L’esposizione vuole ripercorrere le più importanti tappe del “viaggio di Miozzo- versiliese d’adozione- dall’inizio degli anni trenta, sino all’ultimo capitolo creativo, attraverso quaranta opere dell’artista tra bronzi, terrecotte, gessi, dipinti e disegni.
L’arte di Miozzo si è sempre incentrata su un ampio percorso connesso alla luce e alla forma, alla ricerca di un nuovo linguaggio, che attraverso le sue opere scultoree e pittoriche, che lo ha presto inserito nelle correnti creative del Novecento a contatto con Lorenzo Viani, Arturo Martini, Martinetti, Carlo Carrà…
San Martino, il “santo cavaliere”, figura attualissima ancor oggi per quello che simboleggia, si configura con l’Artista medesimo e con ogni essere umano, socialmente impegnato per il suo prossimo.
Per l’occasione Ludovico Gierut, responsabile del progetto “Leonardesca” per il Centro Nazionale di Cultura e Spiritualità Frà Benedetto, presenta il suo volume intitolato “Il San Martino di Franco Miozzo” nel quale definisce l’artista:”Il respiro del Novecento versiliese”.
Ad arricchire il volume i commenti critici e culturali di Tommaso Paloscia, Dino Carlesi, Francio Jacques Mathieu e dell’On.le Carlo Carli, con varie testimonianze di storici, letterati, artisti.
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