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Sarà la guest star del “Palazzo Enciclopedico” di Massimiliano Gioni, con una sezione organizzata all’interno dell’Arsenale che comprenderà qualcosa come 200 opere di oltre 30 artisti. Stiamo parlando di Cindy Sherman, la regina della fotografia contemporanea e delle poetiche, che sarà sostenuta, in questa grande operazione, dalla Pinacoteca Agnelli di Torino, in qualità di “donor”. «Ho sempre ammirato moltissimo la sua arte, il suo interesse per la trasformazione, il travestimento, la recitazione. Sapevo che era interessata all’outsider art, alla subcultura, temi che mi appassionano molto. Quando Massimiliano Gioni mi ha parlato del progetto che Cindy Sherman stava organizzando per la Biennale, sono rimasta colpita. Sento di seguire cosi la missione della Pinacoteca Agnelli legata al tema del collezionismo. Ho la sensazione che questa mostra possa essere la wunderkammer sempre sognata dall’artista» sono state le parole della Presidente della Pinacoteca, Ginevra Elkann. Un museo nel museo, dove la Sherman presenterà un corollario di opere e oggetti che da sempre hanno affascinato e sono entrati a far parte del suo lavoro. Bambole, pupazzi, manichini e idoli si mescoleranno a collezioni di fotografie, dipinti, sculture, decorazioni religiose e tele disegnate da carcerati che insieme compongono un teatro anatomico nel quale sperimentare e riflettere sul ruolo che le immagini hanno nella rappresentazione e percezione del sé. Ancora una volta un mega-autoritratto per interposta persona, un po’ come tutte le “attrici” e gli “attori”, che hanno preso corpo attraverso il corpo dell’artista da ormai oltre trent’anni a questa parte. E un “Padiglione Sherman” non poteva che essere pane per i denti del grande progetto “enciclopedico” del nostro Gioni.




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