Dalla prima personale del 1981, alla Galleria Spatia di Bolzano, a questa, sono passati quasi 25 anni, ma Nunzio non smentisce lo spessore della sua ricerca sulla scultura. Il suo cammino, pur con uno sguardo rivolto alla forza della scultura “classica”, si è sempre misurato con la dirompente energia della modernità, proprio per l’uso che fa dei materiali. Legno, ma anche ceramica, gesso e piombo.
In una bellissima foto di Claudio Abate in catalogo, si vede una specie di vecchia falegnameria. E’ da quel laboratorio che provengono le opere presenti in mostra, tutte realizzate appositamente. I lavori dialogano in modo leggero ed equilibrato con gli spazi, generando un senso di duplicità percettiva, una curvilinea, e l’altra, lineare. Le stanze e le sculture diventano un tutt’uno.
L’intreccio tra spazio e scultura è sempre al centro dell’esposizione; sono le pareti stesse che fanno da sostegno e sfondo alle opere. Una scultura fra tutte Senza titolo (2005) è la dimostrazione della necessità insita nelle opere di Nunzio della bidimensionalità. Un frammento di una scrittura ideogrammatica, realizzato con tre legni combusti concavi, che, neri, fluttuano sul bianco di una grande parete e che non aspirano a nessun senso. Astrazione pura che si libera dalla funzione della scrittura. Un stanza intera è, invece, occupata da Attraverso (2005), un apparente paravento di assicelle nere, una vicino all’altra, che svettano in alto, a cresta frastagliata, che accolgono il visitatore in una forma semicircolare.
Un’evidente aspirazione alla sfera spirituale, anche per la presenza di un blu notte posto sul lato di alcune assicelle.
Il percorso della mostra si snoda attraverso le stanze e come in un sentiero compaiono altre sculture, alcune hanno forma di ventagli, compatti, che si ergono massicci dal pavimento. Nel cammino si arriva alle ultime stanze segnate da Cerchio (2005), un’opera che attraversa narrativamente la parete. Una decina di assi nere, disposte in forma conica e che obliquamente attraversano la parete, dall’alto verso il basso senza mai toccare il pavimento. L’attenzione di Nunzio per l’architettura è qui espressa al massimo. Spazio interno ed esterno sono gli elementi in cui si gioca la forma e permette la riuscita di quest’opera che ne interroga profondamente il luogo. La parete è attraversata e le divisioni spaziali sono annullate dalla scultura di legno combusto. In mostra sono esposti anche alcuni grandi disegni a carbone, su carta giapponese, a mostrare quanto il disegno sia la base su cui poggia la concezione teorica della sua scultura.
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