La mostra curata da Luigi Cavadini propone un’ampia carrellata di più di 120 opere – originali e grafiche – selezionate nell’ambito delle Collezioni della città e in particolar modo all’interno del Lascito Jacometti. Attraverso di esse è stato possibile tracciare un itinerario nel mondo della figura lungo tutto il ‘900, ma anche individuare e documentare in modo puntuale autori che hanno lasciato un segno preciso nella produzione artistica del secolo.
Nel corso del ‘900 il ruolo e la presenza della figura nel mondo dell’arte hanno subìto rilevanti modificazioni. Gli artisti si sono posti di fronte all’uomo con atteggiamenti diversificati, ora tesi ad una rappresentazione che ne rivelasse nel modo più ampio i vari aspetti del visibile, ora rivolti in modo prevalente alla manifestazione dell’interiorità più che dell’esteriorità della figura.
Il titolo della mostra “Figure a confronto” indica il voler confrontare le riflessioni, sul tema, di molti artisti lungo tutto il Novecento attraverso le correnti e le avanguardie pittoriche che hanno caratterizzato il secolo appena trascorso.
L’esposizione si snoda dal cubismo all’informale e ha come estremi esemplari Picasso e Appel. Fra gli artisti documentati figurano maestri come Amiet, Baumeister, Bonnard, Chagall, Carrà, Derain, Dubuffet, Erni, Ernst, Giacometti, Guidi, Laurens, Leger, Jawlensky, Marini, Matisse, Mirò, Matta, Music, Ortega, Renoir, Zadkine, ognuno rappresentato da una o più opere.
Attraversando e segnalando, in una visuale europea, le esperienze delle avanguardie e i successivi “ritorni all’ordine”, la rassegna si sofferma poi in particolare, con un consistente numero di opere, su quattro maestri che, per il ruolo avuto nella storia dell’arte, possono essere assunti come riferimenti dei diversi percorsi lungo cui si è sviluppata l’arte europea: Pablo Picasso, Gino Severini, Massimo Campigli e Karel Appel. Il cubismo dell’artista spagnolo, il futurismo di Severini, il particolare “astrattismo figurativo” di Campigli e la visione di Appel che gioca tra presenza e assenza della figura, nel suo stravolgimento tra segno e colore, sollecitano il fruitore a confrontarsi con il problema – che ha segnato tutto il Novecento – di quali siano i confini entro cui si deve muovere l’arte di fronte al reale, mostrando anche come l’artista riesca ad esprimere sensazioni, sentimenti, messaggi anche violando i canoni tradizionali della rappresentazione. Gli approcci di questi artisti alla figura in particolare sono emblematici, nella singolarità di ciascuno, di momenti chiaramente individuabili della storia dell’arte e della società, e, nel loro insieme, della varietà di stimoli che hanno caratterizzato un intero secolo.
Nello spazio Sinopia della Pinacoteca è inoltre allestita una piccola ma raffinata esposizione di opere di Jean Arp.
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