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Gianantonio Abate / Gianfranco Sergio
Mostre personali di Gianantonio Abate e Gianfranco Sergio a cura di Edoardo Di Mauro e Walter Vallini.
Comunicato stampa
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“AVANZI”
Nel 1984, in piena fase di Transvanguardia trionfante, per un gruppo di artisti operanti nel nord Italia, soprattutto in Lombardia, radunati attorno alla galleria del talent scout Luciano Inga Pin, da poco scomparso, si conia un’etichetta intrigante, quella di Nuovo Futurismo. Questi giovani autori riscoprono la tradizione della grande avanguardia storica italiana collegandosi elettivamente alla sua seconda fase, quella rappresentata da Balla e Depero, impegnata nella costruzione di un’estetica di massa. Autori come Plumcake, Innocente, Marco Lodola ed altri impiegano innovativi materiali plastici ed altri repertori di contemporaneità avanzata per costruire opere trasgressive e ludiche intrise di un’ironica epica metropolitana. Gianantonio Abate, che parteciperà alla Biennale veneziana del 1990, si distingue sin dall’inizio come uno degli esponenti più originali del gruppo, i cui componenti ad un certo punto seguiranno strade personali non i tutti i casi mantenendo intatta la forza delle origini, ed i suoi lavori ad oggi nulla hanno perso quanto ad intensità espressiva e capacità di ricerca ed innovazione. Il titolo della personale alla Fusion Art Gallery è significativamente “Avanzi”. Usando le parole dell’artista “Avanzi, residui e campioni di immagini e di un immaginario visivo. Il banchetto è finito e sono rimasti solo scarti da ricolorare, ricomporre, rimontare e ricontestualizzare… Ogni immagine è un luogo in cui sostare a metà strada…… Nulla nelle opere nasce per vivere a lungo, e nulla muore definitivamente”. In effetti il lavoro di Abate, in particolare a partire dalla metà degli anni ’90, può essere definito quello di un lungimirante “raccoglitore di immagini” nella caotica ed invasiva società della tecnologia avanzata, per dirla con MacLuhan. Nella civiltà dell’eterno presente dove l’immagine ha sostituito il logos Abate cerca, istituendo nessi e connessioni tra le cose, di ristabilire una chiave possibile di lettura dell’esistente.
Edoardo Di Mauro
“ALLACCIARE LE CINTURE”
Anche nel caso di Gianfranco Sergio abbiamo la presenza di un artista il cui esordio è collocato negli ‘anni 80. Infatti all’inizio di quel decennio un giovanissimo Sergio esordisce presso la storica galleria genovese di Rinaldo Rotta. Autore eclettico ma estremamente coerente da un punto di vista formale ed anche riguardo una precisa etica del lavoro, Gianfranco Sergio conosce un esordio prevalentemente pittorico con lavori sintonici alla corrente dei Nuovi Nuovi teorizzata da Renato Barilli, opere caratterizzate da un’astrazione organicista a campitura larga, poi mutata in icone puntiniste dove vengono tratteggiate sintetiche sagome umane od animali. La fase immediatamente successiva, a metà degli anni ’90, dopo un periodo in cui l’interesse si era spostato verso una sorta di repertorio della memoria in cui l’artista interveniva e assemblava oggetti del suo vissuto personale, è caratterizzata da un interesse verso lo stereotipo oggettuale da cui trae origine l’aeroplano presente in mostra ed alla quale dà il titolo, una struttura metallica ad incastri regolari evocanti le forme di un aereo di pionieristica fattura, come a voler indicare la sofferta pratica artigianale che sta dietro anche alle invenzioni più ardite e rivoluzionarie. La rimanente parte della mostra presenta lavori di pittura che testimoniano efficacemente l’ultimo periodo dell’artista, sancito di recente da un’antologica presso gli spazi di San Pietro in Atrio a Como, sua città di residenza dopo il trasferimento dalla Calabria. Le tele sono dapprima composizioni aniconiche dove compaiono ritmiche serie di coni rovesciati, poi si sviluppano lungo il sentiero di una figurazione gioiosa e barocca, in cui cunei, vortici e spirali si avvitano con procedimento ipotattico per giungere alle ultime prove dove il ritmo visivo si attenua a favore di un più regolare inquadramento prospettico e la rappresentazione di interni dal sapore metafisico.
Edoardo Di Mauro
Nel 1984, in piena fase di Transvanguardia trionfante, per un gruppo di artisti operanti nel nord Italia, soprattutto in Lombardia, radunati attorno alla galleria del talent scout Luciano Inga Pin, da poco scomparso, si conia un’etichetta intrigante, quella di Nuovo Futurismo. Questi giovani autori riscoprono la tradizione della grande avanguardia storica italiana collegandosi elettivamente alla sua seconda fase, quella rappresentata da Balla e Depero, impegnata nella costruzione di un’estetica di massa. Autori come Plumcake, Innocente, Marco Lodola ed altri impiegano innovativi materiali plastici ed altri repertori di contemporaneità avanzata per costruire opere trasgressive e ludiche intrise di un’ironica epica metropolitana. Gianantonio Abate, che parteciperà alla Biennale veneziana del 1990, si distingue sin dall’inizio come uno degli esponenti più originali del gruppo, i cui componenti ad un certo punto seguiranno strade personali non i tutti i casi mantenendo intatta la forza delle origini, ed i suoi lavori ad oggi nulla hanno perso quanto ad intensità espressiva e capacità di ricerca ed innovazione. Il titolo della personale alla Fusion Art Gallery è significativamente “Avanzi”. Usando le parole dell’artista “Avanzi, residui e campioni di immagini e di un immaginario visivo. Il banchetto è finito e sono rimasti solo scarti da ricolorare, ricomporre, rimontare e ricontestualizzare… Ogni immagine è un luogo in cui sostare a metà strada…… Nulla nelle opere nasce per vivere a lungo, e nulla muore definitivamente”. In effetti il lavoro di Abate, in particolare a partire dalla metà degli anni ’90, può essere definito quello di un lungimirante “raccoglitore di immagini” nella caotica ed invasiva società della tecnologia avanzata, per dirla con MacLuhan. Nella civiltà dell’eterno presente dove l’immagine ha sostituito il logos Abate cerca, istituendo nessi e connessioni tra le cose, di ristabilire una chiave possibile di lettura dell’esistente.
Edoardo Di Mauro
“ALLACCIARE LE CINTURE”
Anche nel caso di Gianfranco Sergio abbiamo la presenza di un artista il cui esordio è collocato negli ‘anni 80. Infatti all’inizio di quel decennio un giovanissimo Sergio esordisce presso la storica galleria genovese di Rinaldo Rotta. Autore eclettico ma estremamente coerente da un punto di vista formale ed anche riguardo una precisa etica del lavoro, Gianfranco Sergio conosce un esordio prevalentemente pittorico con lavori sintonici alla corrente dei Nuovi Nuovi teorizzata da Renato Barilli, opere caratterizzate da un’astrazione organicista a campitura larga, poi mutata in icone puntiniste dove vengono tratteggiate sintetiche sagome umane od animali. La fase immediatamente successiva, a metà degli anni ’90, dopo un periodo in cui l’interesse si era spostato verso una sorta di repertorio della memoria in cui l’artista interveniva e assemblava oggetti del suo vissuto personale, è caratterizzata da un interesse verso lo stereotipo oggettuale da cui trae origine l’aeroplano presente in mostra ed alla quale dà il titolo, una struttura metallica ad incastri regolari evocanti le forme di un aereo di pionieristica fattura, come a voler indicare la sofferta pratica artigianale che sta dietro anche alle invenzioni più ardite e rivoluzionarie. La rimanente parte della mostra presenta lavori di pittura che testimoniano efficacemente l’ultimo periodo dell’artista, sancito di recente da un’antologica presso gli spazi di San Pietro in Atrio a Como, sua città di residenza dopo il trasferimento dalla Calabria. Le tele sono dapprima composizioni aniconiche dove compaiono ritmiche serie di coni rovesciati, poi si sviluppano lungo il sentiero di una figurazione gioiosa e barocca, in cui cunei, vortici e spirali si avvitano con procedimento ipotattico per giungere alle ultime prove dove il ritmo visivo si attenua a favore di un più regolare inquadramento prospettico e la rappresentazione di interni dal sapore metafisico.
Edoardo Di Mauro
18
dicembre 2009
Gianantonio Abate / Gianfranco Sergio
Dal 18 dicembre 2009 al 09 febbraio 2010
arte contemporanea
Location
FUSION ART GALLERY
Torino, Piazza Amedeo Peyron, 9G, (Torino)
Torino, Piazza Amedeo Peyron, 9G, (Torino)
Orario di apertura
martedì, giovedì e venerdì 16.30 – 19.30 o su appuntamento
Vernissage
18 Dicembre 2009, dalle 19 alle 23
Autore
Curatore




