Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Certo, forse avrete già indovinato: si tratta di Tino Sehgal, che da domani e fino al prossimo 28 ottobre sarà il nuovo artista che andrà ad alimentare la fila di star partecipanti al progetto Unilever, giunto alla sua 13esima edizione. Cosa possiamo dirvi? Beh, innanzitutto che si tratta di un progetto top-secret, ma che l’attesa a Londra è parecchia, ma come di consueto si parla di quelle che sono state le performance coordinate della trascorsa carriera dell’artista, portato nel 2008 anche a Villa Belgiojoso di Milano, grazie alla Fondazione Trussardi, anche perché l’artista-fenomeno non rivelerà nulla del suo pezzo fino al momento dell’apertura. L’happening si intitolerà “Tino Sehgal 2012” e ciò che è passato ai media è che l’artista in questi giorni ha condotto una serie di workshop aperti al pubblico «per provare cose, intrattenendo la gente un po’ e familiarizzare con il pezzo» come ha riportato l’artista. Anche se è fuori discussione che questo workshop sia l’ennesimo specchietto per le allodole, come a far sembrare che i performer che prendereranno parte allo spettacolo siano presi dal pubblico “addestrato”. Si, forse qualcuno finirà in mostra. Ma di più non si può dire, e allora si può dire che Asad Raza, è il produttore-manager incaricato di trovare gli interpreti delle azioni firmate Sehgal, che oltre all’ottima capacità performativa devono avere anche la resistenza di durare per otto ore, quando non di più, nell’esibizione. Che hai una serie di turni, certo, che ma prosegue ininterrotta come un loop, come un vero tableau vivant che ci interroga e che si pone allo stesso tempo alla nostra mercé senza orari stabiliti, in continuo. Permettendo all’artista che ha studiato danza ed economia anche di prendere le distanze dal suo stesso progetto: «Quando si affida qualcosa a un interprete è impossibile mantenere il controllo totale nelle sue azioni: il gioco è nelle sue mani». Non resta che aspettare poco più di 24 ore per scoprire cosa ha riservato stavolta per il mondo dell’arte il ragazzo che rifiuta la produzione, ma i cui lavori valgono cifre a sei zeri.














E’ capitato a diversi, ora è il suo turno nell’essere l’artista più sopravvalutato in circolazione. Lo aspettiamo al varco, quando comincerà pure lui a produrre foto o quadretti.