nbsp;
[Museo Riso, Palermo] Oltre venti artisti internazionali, tra i maggiori del panorama contemoraneo. Tre nuove produzioni, commissionate a Dennis Oppenheim, Pedro Cabrita Reis e Richard Nonas. Una grande mostra che affronta alcune fondamentali questioni etiche che riguardano il concetto di "creazione" e il tema della responsabilità dell'artista, la capacità di comunicare empaticamente con il visitatore e di indurlo a riflettere su grandi temi universali quali il trascorrere del tempo, la morte, la solitudine, l'identità, l'amore. Attraverso segni, simboli e metafore, al tempo stesso semplici e complessi, il pubblico compie un viaggio che si configura come un'"esperienza essenziale". E' il curatore, Lorand Hegyi, a svelarci l'anima del progetto...  ]]></itunes:summary>
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		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 12:00:00 +0100</pubDate>
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	</item>
	<item>
		<title>doc / ANDREA SCOPETTA, ALOE VERA - Zelle, Palermo</title>
		<link>http://www.exibart.tv//news/2008_lay_notizia_02.php?id_cat=78&amp;id_news=6472</link>
		<description><![CDATA[ [Zelle, Palermo] Prima personale in Sicilia per Andrea Scopetta, che a ottobre 2009 ha realizzato nel piccolo spazio palermitano di Zelle un intervento minimale, rigoroso, sospeso tra poesia e scienza. Il All'origine del progetto c'è un'intenso tour compiuto dall'artista attraverso l'isola, un'esperienza di attraversamento e di registrazione visiva che è poi sfociata nella messa apunto della mostra. Una pianta d'aloe è sospesa al centro dello spazio, con le radici per aria, mentre una serie di polaroid sbiadite e di disegni, catalogati come appunti di viaggio, sono raccolti sopra un tavolo da lavoro. Ce ne parla Federico Lupo di Zelle Arte Contemporanea... ]]></description>
		<itunes:summary><![CDATA[ [Zelle, Palermo] Prima personale in Sicilia per Andrea Scopetta, che a ottobre 2009 ha realizzato nel piccolo spazio palermitano di Zelle un intervento minimale, rigoroso, sospeso tra poesia e scienza. Il All'origine del progetto c'è un'intenso tour compiuto dall'artista attraverso l'isola, un'esperienza di attraversamento e di registrazione visiva che è poi sfociata nella messa apunto della mostra. Una pianta d'aloe è sospesa al centro dello spazio, con le radici per aria, mentre una serie di polaroid sbiadite e di disegni, catalogati come appunti di viaggio, sono raccolti sopra un tavolo da lavoro. Ce ne parla Federico Lupo di Zelle Arte Contemporanea... ]]></itunes:summary>
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		<pubDate>Sat, 19 Dec 2009 11:00:00 +0100</pubDate>
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		<title>report / ANDREW DADSON - Galleria Franco Noero, Torino</title>
		<link>http://www.exibart.tv//news/2008_lay_notizia_02.php?id_cat=78&amp;id_news=6469</link>
		<description><![CDATA[ [Galleria Franco Noero, Torino] Superare la bidimensionalità della tela, creando una relazione scultorea con lo spazio. E' questo l'intento principale di Andrew Dadson, giovane artista canadese che, basandosi sull'idea di azione ripetuta nel tempo, si interroga sul concetto di limite fisico dello spazio e di limite ideale dell'immagine. In mostra una nuova serie di dipinti realizzati sovrapponendo numerosi strati di pittura ad olio di diversi colori, continuamente raschiati verso i bordi e poi coperti da un ultimo strato bianco o nero. Lo spessore che ne deriva serve da appoggio al muro per la tela adagiata sul pavimento, oppure diventa elemento materico tridimensionale nelle opere a parete, in cui i bordi di tela grezza vengono evidenziati grazie alla ri-intelaiatura su un telaio più grande dell'originale. Abbiamo intervistato l'artista... ]]></description>
		<itunes:summary><![CDATA[ [Galleria Franco Noero, Torino] Superare la bidimensionalità della tela, creando una relazione scultorea con lo spazio. E' questo l'intento principale di Andrew Dadson, giovane artista canadese che, basandosi sull'idea di azione ripetuta nel tempo, si interroga sul concetto di limite fisico dello spazio e di limite ideale dell'immagine. In mostra una nuova serie di dipinti realizzati sovrapponendo numerosi strati di pittura ad olio di diversi colori, continuamente raschiati verso i bordi e poi coperti da un ultimo strato bianco o nero. Lo spessore che ne deriva serve da appoggio al muro per la tela adagiata sul pavimento, oppure diventa elemento materico tridimensionale nelle opere a parete, in cui i bordi di tela grezza vengono evidenziati grazie alla ri-intelaiatura su un telaio più grande dell'originale. Abbiamo intervistato l'artista... ]]></itunes:summary>
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		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 11:00:00 +0100</pubDate>
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