Luciana, partiamo banali banali: qual è il tuo rapporto con l’arte?
È una passione che è nata col tempo. Io non sono proprio brava con le mani. Ma mi affascina la materia, tutto ciò che si può manipolare, costruire… Sai, quand’ero un’adolescente andavo sempre alla Biennale di Venezia. Per vedere le cose strane, particolari, che attiravano l’attenzione! Ovviamente non potevo comprare niente; non avevo nemmeno i soldi per il catalogo! È nato tutto così, da una passione.
E cosa mi dici della situazione attuale? Vai alle inaugurazioni, negli studi degli artisti, nelle gallerie e nei musei?
Io non sono un’esperta. Mi piace andare a vedere le mostre, andare dagli artisti. Ma non sono una presenzialista. Non vado a tutti i vernissage, tanto per farmi vedere. Piuttosto sono incuriosita dal lavoro dei giovani, non solo nell’arte, ma anche in letteratura, nel cinema. In fondo non sono campi così lontani l’uno dall’altro. Da un certo punto di vista si compensano reciprocamente. Però nella televisione, nel cinema e anche nel teatro ci sono più opportunità per i giovani, mentre nell’arte è diverso. Molti spazi chiudono, è tutto più difficile.
Cosa succede? Sei preoccupata?
Sì. Secondo me adesso arriva l’amministratore e ci ammazza!
Mi dicevi…
Ti dicevo, ci sono anche spazi off, spesso più interessanti, mentre le gallerie tendono a privilegiare sempre i soliti noti. E io intanto guardo, sbircio, compro qualcosina…
Cosa mi dici di “Non sono una santa”, la foto di Armida Gandini? Un ritratto splendido di una Luciana bambina.
L’ho comprata a un’edizione di Artissima, prima che Armida diventasse famosa. Non mi interessa “investire” nell’arte, ho un approccio diverso.
Senti, ma non ti starai mica inserendo nella scia delle collezioniste torinesi, insieme a Marella Agnelli e Patrizia Sandretto?
Noooo! La mia è una piccola collezione, per carità!
Quale ruolo ha Fabio Paris? È il tuo consulente?
Mmmm, Fabio non è un consulente. Ho comprato delle cose da lui, ma anche in altre gallerie. Un consulente non direi. Lui è un gallerista e io sono un suo cliente.
Cos’hai comprato ultimamente? E cosa ti piacerebbe avere?
Eh eh, ho comprato una foto di Araki! E poi mi piacerebbe… Come si chiama? Non mi ricordo… Quelle distese di neve bianchissima, con le figurine piccole, gli sciatori…
Walter Niedermayr? Ha fatto una personale recentemente al Museion di Bolzano…
Ecco, proprio lui. Mi piace molto. Mi sa che però è caro! In effetti, i lavori dei giovani dovrebbero essere più abbordabili, dico per i prezzi. Sennò non è arte fatta per altri giovani. I cd li puoi masterizzare se non hai i soldi! Ma con l’arte come fai?! Sarebbe bello se tutti potessero comprare dei lavori, che il mercato dell’arte non fosse rivolto solo ai ricchi…
Niente male… una vera teoria del mercato dell’arte. Ci saranno sviluppi?
Oddio, no! Nessuno sviluppo, che i galleristi torinesi stiano tranquilli!
bio: Luciana Littizzetto (Torino, 1964) è diplomata in pianoforte e laureata in lettere. Ha insegnato a lungo musica nelle scuole medie. Ha esordito nel mondo dello spettacolo negli anni ’90 e da allora ha collezionato partecipazioni esilaranti a programmi tv, ha intepretato film ed ha scritto libri. E’ attualmente una delle primissime attrici comiche italiane. Il suo ultimo film, Se devo essere sincera (di Davide Ferrario, 2004, con Luciana Littizzetto, Neri Marcorè, Dino Abbescia, Donatella Finocchiaro), è nelle sale dell’8 ottobre.
a cura di marco enrico giacomelli
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beh...forse proprio una santa ora non è più, ma la bambinetta nella foto in alto m'ispira fiducia e tenerezza. ah l'età dell'innocenza!
a proposito, simpatica questa iniziativa e anche quella scultura bianca del fiore, non so perché mi fa tornare dei déjà vu...