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Fino al 15.XI.2015 | Missoni, l’arte, il colore | Museo MA*GA, Gallarate

di - 28 Ottobre 2015
“…è il fascino del colore che prende forma”
Luca Missoni
“Missoni, l’arte, il colore”. Una mostra che si propone di indagare il processo creativo dei famosi e inconfondibili pattern elaborati dalla maison di moda. Al pubblico è rivelata ogni fase della “filiera produttiva”, ogni dettaglio ed ogni spunto che si cela dietro ad un apparentemente semplice capo di abbigliamento.
Il milieu culturale è la culla da cui tutto nasce, prova ne sono le opere di numerosi artisti proposte all’inizio del percorso espositivo: da Balla a Depero, da Kandinsky a Klee, da Fontana alla Accardi; mezzo secolo è presto percorso. Certo non costituisce una novità il fatto che il mondo della moda tragga ispirazione dall’arte.
Ciò che è curioso e, allo stesso tempo particolarmente pertinente, è come i Missoni rivelino all’interno della mostra, sala dopo sala, il loro profilo di artisti poliedrici; oltre agli arazzi ed agli abiti, sono esposti infatti numerosi “pezzi” che sconfinano da quello che è il mondo della moda per approdare a quello dell’architettura, dell’arredo, dell’installazione ambientale.
Una parola per descrivere Ottavio Missoni? Contaminazione. Contaminazione, come le variazioni di colore dei filati da lui disegnati, i quali, seguendo uno spartito ed una ritmica del tutto non casuali, regalano al visitatore una apparizione alchemica.

Quella proposta dallo stilista è una visione altra, psichedelica, che coinvolge lo spettatore in un’esperienza a “tutto tondo”; ciò si verifica nel momento in cui ci si trova a cospetto dell’installazione ambientale Macchina Mago. Dalla struttura imponente, essa si propone come una buia cattedrale, con la sua navata ed i suoi pilastri caratterizzati però da colori sgargianti. Questa atmosfera fa trapelare una certa sacralità dello spazio all’interno del quale il visitatore si immerge, arrivando ad un culmine – quasi catartico – quando, inchinando il capo, appaiono una serie di tavoli-altari contenenti variopinte composizioni formate dai ritagli dei tessuti degli stilisti.
Dopo la catarsi il paradiso: 110 manichini, che indossano abiti realizzati dalla maison Missoni dal ’53 al 2014.
La “geografia emozionale” esposta in mostra percorre un intero secolo – dagli anni ‘10 agli anni ’90 – ed è costituita da una trama ed un ordito che attingono dalle multiformi sfaccettature della cultura umana, in cui ogni filo ha la sua importanza determinante, come in un abito.
Angela Faravelli
mostra visitata l’11 settembre 2015
Dal 19 aprile al 15 novembre 2015
MISSONI, L’ARTE, IL COLORE
Museo MA*GA
via De Magri 1, Gallarate
Orari:dal martedì al venerdì, 10.00 – 19.00;
sabato e domenica, 10.00 – 20.00;
Info: info@museomaga.it; www.museomaga.it

Dopo la laurea in Scienze dell’Architettura presso il Politecnico di Milano ha approfondito ulteriormente la progettazione museale e l’exhibit design con un focus specifico sull’arte contemporanea conseguendo la laurea magistrale in Visual Cultures e pratiche curatoriali all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano. Al momento svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore, collabora con enti pubblici e privati in ambito curatoriale e di ufficio stampa.

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