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Fino al 06.XI.2016 | Pietro Guida. Racconto di un popolo di statue | Chiese rupestri Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci, Matera

di - 12 Settembre 2016
La coerenza richiede autorevolezza, decisione e polso. Il pensiero comporta delle scelte, anche radicali, a volte controcorrente. Lo sa bene Pietro Guida che da oltre settant’anni solca la scena dell’arte sospeso tra leggerezza dell’essere e gravitas classica, perseguendo con tenacia la vocazione narrativa dell’arte, consapevole di essere l’ultimo testimone di una storia che a tanti, forse troppi, sembra definitivamente conclusa, oramai superata.
Alla sua maniera, imperitura e tenace, rende omaggio la personale “Racconto di un popolo di statue” (catalogo Barile Editore) curata da Tommaso Strinati e allestita a Matera, nei frammentati spazi delle chiese rupestri della Madonna delle Virtù e di San Nicola dei Greci, nell’ambito della XXIX rassegna di scultura contemporanea “Le Grandi mostre nei Sassi”, promossa dallo storico Circolo la Scaletta, attualmente diretto da Vito Focaccia.
Campano di nascita ma pugliese d’adozione, Pietro Guida racconta la sua vicenda artistica attraverso quarantuno sculture capaci di testimoniare più di mezzo secolo di storia, oltre a tutte le possibili tecniche plastiche, dal tutto tondo allo stiacciato. Poche opere di piccole dimensioni e molti gruppi a grandezza umana compongono una mostra coinvolgente, in cui lo spettatore diviene parte integrante di un racconto granitico. Cronologicamente si parte con il 1947, anno di esecuzione dei due ritratti maschili risalenti all’epoca dell’adesione al Gruppo Sud, prima del trasferimento in Puglia, e si giunge al 2016 di Pigmalione, alla sua prima esposizione, rivelatore di una recente intenzione dell’artista: centrare la rappresentazione sull’evento culminante, eliminando dalla scena ogni elemento accessorio.

Efficace e ben congeniato l’allestimento. Le opere si giovano di un rapporto simbiotico con lo spazio, quasi una continuità materica, al punto da sembrare il frutto di autogenesi, filiazioni dei muri circostanti. Molteplici anche i temi trattati, si spazia dalle riprese mitologiche di Minotauro e la fanciulla, a quelle veterotestamentarie di Salomè con la testa del Battista, da soggetti sportivi come Salto ad ostacoli a scene popolari come Cicirinella, indicativo della sua origine campana. Lavori accomunati dalla ripresa fedele del dato fenomenico, accurati ma non pedissequi, frammenti di vita affidati alla stasi della rappresentazione. Acrobati, musici, sensuali figure rivelano un approccio lieve alla realtà e un’innata predisposizione alla grazia. Lo dimostra anche l’uso del colore che applicato sulle sculture ne stempera le ruvide superfici. La sue sono istantanee sottratte alla quotidiana esistenza, informate da lucidità speculativa e maestria tecnica.
La scultura, dunque, come pensiero e fatica, probità della mano oltre che della mente, mezzo per sensibilizzare visioni ed esperienze, per raccontare suggestioni letterarie ed iconiche, sospeso tra religione e mito, esperienza quotidiana e grande letteratura. Pietro Guida riallaccia i fili della figurazione, praticando con audacia e solerzia (ancora oggi alla veneranda età di 95 anni) l’attività plastica. Alla condizione di epigono duchampiano, ha preferito quella del solitario, risultando anacronistico a molti, sfiorando il paradosso dell’essere anticonformista nella tradizione. Dalle opere in mostra emerge chiara l’adesione ad un’idea e ad una forma artistica condivisa nel Novecento da valenti artisti, da Arturo Martini a Marino Marini, da Emilio Greco a Giacomo Manzù, da Pericle Fazzini a Francesco Messina, indiscussi protagonisti dell’arte italiana che come Guida hanno saputo vivere (e comprendere) un periodo di grandi cambiamenti sfuggendo alla convenienza dell’adeguamento, oggi più di allora.

Carmelo Cipriani
Mostra visitata il 2 luglio
Dal 29 giugno al 6 novembre 2016
Pietro Guida. Racconto di un popolo di statue
Chiese rupestri Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci
Via Madonna delle Virtù, 75100, Matera
Orari: dal lunedì alla domenica, dalle ore 10 alle ore 13.30 e dalle ore 15.00 alle ore 18.
Info: 3774448885, info@caveheritage.it

Nato a Terlizzi nel 1980, è giornalista, critico d’arte e curatore indipendente. Dopo la laurea in Conservazione dei Beni Culturali presso l'Università degli Studi di Lecce, si perfeziona sull'Arte del Novecento all'Università degli Studi di Bari. Già cultore della materia in Museologia presso l’Università degli Studi della Calabria e docente a contratto presso l’Accademia di Belle Arti di Vibo Valentia, ha condotto studi specialistici e curato mostre per Soprintendenze, istituzioni e musei.  

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