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fino al 10.IV.2011 | Shozo Shimamoto, Kamikaze del colore | Caserta, Nicola Pedana Arte Contemporaea

di - 8 Aprile 2011
L’artista giapponese, considerato ormai  un “kamikaze del colore” intende la pittura come azione forte, sentimento  prepotente capace di travolgere e triturare qualsiasi precaria certezza. Le bottiglie di colore che lancia direttamente sulle tele servono a liberare i suoi tormenti, le sue paure. La sua pittura, se così vogliamo chiamarla, nasce dal gesto dell’artista che agisce a contatto con il pubblico, per definirsi e condensarsi in opera. Nei suoi interventi non è importante l’atto finale che porta alla realizzazione dell’oggetto, ma l’azione diretta, il suo svolgersi nel momento stesso che si fa colore. Ciò che conta è riuscire a materializzare l’energia  e di colpo svelarla come in un precario battito d’ali.  Per questo, Shozo Shimamoto si affida alla performance come pratica necessaria a liberare le energie accumulate dentro di sé nel momento stesso dell’accadimento e dell’azione. A volte,  l’opera viene creata anche all’aperto, a contatto con gli eventi atmosferici; il vento, la pioggia, la neve fanno parte dell’azione dell’artista con un contributo del tutto casuale nella definizione finale dell’opera.

Questa esigenza prioritaria spinge l’artista Gutai a lasciare che il tempo agisca, assecondando i ritmi lenti ma inesorabili e propri della natura, seguendo le variazioni con una pazienza senza limite, in questo rapporto intimo e nello stesso inaspettato e nuovo.  Alla fine degli anni ’50 vi è stato un momento casualmente convergente in cui artisti di diversa area geografica (America, Europa, Giappone) hanno indagato, nello stesso momento, in una identica direzione  approdando, ognuno a modo proprio, a risultati del tutto differenti ma condivisibili. Arte concepita come flusso diarroico di energie primarie che si materializzavano  in un succedersi continuo emulando i momenti della vita. Flusso del tutto caotico in cui le arti vengono a contaminarsi e a definirsi in modo originale.  Per certi versi il suo modo di fare “pittura”, potrebbe essere paragonato all’Action Painting di Jackson Pollock. In verità, le opere di  Shozo condividono i profondi pensieri della filosofia Zen, una concezione della vita del tutto diversa  da quella  personale  dell’artista americano. In Pollock vi è alla base una motivazione  prettamente esistenziale;  l’uso del dripping e del proprio corpo dentro la tela,  seppur gestuale, è  un atto ancora pittorico e prettamente privato. Per l’artista giapponese, invece, creare significa agire a contatto con il pubblico, avere un rapporto con gli altri, farsi evento, rivelazione. 

Per lui non è importante l’opera “definita e finita”, ma l’evento  provvisorio che si materializza in opera. L’arte, quindi,  non è pura descrizione delle cose, è intesa come  la materializzazione di una idea, di un pensiero che lascia la mente per divenire gesto  di liberazione;  liberazione di pulsioni e di energie  spesso soffocate che prendono il volo e incontrollate  si disseminano sulla tela. Non a caso, in diverse opere presenti in questa mostra a Caserta,  i frammenti di oggetti vengono lasciati volutamente a sedimentare, assorbiti dal colore come parte  significante dell’opera, (vetri di bottiglia, lattine, sandali), oggetti sopravvissuti all’uragano e alla furia di questo autentico Kamikaze della performance. Vi sono esposti in questa mostra a Caserta da Nicola Pedana Arte Contemporanea una serie di opere recenti dell’artista giapponese che documentano il lavoro svolto tra il 2006 e il 2008.  Massimo Sgroi,  presentandolo in catalogo,  lo definisce “l’artista contemporaneo che non rappresenta più colui che produce un’opera pittorica, ma ricopre il ruolo di mediatore tra la realizzazione di un’idea (la sua) e colui che la vive”.  In questo senso, l’artista  si fa promotore di un “vissuto”, diventa il regista di un evento unico, altamente creativo e suggestivo.

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sandro bongiani

mostra visitata il 6 aprile 2011

dal 26 febbraio al 10 aprile 2011

Shozo  Shimamoto 
Kamikaze del colore 

Martedì – Giovedì – Sabato 10/13  e  16:30/20:00 – Venerdì 16:30/20:00 

Nicola Pedana Arte Contemporanea, via Don Bosco, 7   
81100  Caserta

tel. 392 67 93 401 

ilcaravaggiopn@libero.it  

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