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L’apripista era stato Santiago Sierra che nel 2010 aveva rifiutato il Premio Nazionale delle Arti del Ministero della cultura spagnolo, che ogni anno assegna 30mila euro all’artista selezionato. Ora è Mario Vargas Llosa, Nobel per la letteratura nel 2010, a rifiutare una presidenza ad honorem all’Istituto Cervantes, già offertagli nel 1996 da Aznar. La stampa spagnola riporta che nella lettera di rinuncia di Vargas Llosa indirizzata al premier Mariano Rajoy vi sarebbe comunque riportata la disponibilità ad accettare di collaborare con la prestigiosa istituzione di cultura spagnola. Ma non chiaro perché lo scrittore abbia rifiutato un incarico di pura rappresentanza, senza funzioni esecutive. Netta, invece, la posizione di Sierra, artista spagnolo tornato a Madrid dopo alcuni anni passati in Messico, da sempre “contro” e impegnato nelle lotte sociali, aveva lanciato un chiaro messaggio. In un momento di crisi dell’arte e di mancate sovvenzioni ai giovani che hanno necessità di fondi per i propri progetti, il rifiuto esprimeva la radicale protesta nei confronti della gestione culturale spagnola. Ora la lettera di rinuncia è alla Prometeo Gallery e aspetta di essere venduta per devolvere, su volontà dell’artista, il ricavato in beneficenza. (m.b.)














