Categorie: altrecittà

fino al 15.X.2005 | Luca Lumaca | Modena, Galleria San Salvatore

di - 7 Ottobre 2005

A partire da quei favolosi anni Ottanta qualcosa deve essere cambiato. Luca Lumaca (Modena, 1978), in questa personale d’esordio, recupera le schermate dei videogame con i quali giocava da bambino per riflettere su cosa sia effettivamente successo, nella società e nella mente delle persone. Con una poetica visiva e contenutistica da sempre attenta al sociale. Ricordiamo infatti, tra i suoi lavori precedenti, le valigie dei terroristi esaminate ai raggi x, o la serie No lego, nella quale utilizzava i celebri mattoncini come metafora di un mondo fittizio dotato di elementi ben specifici, al fine di rimandare alla realtà della società moderna. Stavolta, il giovane fotografo e videomaker modenese veicola la sua critica al sistema stampando su pvc alcune schermate di celebri videogiochi “arcaici” –Pac Man, Snake, Space invaders– che lontani dell’immaginario sofisticato ed esasperate della contemporanea Playstation, cercavano di rappresentare, con il semplice uso di essenziali pixel, metafore di situazioni reali. Una provocazione che non si mostra soltanto come pura riesumazione ed evocazione nostalgica, ma sottende una dinamica concettuale più complessa. Lumaca stampa l’immagine digitale traslandone successivamente il significato con l’ausilio del computer, mutandone così la chiave di lettura. Contamina semanticamente, decontestualizzandoli, i software originali manipolandoli in modo ironico, sostituendo ai simboli originari quelli delle corporation mondiali e dei brand multinazionali. Attualizza il videogioco invadendone lo spazio con innesti volutamente artificiali. Decostruisce per poi ricostruire un mondo che trova nella finzione elaborata una descrizione oggettiva della realtà.
E così lo skyline del videogioco Bomber –il cui scopo era quello di bombardare la città per riuscire ad atterrare con gli aerei– viene alterato con l’inserimento, al posto dei grattacieli americani, di minareti e cupole arabe. Il terribile omino giallo di Pac Man rincorre il simbolo di Mc Donald’s, mentre gli Space invaders si trasformano nei simboli dell’euro, del dollaro e della sterlina, che osservati al contrario appaiono come piccoli alieni.
Il meccanismo è ben chiaro in una società in cui, come afferma l’artista “chiunque voglia uscire dal sistema viene subito bloccato o additato come terrorista.”
Lumaca pone in modo interattivo le situazioni davanti agli gli occhi dello spettatore, giocando e facendolo giocare a sua volta con codici precostituiti. Suggerendo che, si, qualcosa deve essere necessariamente successo negli anni Ottanta. Anche se la gente ha ormai smesso di pensarci.

francesca baboni
mostra visitata il 30 settembre 2005


Luca Lumaca – Something must have happened in the 80’s. 17 settembre – 16 ottobre – a cura di Fabiola Naldi
catalogo in galleria – San Salvatore Galleria d’Arte Contemporanea- Via Canalino , 31 – 41100 Modena – Orari: martedì, mercoledì e venerdì 17.30 – 19.30 – Sabato mattina su appuntamento – www.galleriasansalvatore.it
info@galleriasansalvatore.it – tel. (+39) 059244943
m. 3385053472 – 3339403158


[exibart]

Articoli recenti

  • Mostre

Nell’immaginario liminale di Giorgia Mascitti i corpi umani sono ibridi di stelle

Giorgia Mascitti porta il suo immaginario negli spazi di THEPÒSITO Art Space, a Narni: un racconto post-antropocentrico, tra fiaba, gioco…

9 Gennaio 2026 9:53
  • Mercato

Sotheby’s mette all’asta l’Ecce Homo di Antonello da Messina

L’abbiamo visto esposto a Milano nel 2019, a Palazzo Reale, nella grande mostra dedicata al pittore siciliano. A febbraio andrà…

9 Gennaio 2026 8:00
  • Mostre

Carlo Maratti: un raro esempio di mostra sulla sua opera incisoria in Ancona

Fino al prossimo 15 marzo la Pinacoteca Civica “Francesco Podesti” di Ancona ospita la mostra “Carlo Maratti e l’incisione”, che si…

9 Gennaio 2026 0:02
  • Arte contemporanea

Cinque cose da sapere su Alexander Calder, aspettando la mostra a Parigi

La Fondation Louis Vuitton di Parigi dedicherà una grande mostra ad Alexander Calder: cinque cose da sapere sull’artista-ingegnere che ha…

8 Gennaio 2026 18:41
  • Mostre

Anche la Belle Époque aveva le sue ombre. Una mostra lo racconta

La mostra Belle Époque, ospitata a Palazzo Blu di Pisa fino al 7 aprile 2026, vuole ribaltare il cliché di…

8 Gennaio 2026 17:53
  • Fotografia

Roma apre il suo primo Centro della Fotografia al Mattatoio di Testaccio

Al Mattatoio di Testaccio nasce il Centro della Fotografia di Roma Capitale: si parte con le mostre di Irving Penn…

8 Gennaio 2026 17:31