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Tempo fa una pubblicità legata all’Iphone recitava: «C’è un’APP per tutto». Ne possiamo essere certi, visto che oggi, anche quelli che sembravano prototipi di indagine, diventano realtà imprenditoriali a tutti gli effetti. È il caso di InformAmuse, società composta da 7 ingegneri, un avvocato e un esperto di marketing che, costituitisi come team di ricerca spin-off dell’università di Palermo oggi si confrontano con il mercato. «Qualche anno negli Stati Uniti mi ha aiutato a capire che gli aiuti statali non fanno crescere in modo sano un’azienda, anche se la mentalità nel Sud e in Italia in genere è di tutt’altro genere» afferma Antonio Gentile, fondatore, ceo e socio di maggioranza di InformAmuse, che ha vinto anche il “Premio StartCup Palermo” nel 2009, e che attualmente ha la sua sede all’interno di ARCA, centro di contatto con l’impresa attraverso le quali sono nate le collaborazioni con l’Officina per le Arti e il Consorzio Ticonzero. «La vocazione di tutto il team è di realizzare prodotti informativi e informatici finalizzati alla fruizione del patrimonio culturale e ambientale della Sicilia» ricorda la squadra di Gentile. Che dopo una serie di APP per Vinitaly, dedicati alle produzioni siciliane, ha siglato un accordo con la Würth, che ha sponsorizzato lo sviluppo della app iPalatina, dedicata alla Cappella Palatina di Palermo. «Un capolavoro artistico che è stato restaurato dalla Fondazione del mecenate tedesco Reinhold Würth. Attraverso un contatto, siamo riusciti ad arrivare a lui. Siamo andati in Germania a presentare il progetto: una App che si comporta come se fosse utilizzata su un dispositivo mobile, per esempio su un iPhone, ma si vede su grandi schermi. L’idea è piaciuta subito ed è stata finanziata».
E ancora la APP sviluppata in collaborazione con il Comune di Mussomeli, una guida mobile e multimediale per il Castello Manfredonico di Mussomeli: «Abbiamo fatto tutto in autofinanziamento: oggi, il Castello è visitato da 20mila turisti l’anno» ricorda Gentile. E ancora, sul finire del 2011 “Streating”, un’APP per un tour del cibo a Palermo, pensata per orientare il visitatore tra pane, panelle e cannoli. Dalla settimana scorsa è invece scaricabile l’ultima creatura realizzata per il Museo Diocesano di Monreale, in occasione della presentazione delle opere restaurate dal Laboratorio delle arti decorative dei Musei Vaticani, da cui provengono. Pensata per accompagnare il percorso espositivo, sarà gratis sull’App Store sino alla fine della mostra. Dulcis in fundo, anche se non legata al gruppo siciliano, annunciamo la nascita di un’APP tutta dedicata all’imminente Basilea, per scoprire oltre alla fiera, tutti gli eventi, le mostre, i premi, Musei, Fondazioni, spettacoli, vita notturna, ristoranti e negozi nella città svizzera. Un fatturato, quello delle applicazioni per smartphone, che solo in Italia vale circa 78 milioni di euro l’anno anche se gli esperti assicurano che al giro di boa del 2012-13 l’incremento sarà verso cifre molto più elevate.
E ancora la APP sviluppata in collaborazione con il Comune di Mussomeli, una guida mobile e multimediale per il Castello Manfredonico di Mussomeli: «Abbiamo fatto tutto in autofinanziamento: oggi, il Castello è visitato da 20mila turisti l’anno» ricorda Gentile. E ancora, sul finire del 2011 “Streating”, un’APP per un tour del cibo a Palermo, pensata per orientare il visitatore tra pane, panelle e cannoli. Dalla settimana scorsa è invece scaricabile l’ultima creatura realizzata per il Museo Diocesano di Monreale, in occasione della presentazione delle opere restaurate dal Laboratorio delle arti decorative dei Musei Vaticani, da cui provengono. Pensata per accompagnare il percorso espositivo, sarà gratis sull’App Store sino alla fine della mostra. Dulcis in fundo, anche se non legata al gruppo siciliano, annunciamo la nascita di un’APP tutta dedicata all’imminente Basilea, per scoprire oltre alla fiera, tutti gli eventi, le mostre, i premi, Musei, Fondazioni, spettacoli, vita notturna, ristoranti e negozi nella città svizzera. Un fatturato, quello delle applicazioni per smartphone, che solo in Italia vale circa 78 milioni di euro l’anno anche se gli esperti assicurano che al giro di boa del 2012-13 l’incremento sarà verso cifre molto più elevate.













