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Qualche tempo fa, ma si parla ormai del 2005, le sculture di Roy Lichtenstein avevano fatto la loro grande scena da Gagosian, a Londra. Pezzi che, in qualche modo, ma forse non così efficacemente, descrivevano la stagione pop dell’artista, i suoi “claim” più famosi, con il retino da stampa che diventava tridimensionale, e i suoi soggetti che prendevano una vita psichedelica. Realizzate per la maggior parte a partire dagli anni ’80 -nel 1979 gli viene commissionata la prima scultura pubblica, The Mermaid, per il Theatre for the Performing Arts di Miami Beach, quest’anno in laguna ci sarà anche il grande Pop artista, associato ad uno dei più immensi artisti italiani: Emilio Vedova. Un dialogo ancora misterioso, che si presenterà al pubblico il prossimo 27 maggio, ai Magazzini del Sale e allo spazio Vedova delle Zattere.
Le sculture di Lichtenstein saranno in dialogo con i …Cosiddetti Carnevali…del Maestro veneziano, in una mostra curata da Germano Celant, in collaborazione con Fabrizio Gazzarri, e promossa dalla Fondazione Emilio e Annabianca Vedova. Due nuove esposizioni con le quali l’istituzione prosegue il suo percorso di dialogo in parallelo tra l’opera di Vedova e quella dei maggiori protagonisti dell’arte contemporanea. Trait d’union o filo rosso? Forse la medesima epoca ma due appartenenze diverse, che si sono intrecciate ma che hanno prodotto risultati paradossalmente ad antipodi estetici. Un altro incontro per Vedova, che in occasione della prossima Biennale dialogherà anche con il Tintoretto, nel nuovo progetto espositivo della Scuola Grande di San Rocco. Per scoprire tutto appuntamento dal 28 maggio al 24 novembre. Un vero evento collaterale, of course.














