Protagonisti dell’evento culturale sono Jean-Antoine Costantin e Francois-Marius Granet, i due maggiori pittori della Scuola di Aix e precorritori dell’Impressionismo, attraverso un’ampia rassegna di opere selezionate che seppur improntate al realismo storico e paesaggistico tipico dell’epoca, testimoniano gli originalissimi studi sulla luce e lo stretto legame con le opere di Cezanne, Monet e di molti altri artisti che diedero vita nei decenni successivi al movimento impressionista francese. La ricerca di un punto di vista nuovo che rompesse con l’immagine attesa, la ricerca “originale, spontanea e sincera, fu contemporanea a quella della luce come protagonista attraverso il colore caratteristica della pittura pre-impressionista. “ed effettivamente l’esigenza di rompere con la stanca eredità dell’ultimo classicismo ormai post-napoleonico, porta ad un modo globale di scelta del soggetto, del taglio, della luce, del colore: un anticipo di quello che poi, ad Impressionismo maturo, si indicherà come taglio fotografico confrontando (legittimamente) Degas con Cartier-Bresson”(dal catalogo)
Le opere esposte, circa cinquanta di cui sei collocate presso le sale di palazzo Graziani sede della Fondazione Cassa di Risparmio di perugia, documentano le diverse tecniche ( disegni, acquarelli, oli nei vari formati) e i luoghi dell’Umbria(Perugia e dintorni, Assisi…), di Roma e di altre parti d’Italia. Il tema predominante è quello del viaggio, l’atmosfera in cui operarono questi artisti è infatti quella letteraria-pittorica del Grand Tour, e del paesaggio. “Forse questi viaggi in paesi nuovi come l’Italia servivano proprio a ripartire da zero con la conoscenza non solo dei luoghi, ma del loro significato, del loro rapporto con il pittore: davvero in questo senso “solo…nel modo più naturale possibile”, per riprendere le parole di Venturi.” (dal catalogo).
Realizzata in collaborazione con il Musèe Granet di Aix en Provence l’eposizione è curata dall’Arch. Italo Insolera con il contributo scientifico di Denis Coutagne, Conservatore del Musèe Granet e di Bernard Terlay, Documentarista presso lo stesso Istituto.
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