Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Per chi fosse a New York si tratta di un appuntamento piuttosto imperdibile, anche perché è diverso tempo che Matthew Barney non calca la scena dell’arte, messosi in disparte e affiancando la compagna Bjork, occupandosi della famiglia e lasciando che un po’ di mistero avvolgesse la sua mitica figura di “demiurgo” del Post-Human. E invece domani Barney, con una lunga barba bianca un po’ da Santone un po’ da unno, torna dal vivo, alla New York Public Library, a parlare di “Subliming Vessel”, la sua prima mostra di opere su carta.
In scena, in tutto, un centinaio di disegni che abbracciano la carriera dell’artista dalle origini fino ad oggi, comprendendo le opere della fine degli anni ’80 fino agli studi per il ciclo dei Cremaster e quelli relativi al nuovo progetto, River of fundament, ispirato ai racconti di Ancient Evening di Norma Mailer. E poi storyboard, video, bozzetti, fotografie, ritagli di giornale e libri utilizzati per mappare la struttura narrativa dei suoi progetti. Inoltre, per la mostra, l’artista ha selezionato alcuni oggetti provenienti dalle collezioni della Morgan Library come parte dei suoi “appunti”, sottolineando l’importanza della letteratura e il gioco mitologico nell’elaborazione delle sue storie. L’avvio, insomma, di un nuovo corso della carriera di Barney, che lo porterà in scena con la performance inedita Drawing Restraint, che esamina la relazione tra resistenza autoimposta e creatività. L’appuntamento, per chi potrà esserci, è alle 19, quando Barney apparirà di nuovo, supportato da Paul Holdengräber. Per tutti quelli che invece non potranno assistere all’avento, si potrà sempre ripiegare sul nuovo catalogo dell’artista, intitolato proprio “Subliming Vessel: The Drawings of Matthew Barney” e corredato di testi di Klaus Kertess, Roni Horn e dello psichiatra Adam Phillips,. Un ritorno forse poco chiassoso, ma forse più a la pàge.














