Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Emilio Pian – Senza
La personale allestita a casa dei Carraresi mostra il percorso creativo di Emilio Pian seguendo gli ultimi quindici anni della sua ricerca artistica. Un nutrito corpus di lavori delinea l’esposizione, intitolata Senza e curata da Marcello Carriero e Carlo Sala. Nel titolo, il riferimento alla volontà di esprimere una ricerca che non tende a referenti oggettivi, ma a sentori contemporanei, senza mai svilirsi nelle facili e appariscenti narrazioni dell’arte odierna.
Comunicato stampa
Condividi l'evento
La personale allestita a casa dei Carraresi mostra il percorso creativo di Emilio Pian seguendo gli ultimi quindici anni della sua ricerca artistica. Un nutrito corpus di lavori delinea l'esposizione, intitolata Senza e curata da Marcello Carriero e Carlo Sala. Nel titolo, il riferimento alla volontà di esprimere una ricerca che non tende a referenti oggettivi, ma a sentori contemporanei, senza mai svilirsi nelle facili e appariscenti narrazioni dell’arte odierna.
Si parte da lavori vicini alle poetiche informali, che lo portano a creare un peculiare linguaggio espressivo, dove esplosione segnica e cromatica sono fondamentali.
A seguire troviamo opere materiche che si potrebbero definire come “sculture dinamiche”, in cui la bidimensionalità è stata superata, per toccare esiti tridimensionali. “Dipinti/scultura” che sporgono da più lati, conferendo una grande valenza allo spazio, inteso come concetto astratto, ma anche cifra concreta del rapporto intrinseco tra fruitore e opera d’arte, per creare continue relazionalità.
Anche i materiali assumo una valenza connotante: vengono utilizzati in particolare l’alluminio, il ferro, il piombo e l’ottone. Materiali non tradizionali, ma particolarmente attinenti alla sua sensibilità di artista contemporaneo, vicino alle istanze del suo tempo. Materie che si configurano come medium per esprimere le istanze creative dell’artista. La derivazione industriale di queste, porta ad una semplificazione formale delle opere. Al contrario, la trama della ricerca linguistica si fa sempre più articolata. Un esprimere, attraverso i suoi lavori, stati d’animo, emozioni e riflessioni. Trasporre sulla materia i moti più profondi e interiori del pensiero e della coscienza.
Lasciata la componente materica, ci troviamo immersi nei cromatismi pittorici di Emilio Pian. Questi lavori pur essendo esteticamente molto diversi dalle opere scultoree, presentano alcune linee di continuità. Un sottile filo rosso li unisce, perché anche nelle tecniche miste, vi è la contaminazione del materiale industriale, mediante gli interventi con delle particolari resine.
Inoltre, in entrambe le espressioni si ritrova la riflessione circa la composizione, all’apparenza molto semplificata, ma che in realtà cela una attenta meditazione sulle volumetrie e sui rapporti spaziali. Sia nelle sculture tridimensionali che nelle campiture pittoriche, viene realizzato un sapiente uso di vuoti e pieni visivi.
In queste ultime si dipanano delle esigenze che vanno ben oltre la negazione dell’elemento iconico, in una riflessione sulla componente soggettiva che nella pratica odierna solitamente viene estromessa da una pressante oggettivizzazione fine a sé stessa.
Tra la parte scultorea e quella pittorica, si crea dunque un rapporto di evidente complementarietà. Esse sono il mezzo per far emergere, da un lato, gli aspetti riflessivi e la capacità di calibrare tutto tramite l’intelletto, dall’altro il dar voce all’espressione emotiva. Una condizione in cui l’artista si riappropria della sua essenziale centralità, in una sorta di nuova interiorizzazione del fenomeno artistico, per giungere ad una linea espressiva che trascende la dogmatica.
In occasione dell’esposizione di Treviso, verrà pubblicato un ampio catalogo che documenta il percorso di Emilio Pian, con testi di Marcello Carriero, Carlo Sala e Chiara Tavella.
Emilio Pian – note biografiche
Nato a Roma risiede a Zero Branco (Treviso).
Frequenta il liceo artistico, si trasferisce nel trevigiano dove risiede tuttora. Fin da giovanissimo ha elaborato un proprio linguaggio espressivo nell’ambito dell’informale, costruendosi un sistema di segni, che traduce sulla carta e sulla tela le emozioni più segrete e le riflessioni sulla quotidianità e sulla storia. Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive.
10
luglio 2009
Emilio Pian – Senza
Dal 10 luglio al 04 agosto 2009
arte contemporanea
Location
CA’ DEI CARRARESI
Treviso, Via Palestro, 33, (Treviso)
Treviso, Via Palestro, 33, (Treviso)
Orario di apertura
Dal lunedì al giovedì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20, venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 22.
Vernissage
10 Luglio 2009, ore 19
Autore
Curatore




