In contemporanea con la mostra Piccole sculture di Fazzini, il museo Pericle Fazzini di Assisi costruisce un piccolo ma interessante evento intorno all’attività grafica di Fausto Melotti (Rovereto, 1901 – Milano, 1986).
La mostra si inserisce in un più ampio programma culturale del museo che intende approfondire, con eventi a cadenza mensile, lo studio dell’arte di Pericle Fazzini (Grottammare, Ascoli Piceno, 1913 – Roma 1987) analizzando la rete di amicizie che legava lo scultore marchigiano ad altri artisti a lui contemporanei, sia italiani che stranieri. Fazzini visse per quasi per un decennio a stretto contatto con Melotti, quando entrambi, primi anni Ottanta, avevano i propri studi d’artista nella capitale, nelle vicinanze di Piazza di Spagna. Da questa frequentazione umana ed artistica nacquero nuovi spunti e reciproche influenze, che andarono ad impreziosire la già ricca vena artistica dei due autori, ormai entrati nella fase più matura della propria esistenza e del proprio operare.
Nel bookshop del museo fanno elegante mostra di sé quindici disegni acquerellati del grande scultore milanese, realizzati tra il 1978 e il 1985, durante gli anni conclusivi della sua lunga carriera d’artista. Tra i suoi mille appunti, Melotti scriveva: “Mi trovo davanti ad un foglio bianco sul quale tra poco si delineerà un disegno che non conosco”: se Michelangelo liberava forme e figure intrappolate nella materia inerme, Melotti si poneva al servizio di un atto creativo trascendente la propria volontà razionale, lasciava che lo Spirito Creativo pervadesse
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