L’esposizione ripropone le tappe del percorso creativo e imprenditoriale di Coveri che, nato a Prato (1952-1990), sul finire degli anni Settanta, dopo essersi fatto notare nell’ambiente fiorentino della moda, inizia la scalata internazionale giungendo alla ribalta prima a Parigi e poi a New York. La frequentazione della scuola d’arte a Pistoia e l’appropriazione della cultura del tessuto e delle tecniche sartoriali diventano per Coveri un bagaglio culturale di notevole importanza, strumenti di un mestiere pari alle tecniche pittoriche per un artista.
La passione per l’arte è una costante della sua vita, così se da un lato prende spunto dai pittori delle Avanguardie storiche, dall’altro si avvicina agli artisti coevi come Enrico Baj e Keith Haring, che crea anche il disegno di un tessuto appositamente per lui. Determinante, inoltre, l’incontro con Andy Wahrol che, oltre a realizzare un suo singolare ritratto in serigrafia, progetta il marchio della maison nel 1985.
Enrico Coveri “utilizza” l’arte nelle sue creazioni, tanto che l’esplosione di colore rimanda alla memoria Matisse e i segni grafici ci fanno ricordare la pittura di strada così diffusa nella “Grande Mela” e la Transavanguardia che in quegli anni si era affermata.
Nel 1988, insieme a Marta Marzotto, dà vita a una campagna pubblicitaria invitando un folto gruppo di artisti, in particolare italiani, a interpretare il marchio e lo stile “Enrico Coveri”: questa volta le posizioni si ribaltano e non è più lui a ispirarsi all’arte, ma sono gli artisti a ispirarsi a lui. Tra i tanti che con entusiasmo raccolsero la sfida ricordiamo Aldo Mondino, Gianni Dova, Franco Angeli, Antonio Recalcati, Giangiacomo Spadari e Luciano Bartolini.
Coveri predilige la contaminazione e dunque ai tessuti leggeri e colorati associa materiali “altri” come la paglia, i feltri o le paillettes che diventeranno uno dei tratti distintivi della sua produzione.
La freschezza delle sue creazioni è fissata anche nei tanti scatti realizzati per le campagne promozionali affidate a grandi fotografi, come Frank Yarbrough, Bill King, Oliviero Toscani, Michel Comte che vedono gli abiti indossati da famose modelle dell’epoca (Carré Otis, Naomi Campbell, Claudia Schiffer) e da noti personaggi del jet set come Stéphanie di Monaco.
La documentazione che la mostra presenta è ampia e variata infatti è possibile vedere i filmati dedicati alle modelle, ai fotografi e agli accessori ma anche i video delle sfilate che si sono succedute nel corso degli anni Ottanta di cui Enrico Coveri è stato uno dei testimoni e dei promotori più significativi per la diffusione del Made in Italy.
Enrica Ravenni
dal 24 ottobre 2012 al 18 gennaio 2013
COVERI STORY. Da Prato al Made in Italy
Prato, Auditorium Camera di Commercio
Via del Romito, 71 – 59100 Prato (PO)
Orari: martedì-venerdì: 10-12 e 16-18; sab-dom: 10-13 e 14-19, su prenotazione aperto anche in orari diversi, Ingresso gratuito
Info: tel. 0574 612715, relazioni.esterne@po.camcom.it, www.coveristory.it
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