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Fai. Puntiamo i riflettori
Una Conferenza dedicata all’antico insediamento palermitano, e al suo più longevo abitante, il Genio di Palermo di Piazza Garraffo.
Comunicato stampa
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Lunedì 14 dicembre '09, alle 18, la Delegazione di Palermo del FAI Fondo per l'Ambiente Italiano, per la campagna nazionale FAI , PUNTIAMO I RIFLETTORI, organizza alla Galleria d'Arte Contemporanea Francesco Pantaleone in Piazza Garraffello 25, nel quartiere della Vucciria, una Conferenza dedicata all'antico insediamento palermitano, e al suo più longevo abitante, il Genio di Palermo di Piazza Garraffo.
“Puntiamo i riflettori” su monumenti d'arte, di natura e di storia abbandonati è una delle Campagne Istituzionali del FAI. Abbandono può voler dire soltanto “ chiusura “ in seguito ad una perdita di funzione, ma può anche significare degrado parziale o totale di Beni la cui esistenza è sconosciuta ai più ma i cui “contenuti” sono rappresentativi della nostra storia e della nostra cultura.
Il 14 Dicembre alle 18.00, in una conferenza aperta alla cittadinanza, la Delegazione FAI di Palermo accenderà un ideale riflettore sulla Vucciria e, in particolare, sulla edicola marmorea del Genio di Palermo di Piazza Garraffo o di quello che di essa rimane.
Verrà raccontata la storia recente del quartiere attraverso i ricordi di Giacomo Cimino, autore di “C'era una volta Vucciria”, e sarà analizzata nei suoi contenuti allegorici la figura del "Genio di Palermo" attraverso un lavoro multimediale realizzato dagli studenti del Master di I livello in “Comunicazione dei Beni Culturali Museali e del Territorio” dell'Università di Palermo, coordinati dal Prof. Daniele Ronsivalle, con particolare attenzione a quello di Piazza Garraffo. Infine la restauratrice, Serena Bavastrelli, quantificherà l'importo di un intervento di recupero dell'edicola marmorea.
L'incontro avrà luogo nel cuore della Vucciria presso la Galleria d'Arte Contemporanea Francesco Pantaleone una delle più interessanti gallerie d'arte palermitane inserita nel circuito internazionale dell'arte contemporanea. Il palazzo nobiliare che la ospita (Palazzo Rammacca), si erge nel centro della Vucciria, a Piazza Garraffello 25, e domina uno scenario di rovine e degrado. Tuttavia una volta entrati, la scala di accesso, anch'essa in stato di semi abbandono, è di grandissimo pregio e fascino, mentre le sale che ospiteranno i presenti assai accoglienti.
Il contesto, nella sua tragicità, rappresenta il senso di abbandono in cui versa la zona della Vucciria, che pure fu centro attivissimo della città antica, il cui recupero in termini di rivitalizzazione del tessuto urbano e di vivibilità ambientale non è più rinviabile.
Anche la riscoperta del Genius loci di Palermo può rappresentare una ulteriore attrazione per il visitatore della città ed in particolare quello di Piazza Garraffo per la Vucciria. La statua versa in uno stato di degrado pietoso, è stata denudata di tutti i fregi e delle statue che la attorniavano e in piena solitudine si fa carico del suo centenario destino.
Figura mitica della città, in assoluta intesa con la tradizione latina, esso è un simbolo di cui pochi si accorgono: un re con il corpo da giovane e il volto di vecchio, una corona ducale e un serpente che sembra mordergli il petto. I Geni di Palermo, sei e tutti con simboli e significati diversi, fanno bella mostra di sè, sulla fontana di Piazza della Rivoluzione, sullo scalone principale di Palazzo delle Aquile, a Villa Giulia (una splendida fontana del Marabitti), all'esterno della Cappella Palatina, vicino al vecchio molo del Porto, ed infine, in Piazza Garaffo alla Vucciria.
Da quando la Delegazione si è interessata all'argomento sono molte le segnalazioni di Geni non riconosciuti dalla tradizione e che tuttavia trovano alloggio in affreschi, facciate, e statue in giro per la città.
Già a Marzo di quest'anno, infatti, la Delegazione FAI di Palermo si era fatta carico di rappresentare alla cittadinanza, in un incontro presso la sede dell'Istituto Cervantes in Via dell'Argenteria, il grido di dolore degli alunni della IIIC della Scuola Media del C E I di Palermo, coordinati dalla Prof. Luigia Viscuso. Nel partecipare al Concorso FAI Scuola avevano scoperto e denunciato lo stato di degrado della statua del genio di Piazza Garraffo e dell'intero complesso marmoreo. Quel lavoro ha poi vinto il I° Premio del Concorso Nazionale FAI per la scuola 2009 e diventerà parte integrante di un testo di Storia dell'Arte delle edizioni Bulgarini di Firenze.
In quella occasione, grazie all'aiuto di diversi sponsor pubblici e privati, si era provveduto ad un intervento di pulizia, sistemazione e illuminazione della piazza, attraverso l'installazione di un riflettore che adesso le garantisce un certo decoro e, forse grazie a questo intervento, un attaccamento maggiore degli abitanti del quartiere. L'evento odierno ha come fine quello di continuare il percorso intrapreso: a questo scopo l'invito a partecipare è stato spedito alle Autorità competenti di tutti gli Enti locali preposti, nella speranza di un loro maggiore coinvolgimento.
PALERMU LU GRANDI : il Genio di piazza Garraffo e gli altri Geni della città di Palermo.
Per i Romani, il Genio era il protettore della famiglia, della casa, degli affari del suo protetto, era il nume tutelare delle persone, delle famiglie e del tipo umano che componeva la civitas. Il suo significato sociale era quello di nume tutelare di un luogo, cioè di un genius loci. Anche Palermo ha avuto il suo genius loci, un nume in forma di uomo dal corpo di giovane e dal volto di anziano, con la barba fluente, coronato, avvolto da un mantello, con un serpente che sembra mordergli o succhiargli il petto. Questa figura è densa di significati e compare in vari luoghi della città; Sul fronte occidentale di piazza Garraffo, a metà della via Argenteria, nel popolare quartiere della Vucciria, spicca una mostra marmorea con il Genio di Palermo nella nicchia centrale: è un Genio molto malridotto, eppure sovrastava una fontana murale già dalla fine del Quattrocento, che rendeva quella piazzetta una delle più belle di Palermo. La fontana murale fu sostituita nel 1698 da una fontana nel centro della piazza: è la stessa fontana che possiamo ammirare oggi lungo corso Vittorio Emanuele, in prossimità di piazza Marina. Dell' antica fontana murale con i suoi cinque grossi cannoli di bronzo non resta più nulla, solo la nicchia col suo Genio, dai Palermitani chiamato Palermu lu grandi, per distinguerlo dal più piccolo Genio coevo di palazzo delle Aquile. “Palermo il grande” lo sarà stato, perché ora è ridotto a un'ombra della sua grandezza, vittima di furti, di degrado e di abbandono.
Il FAI - Fondo per l'Ambiente Italiano nasce nel 1975, sull'esempio del National Trust inglese, da un'intuizione di Giulia Maria Mozzoni Crespi. Il suo scopo è recuperare e gestire per la collettività alcune testimonianze irripetibili dell'arte e della natura d'Italia ricevute in donazione, eredità o comodato. Attualmente sono 39 i Beni che appartengono alla Fondazione, di cui 18, dopo meticolosi restauri, regolarmente aperti al pubblico. Sono gli Aderenti la grande forza di questa Fondazione. A oggi sono 75.000, ma il FAI si prefigge l'obiettivo di raggiungere presto il numero di 100mila. Del resto motore di questo crescente impegno sono anche le 103 Delegazioni disseminate in 18 regioni italiane, ove 6.000 straordinari volontari offrono il loro tempo in diverse attività secondo l'attitudine di ciascuno.
Palazzo Rammacca, principesca dimora dei Gravina, prinicipi di Rammacca, occupava l'intero isolato da Piazza Garraffello fino alla retrostante via Terra delle Mosche. Nel vasto edificio evava sede nel 1617 l'Ufficio della Tavola, il Banco pubblico, istituito nel 1553, e poi trasferito al palazzo Pretorio. Il palazzo, oggi molto degradato, conserva la piccola corte da cui si diparte una inaspettata e spettacolare scala a pianta quadrata che si inerpica con brevi rampe per tutti i piani (tratto da: Palermo la città ritrovata - itinerari entro le mura di Adriana Chirco - Dario Flaccovio Editore).
“Puntiamo i riflettori” su monumenti d'arte, di natura e di storia abbandonati è una delle Campagne Istituzionali del FAI. Abbandono può voler dire soltanto “ chiusura “ in seguito ad una perdita di funzione, ma può anche significare degrado parziale o totale di Beni la cui esistenza è sconosciuta ai più ma i cui “contenuti” sono rappresentativi della nostra storia e della nostra cultura.
Il 14 Dicembre alle 18.00, in una conferenza aperta alla cittadinanza, la Delegazione FAI di Palermo accenderà un ideale riflettore sulla Vucciria e, in particolare, sulla edicola marmorea del Genio di Palermo di Piazza Garraffo o di quello che di essa rimane.
Verrà raccontata la storia recente del quartiere attraverso i ricordi di Giacomo Cimino, autore di “C'era una volta Vucciria”, e sarà analizzata nei suoi contenuti allegorici la figura del "Genio di Palermo" attraverso un lavoro multimediale realizzato dagli studenti del Master di I livello in “Comunicazione dei Beni Culturali Museali e del Territorio” dell'Università di Palermo, coordinati dal Prof. Daniele Ronsivalle, con particolare attenzione a quello di Piazza Garraffo. Infine la restauratrice, Serena Bavastrelli, quantificherà l'importo di un intervento di recupero dell'edicola marmorea.
L'incontro avrà luogo nel cuore della Vucciria presso la Galleria d'Arte Contemporanea Francesco Pantaleone una delle più interessanti gallerie d'arte palermitane inserita nel circuito internazionale dell'arte contemporanea. Il palazzo nobiliare che la ospita (Palazzo Rammacca), si erge nel centro della Vucciria, a Piazza Garraffello 25, e domina uno scenario di rovine e degrado. Tuttavia una volta entrati, la scala di accesso, anch'essa in stato di semi abbandono, è di grandissimo pregio e fascino, mentre le sale che ospiteranno i presenti assai accoglienti.
Il contesto, nella sua tragicità, rappresenta il senso di abbandono in cui versa la zona della Vucciria, che pure fu centro attivissimo della città antica, il cui recupero in termini di rivitalizzazione del tessuto urbano e di vivibilità ambientale non è più rinviabile.
Anche la riscoperta del Genius loci di Palermo può rappresentare una ulteriore attrazione per il visitatore della città ed in particolare quello di Piazza Garraffo per la Vucciria. La statua versa in uno stato di degrado pietoso, è stata denudata di tutti i fregi e delle statue che la attorniavano e in piena solitudine si fa carico del suo centenario destino.
Figura mitica della città, in assoluta intesa con la tradizione latina, esso è un simbolo di cui pochi si accorgono: un re con il corpo da giovane e il volto di vecchio, una corona ducale e un serpente che sembra mordergli il petto. I Geni di Palermo, sei e tutti con simboli e significati diversi, fanno bella mostra di sè, sulla fontana di Piazza della Rivoluzione, sullo scalone principale di Palazzo delle Aquile, a Villa Giulia (una splendida fontana del Marabitti), all'esterno della Cappella Palatina, vicino al vecchio molo del Porto, ed infine, in Piazza Garaffo alla Vucciria.
Da quando la Delegazione si è interessata all'argomento sono molte le segnalazioni di Geni non riconosciuti dalla tradizione e che tuttavia trovano alloggio in affreschi, facciate, e statue in giro per la città.
Già a Marzo di quest'anno, infatti, la Delegazione FAI di Palermo si era fatta carico di rappresentare alla cittadinanza, in un incontro presso la sede dell'Istituto Cervantes in Via dell'Argenteria, il grido di dolore degli alunni della IIIC della Scuola Media del C E I di Palermo, coordinati dalla Prof. Luigia Viscuso. Nel partecipare al Concorso FAI Scuola avevano scoperto e denunciato lo stato di degrado della statua del genio di Piazza Garraffo e dell'intero complesso marmoreo. Quel lavoro ha poi vinto il I° Premio del Concorso Nazionale FAI per la scuola 2009 e diventerà parte integrante di un testo di Storia dell'Arte delle edizioni Bulgarini di Firenze.
In quella occasione, grazie all'aiuto di diversi sponsor pubblici e privati, si era provveduto ad un intervento di pulizia, sistemazione e illuminazione della piazza, attraverso l'installazione di un riflettore che adesso le garantisce un certo decoro e, forse grazie a questo intervento, un attaccamento maggiore degli abitanti del quartiere. L'evento odierno ha come fine quello di continuare il percorso intrapreso: a questo scopo l'invito a partecipare è stato spedito alle Autorità competenti di tutti gli Enti locali preposti, nella speranza di un loro maggiore coinvolgimento.
PALERMU LU GRANDI : il Genio di piazza Garraffo e gli altri Geni della città di Palermo.
Per i Romani, il Genio era il protettore della famiglia, della casa, degli affari del suo protetto, era il nume tutelare delle persone, delle famiglie e del tipo umano che componeva la civitas. Il suo significato sociale era quello di nume tutelare di un luogo, cioè di un genius loci. Anche Palermo ha avuto il suo genius loci, un nume in forma di uomo dal corpo di giovane e dal volto di anziano, con la barba fluente, coronato, avvolto da un mantello, con un serpente che sembra mordergli o succhiargli il petto. Questa figura è densa di significati e compare in vari luoghi della città; Sul fronte occidentale di piazza Garraffo, a metà della via Argenteria, nel popolare quartiere della Vucciria, spicca una mostra marmorea con il Genio di Palermo nella nicchia centrale: è un Genio molto malridotto, eppure sovrastava una fontana murale già dalla fine del Quattrocento, che rendeva quella piazzetta una delle più belle di Palermo. La fontana murale fu sostituita nel 1698 da una fontana nel centro della piazza: è la stessa fontana che possiamo ammirare oggi lungo corso Vittorio Emanuele, in prossimità di piazza Marina. Dell' antica fontana murale con i suoi cinque grossi cannoli di bronzo non resta più nulla, solo la nicchia col suo Genio, dai Palermitani chiamato Palermu lu grandi, per distinguerlo dal più piccolo Genio coevo di palazzo delle Aquile. “Palermo il grande” lo sarà stato, perché ora è ridotto a un'ombra della sua grandezza, vittima di furti, di degrado e di abbandono.
Il FAI - Fondo per l'Ambiente Italiano nasce nel 1975, sull'esempio del National Trust inglese, da un'intuizione di Giulia Maria Mozzoni Crespi. Il suo scopo è recuperare e gestire per la collettività alcune testimonianze irripetibili dell'arte e della natura d'Italia ricevute in donazione, eredità o comodato. Attualmente sono 39 i Beni che appartengono alla Fondazione, di cui 18, dopo meticolosi restauri, regolarmente aperti al pubblico. Sono gli Aderenti la grande forza di questa Fondazione. A oggi sono 75.000, ma il FAI si prefigge l'obiettivo di raggiungere presto il numero di 100mila. Del resto motore di questo crescente impegno sono anche le 103 Delegazioni disseminate in 18 regioni italiane, ove 6.000 straordinari volontari offrono il loro tempo in diverse attività secondo l'attitudine di ciascuno.
Palazzo Rammacca, principesca dimora dei Gravina, prinicipi di Rammacca, occupava l'intero isolato da Piazza Garraffello fino alla retrostante via Terra delle Mosche. Nel vasto edificio evava sede nel 1617 l'Ufficio della Tavola, il Banco pubblico, istituito nel 1553, e poi trasferito al palazzo Pretorio. Il palazzo, oggi molto degradato, conserva la piccola corte da cui si diparte una inaspettata e spettacolare scala a pianta quadrata che si inerpica con brevi rampe per tutti i piani (tratto da: Palermo la città ritrovata - itinerari entro le mura di Adriana Chirco - Dario Flaccovio Editore).
14
dicembre 2009
Fai. Puntiamo i riflettori
14 dicembre 2009
incontro - conferenza
Location
FRANCESCO PANTALEONE ARTECONTEMPORANEA (sede chiusa)
Palermo, Piazzetta Garraffello, 25, (Palermo)
Palermo, Piazzetta Garraffello, 25, (Palermo)
Vernissage
14 Dicembre 2009, ore 18




