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fino al 13.XI.2005 | Fellini. Sogni su carta | Mogliano Veneto (tv), Brolo

di - 29 Settembre 2005

Il mito di Federico Fellini (Rimini 1920, Roma 1993) attraversa con ugual forza il mondo del cinema e quello del costume −qui in Italia e nel mondo− ed è difficile dire qualcosa sulla sua persona e sul suo lavoro senza cadere nell’ovvio o nel già detto. Una mostra inedita racconta la vita del regista, tra gli amici di sempre ironicamente ritratti e le immancabili donne tutte curve, ma soprattutto svela i processi visivi grazie a cui la fantasia creativa del cineasta prende forma.
Fellini aveva appreso il disegno già da giovane a Rimini dove, assieme ad un amico, aveva aperto una bottega del ritratto per i villeggianti, e di seguito aveva partecipato alla redazione di vignette umoristiche per La Domenica del Corriere. Trasferitosi a Roma nel 1939 iniziò a frequentare l’ambiente dell’avanspettacolo e della radio, per muovere poi i primi passi nel cinema collaborando con Luchino Visconti e Alberto Lattuada e di seguito intraprendere carriera di regista.
All’inizio di ogni film passo la maggior parte del tempo alla scrivania, e non faccio che scarabocchiare chiappe e tette. È il mio modo di inseguire il film, di cominciare a decifrarlo attraverso questi ghirigori. Una specie di filo d’Arianna per uscire dal labirinto”. Sono le parole con cui egli racconta −con la consueta compiaciuta ironia− il proprio modus operandi. E infatti sorprendono molto i suoi disegni per la precisione visiva con cui anticipano le immagini e le inquadrature adottate nei film, come il caso del Pavone sulla fontana gelata e il passaggio della Mille Miglia di Amarcord o la Saraghina di 8 e 1/2. In altre situazioni la funzione è quella di sinopia, di schizzo per dare indicazioni a scenografi, costumisti, truccatori, come nel caso del bozzetto di Sutherland per Il Casanova. L’uso di matita e colori diventa quindi fondamentale per dipanare l’aggrovigliato gomitolo della propria fantasia visuale, e il disegno diventa un vero e proprio cilindro magico da cui estrarre di volta in volta facce ed espressioni particolari a cui ricorrere durante lo shooting. Ma spesso egli amava eseguire caricature e ritratti di amici e colleghi come Ennio Flaiano (raffigurato sommerso dalla cenere delle sigarette o nudo alla presa con una donnona indomabile), l’”angiolesco” compositore Nino Rota, o il diletto Marcello Mastroianni, del quale traccia a penna un sintetico ma accurato profilo. E certo non mancano le donne giunoniche che occupano un ruolo rilevante in molti dei suoi film: dalla stizzita domatrice di Voglio fare all’amore! Oh sì!! Sì! Sì!! alla maculata Donna leopardo, a fantasiose divagazioni erotiche con le tornite donne felliniane alle prese con giocosi ed irriverenti simboli fallici, che rendono la mostra piacevole e divertente non solo ai cinefili.

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daniele capra
mostra visitata il 3 settembre 2005


Fellini. Sogni su carta, a cura di Casimiro Di Crescenzo – catalogo Edizioni Basilissa – Mogliano Veneto (TV), Centro Culturale Brolo, Via Rozone e Vitale 5
da martedì a domenica ore 10-19 – ingresso € 5; ridotto € 3 – possibilità di visite guidate – per informazioni tel. 041 5905151; fax 041 5905154 – www.brolo.orginfo@brolo.org


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