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Fino al 14.XII.2018 | Luca Moscariello, Mirabilia | Martina’s Gallery, Giussano

di - 13 Dicembre 2018
“Mirabilia” è il titolo della mostra personale dell’artista bolognese Luca Moscariello, inaugurata a fine ottobre 2018 presso la galleria d’arte contemporanea Martina’s Gallery di Giussano (Monza Brianza).
Il progetto, a monte dell’esposizione, ha occupato l’artista per nove mesi e sebbene le opere siano state realizzate tutte nel medesimo e breve lasso di tempo creano l’impressione di vedere una più ampia evoluzione creativa. In primis, vogliamo sottolineare quanto sia fondamentale per l’estro creativo dell’artista l’ambiente in cui lavora – lo studio – che è, come lo definisce lui stesso, il suo “microcosmo”. Moscariello, per essere precisi, vive a Sala Bolognese e le sue opere assumono un valore autobiografico, coadiuvato da un carattere molto italiano e radicalmente legato al contesto.
La mostra “Mirabilia” nasce per caso, dall’incontro tra la Galleria e una serie di lavori astratti derivati da uno sfogo dell’artista come annullamento della forma e dei contenuti ordinari. Moscariello dalla cancellazione inizia a dar voce a una nuova sperimentazione.
L’artista vivendo questo momento di riflessione stilistica come “epifania” del suo lavoro, avvia la produzione della mostra cominciando dalle opere solite, quelle dal carattere figurativo – riconoscibile e identificabile –, inserisce poi gradualmente forme meno individuabili e più tendenti alla geometria pura, per abbracciare infine la pura astrazione, fatta di un’estetica compositiva eccellente. Il fulcro del ragionamento è ora la sintesi delle potenzialità del mezzo pittorico che si traduce con il distacco dagli stereotipi, mantenendo una costante attenzione per la composizione, studiata, precisa e pensata al fine di essere utile alla fruizione del messaggio che vuole esprimere.
Luca Moscariello, Mirabilia
La mostra accoglie lo spettatore con un’opera cardine, non a caso, quella che dà il titolo alla mostra (Mirabilia appunto). Rappresenta un giardino selvaggio, un erbario, dove le piante sembrano crescere spontaneamente e i colori brillare della luce più naturale; questo tipo di esecuzione appartiene al Moscariello classico, tradizionale, dal quale l’artista vuole ora allontanarsi perché, carico dell’utilizzo della forma come principale sistema espressivo per l’arte, è sensibilmente spinto verso nuove esperienze. Da questa opera in avanti i dipinti in mostra si fanno meraviglia – mirabilia – con l’intento di stupire. E così, di fatto, è stato. Certamente i visitatori non si aspettano di trovare opere che possiamo definire astratte, tantomeno opere di transizione in cui il figurativo si mescola gradualmente alla sintesi formale… ma se “Mirabilia” è nata per sorprendere, Moscariello ci è riuscito. Il percorso della mostra è ben chiaro. Dalle opere tipiche, attraverso una fase più snella, per arrivare all’assenza.
Ad affascinare particolarmente il pubblico sono – forse – più le opere di transizione, in cui la sintesi della forma tende verso la ricerca della geometria pura. É proprio in questo ambito che si rende evidente la passione di Moscariello per il cinema di Federico Fellini. La dimensione caotica dell’artista, visionaria, fantastica in cui si inseriscono gli elementi, ora riconoscibili e ora emblematici, ricordano le atmosfere evanescenti del regista riminese che popolava le sue pellicole di personaggi stereotipati. Anche la dimensione del ricordo e del passato che si intreccia col presente, è ben individuata da queste opere, in particolare nella composizione Sciarada dove l’artista rappresenta l’idea di una soffitta in cui gli oggetti dell’infanzia e le memorie sono conservate. Al tempo stesso però, sfruttando una struttura che richiama quella del gioco spaccaquindici, conferisce un senso di precarietà e di potenziale caos (reminiscenze, emozioni) che può incombere da un momento all’altro.
Infine incontriamo gli astratti, in cui a farla da padrone sono colore e forma. L’artista stesso li definisce come una sintesi estrema che giunge a non aver più bisogno di utilizzare nessun tipo di profilo per esprimersi, ma solo linee e tinta al fine di dare un “senso di calore”, vicino a quello di un “abbraccio” che, come Alla luce che ha il mio incantevole amore, si dissolve per lasciare solo l’emozione.
Indubbiamente ciò che si percepisce da ogni singolo elemento della mostra è l’importanza del cromatismo e della composizione. Il primo, potremmo definirlo, moscarelliano, è costantemente riconoscibile: brillante, vibrante, energico; non importa quanto soleggiata o uggiosa sia la giornata, quanto sia illuminato o meno il luogo, le opere spiccano sempre sulle pareti e riempiono lo spazio di quella vibrazione di luce che le permea. La seconda è la struttura portante di tutto il pensiero dell’artista. Gli elementi trovano valore e significato solo grazie alla composizione giocata sugli ossimori e sull’accostamento di oggetti eterogenei. Per creare questo rebus utilizza la tecnica del crossroad, basata sull’idea di fornire al fruitore due elementi sconnessi tra loro e lasciare che sia la sua mente a riempire quello spazio vuoto tra l’uno e l’altro, creando, dà se e per sé, la propria narrazione.
Anna Civello
Mostra visitata il 27 ottobre 2018
Dal 27 ottobre al 12 dicembre 2018
Luca Moscariello, Mirabilia
Martina’s Gallery,                                                                                                 
Via Milano, 98 – Giussano. Monza Brianza
Orari: da mercoledì a venerdì, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 17.30. Altri giorni e orari su appuntamento
Info: info@martinasgallery.com

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