Pescara torna, da qualche tempo, a dimostrare un nuovo ed interessante fermento culturale. Una città che sembra intensificare sempre più le attività per l’arte contemporanea, sia per quanto riguarda le proposte degli operatori privati, sia da un punto di vista prettamente istituzionale. In questo clima, nella residenza storica dei D’Annunzio, nel cuore di Pescara, è stato aperto lo scorso ottobre un nuovo spazio espositivo: WhiteProject.
Dopo la mostra inaugurale incentrata sulla scultura e l’installazione, il secondo evento in programmazione nella neonata galleria è dedicato a Pastorello (Sassari, 1967), giovane pittore sardo con all’attivo diverse mostre personali e collettive i
Un film, The Blair Witch Project, ma soprattutto il bosco come elemento centrale della sceneggiatura – naturalmente caricato di un nuovo valore concettuale – rappresentano gli elementi ispiratori di questo ciclo.
Così i rami degli alberi si stendono come un’inquietante tessitura sui fondi monocromi, dando vita ad un bosco immaginario, atemporale. Un contesto misterioso, questo, in cui i personaggi sono adolescenti ribelli con abiti e capelli alla moda: perfetti nelle sembianze, con gli occhi limpidi e buoni, ma con le mani nascoste. Ragazzi che celano le loro intenzioni e per questo sembrano capaci di tutto.
Ed è Pastorello un artista che propone una pittura all’apparenza estremamente semplice, ma che ad un’analisi più approfondita si dimostra essere frutto di una poetica complessa ed intellettualmente forte. Una pittura che guarda al passato dei grandi maestri per entrare, attraverso i temi affrontati, nella più stretta contemporaneità .
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