La nuova realtà espositiva prende vita grazie al premio “Impresa e Cultura” della Fondazione Peggy Guggenheim e per iniziativa della Fondazione Lungarotti, da anni dedita alla salvaguardia del patrimonio culturale ed artistico umbro. L’attrattiva del Museo risiede nella novità dell’impostazione espositiva: le sue dieci sale offrono un allaccio tra il passato ed il futuro dell’olivicoltura, in collaborazione con numerosi istituti di ricerca ed università italiane e straniere. La nuova struttura sorge all’interno delle mura cittadine, al posto di un antico frantoio, attivo fino a qualche decennio fa. Due i temi al centro del percorso museale: la presenza dell’olio nel quotidiano attraverso i secoli, e “l’olio come luce”. Da un lato dunque i manufatti che testimoniano l’utilizzo dell’olio nei settori più disparati (nell’alimentazione, nello sport, nella meccanica, nella cosmetica e nella medicina); dall’altro la vasta raccolta di lucerne d’epoca (dall’età preromana al 1800), usate per l’illuminazione d’ambienti domestici, religiosi e lavorativi. Saranno inoltre a disposizione del pubblico, strumenti multimediali per approfondimenti. Il Museo dell’Olivo e dell’Olio affiancherà così il già noto Museo umbro del Vino (altra creazione della Fondazione Lungarotti), che ogni anno apre le sue porte ad oltre 20.000 visitatori.
Germana Mudanò
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