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Un progetto sostenibile sul territorio urbano, promosso dall’Assessorato alla cultura del comune. É da queste basi che nasce Kart -Arte in Connessione-, il nuovo polo culturale di Faenza, raccogliendo tutte le eccellenze cittadine, prima tra tutte il Museo Internazionale delle Ceramiche, il Museo Carlo Zauli e l’Isia (Istituto Superiore per le Industrie Artistiche) per poter continuare l’approccio contemporaneo alle arti visive iniziato con il Festival Contemporary. Ma ci sarà spazio anche per architettura, danza, teatro, musica e nuovi media.
«Vogliamo continuare a lavorare con forza sul tema della contemporaneità. Quindi abbiamo pensato, quest’anno, di raccogliere in un unico cartellone le esperienze già vive in città e di valorizzarle in modo che l’arte contemporanea possa essere fruita 360 giorni all’anno» ha dichiarato l’Assessore Massimo Isola.
Una programmazione di un anno che inizia stasera, alle 18.00 a Palazzo delle Esposizioni, con la seconda edizione di “Nuovo” a cura di Marco Samorè, artista e responsabile di Tesco con la collaborazione dell’Isia. Fino all’1 aprile mostre, concerti, laboratori, tavole rotonde e conferenze per dare spazio e visibilità ad artisti multidisciplinari e a diverse realtà italiane impegnate sul contemporaneo e riconosciute a livello internazionale.
passando dal design, alla musica, alle arti visive.
“Diffusioni” è il progetto curato da Andrea Pedna e Francesco Visi diviso in tre seminari (28-29 aprile, 26-27 maggio, 23-24 giugno) tenuti da professionisti del settore che esplorano la riflessione sul significato di “vedere e sentire”. Per il 12 maggio invece sono previsti i festeggiamenti per il decimo anniversario del museo Museo Carlo Zauli. Una giornata in cui si parlerà dei risultati e del lavoro degli ultimi anni alla quale parteciperanno, tra gli altri, Flaminio Gualdoni, Marco Tagliafierro e Matteo Zauli. Ad ottobre inoltre il Museo Zauli inaugura la mostra finale di due anni di residenze d’artista con opere di Salvatore Arancio, Folkert de Jong, Christian Frosi, Diego Perrone, Giovanni Giaretta, Davide Valenti.
E poi “Privato”, dal 4 al 24 giugno, una mostra alla Galleria Molinella che intende esplorare i rapporti tra architettura e l’abitare contemporaneo e “Wam- Where Art Moves”,dal 4 al 7 luglio, rassegna che si propone l’obiettivo di alfabetizzare il pubblico sui linguaggi del teatro e della danza contemporanea attraverso spettacoli e workshop, per chiudere a ottobre con la Giornata del Contemporaneo (il 6), con il Museo delle ceramiche che curerà la “Settimana del Contemporaneo”. Due mostre dove saranno visibili, tra gli altri, pezzi di Chiara Lecca e Silvia Camporesi in un percorso che prende in esame il rapporto dell’arte con le stesse istituzioni museali. Insomma Faenza non si lascia andare alla nostalgia del “Contemporary” ma anzi, continua ad alimentarlo come linfa necessaria per la vita della comunità.














