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C’è una possibilità su tre che L’Urlo di Munch venga battuto, mercoledì sera, per 150-200 milioni di dollari e ci sono due possibilità su tre che diventi il pastello più costoso della storia, superando Nudo, foglie verdi e busto di Picasso, battuto in asta di Christie’s, due anni fa, per 106 milioni di dollari.
Chi comprerà L’Urlo? Due su cinque indicano un russo, una possibilità su tre è che sia un europeo e una su quattro un americano.
Lo dice Ladbrokes, la catena di scommesse britannica, che ha analizzato il probabile destino dell’immagine più riconoscibile nella storia dell’arte dopo la Monna Lisa.
E anche se l’arte non è proprio il campo di Ladbrokers, Jessica Bridge, portavoce dell’azienda, ha detto che i bookmakers «applicano la stesse formule matematiche e gli algoritmi che si usano per il calcio o l’hockey».
Ma la stagione non sarà bollente di solo Munch ma anche di Rothko, Picasso, Warhol, un po’ da Christie’s, un po’ da Phillips de Pury. Tutti all’asta ora. Merito delle coincidenze, ma soprattutto della voglia di incassare quattrini dai nuovi collezionisti straordinariamente ricchi della Russia, del bacino asiatico e del Medio Oriente. «Ci sono due mercati: il mercato regolare per il collezionista medio e il super-market delle icone globali, che è alimentato dal nuovo ricco. Un gruppo che ormai corre verso la cima del collezionismo mondiale», spiega Tobias Meyer di Sotheby’s Contemporary.
Brett Gorvy di Christie’s dice che i nuovi acquirenti «hanno gusti conservatori, ma vogliono la qualità, virtuosismo tecnico, la bellezza e il colore». Da qui a puntare ai grandi classici il passo è breve.
E mentre le differenze tra masterpiece del secondo dopoguerra e contemporanei si sentono nelle aste di Christie’s e Sotheby’s, alcuni storici dell’arte hanno deriso le previsioni dei prezzi astronomici per L’Urlo: chi compra avrà un’assicurazione pesantissima, per non parlare della sicurezza. A meno che non si tratti di un museo. Negli scorsi giorni centinaia e centinaia di persone hanno affollato la sede di Sotheby’s di Londra dove il dipinto era stato esposto prima del suo sbarco a New York, che ha deciso di non aprire le porte per la sua visione pre-vendita. Vedrà chi parteciperà all’incanto, tutti gli altri resteranno a bocca asciutta. E, come dice Mayer, «Il mistero è nel momento. O le persone sono in vena di puntare, o non lo sono». Anche se di certo non ci si attendono flop.













