21 maggio 2013

Damien Hirst, Dan Perjovschi e Gerhard Richter. Tutti a Milano, sullo schermo dello Spazio Oberdan “Tra arte e cinema”

 

di

Damien Hirst, Spot Paintings, 1986, Tate Modern, London
Si comincia domani, in una maratona dalle 15 alle 21 che vedrà in scena un ritratto di Damien Hirst, artista, ma anche curatore e collezionista, che si racconta consegnandoci un inusuale autoritratto, impreziosito da fotografie e filmati originali provenienti dal suo archivio privato. É il film Thoughts, work, life, il primo del ciclo di proiezioni “Tra Arte e cinema”, che per quattro giorni occuperà la Sala Alda Merini dello Spazio Oberdan di Milano. Un “incontro” con gli artisti, in senso figurato, promosso dallo “Schermo dell’Arte”, che si pone all’interno del dibattito sul rapporto tra cinema e arte, con l’obiettivo  di mostrare come il medium cinematografico, così come la parola scritta, possa essere utilizzato per indagare e interpretare criticamente il mondo che ci circonda e il mondo delle arti visive contemporanee. Insieme a Hirst anche Opalka, con One Life, One Oeuvre, per la regia del polacco Andrzej Sapija: seguendo il filo rosso dei suoi Détail, il film monta in una serie di momenti l’unico radicale progetto avviato nel 1965 e interamente dedicato alla registrazione pittorica, fotografica e sonora dello scorrere del tempo, “dall’uno all’infinito”, che ha reso famoso l’artista a livello mondiale. E domani, nell’unica proiezione di questi quattro giorni di cinema dell’arte sarà in scena anche Olafur Eliasson, con Space is Process, dei danesi Henrik Lundø e Jacob Jørgensen, girato in occasione della retrospettiva del 2008 al MoMA di San Francisco e al P.S.1 di New York, quando Eliasson ha realizzato lo spettacolare progetto pubblico The New York City Waterfalls, costituito da quattro imponenti cascate d’acqua nell’East e nell’Hudson River. In ultimo un eccezionale documento sul pittore più quotato di tutti i tempi, Gerhard Richter: al lavoro nel suo studio, dialogando con lo stesso artista e seguendolo nei suoi colloqui con la gallerista newyorkese Marian Goodman e lo storico dell’arte Benjamin H.D. Buchloh, la regista tedesca Corinna Belz ci restituisce la dimensione dell’imponente lavoro del grande artista. Per tutte le info e gli orari di proiezione, www.oberdan.cinetecamilano.it

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