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Giovanna Caimmi – Assenza di Gravità / Why Style – Dirt dont hurt
Giovanna Caimmi con la sua visione “virata” del mondo reale e Why Style con la loro installazione di frigoriferi e mistero
Comunicato stampa
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Giovanna Caimmi con la sua visione “virata” del mondo reale. Una prima personale a Roma per raccontare alcune urgenze sociali nel filtro estetico di un viaggio sospeso e sensoriale.
Why Style con la loro installazione di frigoriferi e mistero. La Romberg, visto il consenso del pubblico, ha deciso di prolungare la vetrina firmata dal collettivo romano. I cinque membri di Why Style sono anche protagonisti di SCALA MERCALLI, la grande mostra sulla Street Art Italiana che in questi giorni si potrà vedere presso l’Auditorium di Roma.
Giovanna Caimmi
“Assenza di Gravità” indica un momento di sospensione morale, la noncuranza invisibile per il dramma altrui, l’istante interiore in cui le vicende esterne scivolano via, come se non avessero peso etico e la gravità assente le conducesse fuori dal centro dell’umanità.
Giovanna Caimmi ci racconta l’immigrazione clandestina, la tragedia degli sbarchi, la paura del razzismo, le fobie populiste che attanagliano la nostra società. Ma lo fa con la qualità poetica del modus estetico più trasversale, attraverso dieci fotopitture su carta da lucido, una scultura in ceramica bianca e un video. La scultura “Maramao non muore mai” rappresenta una barca di scafisti in cui gli “ospiti paganti” compaiono in modo abbozzato, come fantasmi che vengono traghettati nell’indistinto, alla deriva morale in un mondo dove l’indifferenza sommerge i singoli. Le fotopitture diventano il completamento narrativo che circonda la barca come fosse terraferma da indagare, un luogo mentale dove la vita “normale” ha qualcosa di sospeso. Il video si intitola “I Movimenti di Alice: Espansione” e completa il percorso con un incrocio di emozioni: la recita fiabesca di un uomo, le immagini di una nave speronata, i gesti giocosi di una bambina sulla sabbia, una visione contemporanea del Pan, quattro momenti e molteplici dettagli per una videoavventura dal metabolismo pittorico.
Come racconta l’artista: “Arrivano da lontano e li vediamo in lontananza, sempre se li vediamo, se non sono trasparenti. Ma nella loro vita di periferie, di ‘Botte da orbi’, di inconsce cerimonie che diventano come ‘Barbeque du pont neuf’, di porte da attraversare inconsciamente rituali, città vuote con palazzi rasi al suolo, la presenza del mito attraversa una socialità ancora selvatica. E' la presenza di Pan, o l'assenza del giudizio, l'assenza di bene e male, in una vitalità che esperisce emozionata in prima persona, come a noi non capita mai. Loro sono il ‘Transito’. Loro sono i margini del sociale.”
Le fotopitture hanno un viraggio verde che ne alza la temperatura emotiva mentre le immerge in una sospensione gustosa dai confini alieni. Una sola, quella che riprende il tema della barca, si disseta con una densa attrazione per il bianconero modulato. Dalle fotopitture al video, c’è una complessità elaborativa che immerge lo spettatore in un viaggio circolare, un’esperienza narrativa che lega i mezzi lungo le forme del progetto. Superfici, colori e linguaggi si mettono in azione centripeta, mostrando i lati nascosti del proprio essere, le angolazioni poetiche dietro il dettaglio, il legame tra generi e interpretazioni. Un viaggio che coinvolge i sensi e ci lascia con l’interrogativo di cui abbiamo bisogno.
Why Style
E’ un progetto collettivo che raccoglie assieme le anime di cinque autori: Joe, Nico, Pane, Scarful, Stand. Le loro storie partono negli anni Novanta, quando singolarmente sono stati tra i protagonisti delle prime crew di writer romani (quattro di loro, ad eccezione di Scarful, si riunivano sotto il nome TRV-The Riot Vandals). Erano gli anni in cui le migliori superfici creative conducevano ai vagoni della metropolitana ma anche ai frammenti ancora “originali” della città non solo notturna. Dopo quel periodo “invasivo” nasce il progetto Why Style: evoluzione necessaria della street art storica e del classico writing, secondo una molteplicità di linguaggi dalla forma combinatoria e creativamente ibrida. Il loro è un approccio a doppio binario: unire le peculiarità stilistiche di ognuno senza far perdere l’identità che i singoli sanno esprimere. Per tale ragione firmano assieme i progetti per Why Style mentre alimentano l’attività individuale, elaborando codici e formule visive che masticano le matrici generazionali e i molteplici ambiti di appartenenza culturale.
www.whystyle.com
www.scalamercalli.it
Why Style con la loro installazione di frigoriferi e mistero. La Romberg, visto il consenso del pubblico, ha deciso di prolungare la vetrina firmata dal collettivo romano. I cinque membri di Why Style sono anche protagonisti di SCALA MERCALLI, la grande mostra sulla Street Art Italiana che in questi giorni si potrà vedere presso l’Auditorium di Roma.
Giovanna Caimmi
“Assenza di Gravità” indica un momento di sospensione morale, la noncuranza invisibile per il dramma altrui, l’istante interiore in cui le vicende esterne scivolano via, come se non avessero peso etico e la gravità assente le conducesse fuori dal centro dell’umanità.
Giovanna Caimmi ci racconta l’immigrazione clandestina, la tragedia degli sbarchi, la paura del razzismo, le fobie populiste che attanagliano la nostra società. Ma lo fa con la qualità poetica del modus estetico più trasversale, attraverso dieci fotopitture su carta da lucido, una scultura in ceramica bianca e un video. La scultura “Maramao non muore mai” rappresenta una barca di scafisti in cui gli “ospiti paganti” compaiono in modo abbozzato, come fantasmi che vengono traghettati nell’indistinto, alla deriva morale in un mondo dove l’indifferenza sommerge i singoli. Le fotopitture diventano il completamento narrativo che circonda la barca come fosse terraferma da indagare, un luogo mentale dove la vita “normale” ha qualcosa di sospeso. Il video si intitola “I Movimenti di Alice: Espansione” e completa il percorso con un incrocio di emozioni: la recita fiabesca di un uomo, le immagini di una nave speronata, i gesti giocosi di una bambina sulla sabbia, una visione contemporanea del Pan, quattro momenti e molteplici dettagli per una videoavventura dal metabolismo pittorico.
Come racconta l’artista: “Arrivano da lontano e li vediamo in lontananza, sempre se li vediamo, se non sono trasparenti. Ma nella loro vita di periferie, di ‘Botte da orbi’, di inconsce cerimonie che diventano come ‘Barbeque du pont neuf’, di porte da attraversare inconsciamente rituali, città vuote con palazzi rasi al suolo, la presenza del mito attraversa una socialità ancora selvatica. E' la presenza di Pan, o l'assenza del giudizio, l'assenza di bene e male, in una vitalità che esperisce emozionata in prima persona, come a noi non capita mai. Loro sono il ‘Transito’. Loro sono i margini del sociale.”
Le fotopitture hanno un viraggio verde che ne alza la temperatura emotiva mentre le immerge in una sospensione gustosa dai confini alieni. Una sola, quella che riprende il tema della barca, si disseta con una densa attrazione per il bianconero modulato. Dalle fotopitture al video, c’è una complessità elaborativa che immerge lo spettatore in un viaggio circolare, un’esperienza narrativa che lega i mezzi lungo le forme del progetto. Superfici, colori e linguaggi si mettono in azione centripeta, mostrando i lati nascosti del proprio essere, le angolazioni poetiche dietro il dettaglio, il legame tra generi e interpretazioni. Un viaggio che coinvolge i sensi e ci lascia con l’interrogativo di cui abbiamo bisogno.
Why Style
E’ un progetto collettivo che raccoglie assieme le anime di cinque autori: Joe, Nico, Pane, Scarful, Stand. Le loro storie partono negli anni Novanta, quando singolarmente sono stati tra i protagonisti delle prime crew di writer romani (quattro di loro, ad eccezione di Scarful, si riunivano sotto il nome TRV-The Riot Vandals). Erano gli anni in cui le migliori superfici creative conducevano ai vagoni della metropolitana ma anche ai frammenti ancora “originali” della città non solo notturna. Dopo quel periodo “invasivo” nasce il progetto Why Style: evoluzione necessaria della street art storica e del classico writing, secondo una molteplicità di linguaggi dalla forma combinatoria e creativamente ibrida. Il loro è un approccio a doppio binario: unire le peculiarità stilistiche di ognuno senza far perdere l’identità che i singoli sanno esprimere. Per tale ragione firmano assieme i progetti per Why Style mentre alimentano l’attività individuale, elaborando codici e formule visive che masticano le matrici generazionali e i molteplici ambiti di appartenenza culturale.
www.whystyle.com
www.scalamercalli.it
12
giugno 2008
Giovanna Caimmi – Assenza di Gravità / Why Style – Dirt dont hurt
Dal 12 giugno al 31 luglio 2008
arte moderna e contemporanea
Location
ROMBERG ARTE CONTEMPORANEA
Latina, Viale Le Corbusier, (Latina)
Latina, Viale Le Corbusier, (Latina)
Orario di apertura
da martedì a sabato 15-20, lunedì e mattino solo su appuntamento
Vernissage
12 Giugno 2008, ore 19
Autore
Curatore




