27 gennaio 2012

Big Ben come il Colosseo, tra restauri “non necessari” e ipotesi di vendita

 

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Il Colosseo cade a pezzi? Beh, se vi può consolare sembra che anche il Big Ben non se la passi tanto meglio. E mentre a Roma c’era chi provava a vendere l’anfiteatro agli americani (roba da Alberto Sordi), a Londra pare si stia pensando di vendere il simbolo dell’Inghilterra a Russia o Cina per pagare i lavori di un restauro davvero troppo oneroso. L’intero rifacimento costerebbe circa un miliardo di sterline, l’equivalente dell’intero valore di tutto l’edificio. Una cifra impossibile da stanziare in un momento di crisi economica e pesanti tagli al bilancio dello stato anche nel Regno Unito.  John Burland, dell’Imperial College, che dovrebbe essere a capo dei lavori di restauro dell’edificio, in un’intervista alla BBC afferma che non vi è alcun pericolo, e che le opere di consolidamento partiranno non prima del 2020. Eppure i problemi alla torre paiono non essere solamente strutturali: l’impianto di riscaldamento, le cui caldaie risalgono alla seconda guerra mondiale, è a rischio collasso e, dulcis in fundo, nell’edificio è presente amianto, materiale altamente pericoloso, che dovrebbe essere smaltito. In tutti i modi viene da chiedersi se l’Inghilterra non abbia un suo Della Valle disposto a mediare tra la Russia e il governo britannico. (m.b.)

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