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fino al 21.XI.2010 | Alphonse Mucha | Bard (ao), Forte

di - 7 Ottobre 2010
Chissà se Alphonse Mucha (Ivančice, 1860 – Praga, 1939),
col suo fiuto da “modernista”, spesso precursore dei tempi e interprete delle
mode, avrebbe previsto di giungere un giorno anche a Bard. Sede prescelta per
la tappa italiana della mostra organizzata dal Mucha Trust, che da anni
promuove la conoscenza dell’arte del ceco, che si autodefiniva un “produttore
di immagini per la gente comune
”.

Inventore di immagini, anzi di icone della modernità,
Mucha lo fu di certo. Non a caso la sua carriera decollò negli ultimi anni
dell’Ottocento a Parigi, città ricca e cosmopolita, e fu consacrata da un
evento come l’Esposizione universale del 1900. Altrettanto emblematico è il
fatto che la fama dell’artista sia derivata soprattutto dall’incontro con la
grande attrice Sarah Bernhardt, che come lui sapeva valorizzare il proprio
talento con una scaltra auto-promozione basata sull’impiego dei mass media.

Nella civiltà industriale, in cui anche l’arte era
riproducibile e si apriva a più ampi mercati, il manifesto pubblicitario stava
diventando un mezzo d’espressione formidabile. Già da tempo i cartellonisti
avevano intuito che la figura femminile ben si prestava a campeggiare sulle affiche e a reclamizzare i prodotti e i
servizi più svariati. La fortuna di Mucha derivò però soprattutto
dall’invenzione di forme gradevoli e armoniche, che univano un disegno
raffinato e decorativo a un’immagine realistica e vitale della donna, lontana
dalle morbose ambiguità delle femme fatale in voga al tempo.

Con la stessa grazia, le eroine di Mucha ammiccavano da
una locandina teatrale, dalla copertina di una rivista, dal manifesto di una
marca di cartine per sigarette (la celebre Job) o dalle confezioni dei biscotti Lu; ma potevano diventare anche
emblemi di stagioni, ore del giorno, fiori o pietre preziose. Il tutto a
partire da una sensibilità grafica fuori dal comune, cresciuta nell’ambiente
delle Secessioni mitteleuropee e legata, sul piano contenutistico, alle
correnti simboliste, come si può cogliere anche in alcuni pastelli che mostrano
un lato diverso della sua personalità, più inquieto e notturno, come Ragazza
nella foresta
.

Proprio in chiave simbolista e visionaria si possono
interpretare anche le tendenze spiritualiste di Mucha, nonché i suoi ideali
politici patriottici e umanitari, culminati nel progetto della serie di tele
sull’Epica Slava
(1911-26). Dunque, non solo grafico e designer, ma anche pittore di talento e
appassionato di fotografia, mezzo che utilizzava sia a fini preparatori per le
sue composizioni, sia a livello documentario, ma che ci trasmette anche
particolari poco noti della sua vita privata, come l’amicizia con Paul
Gauguin
.

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Alphonse
Mucha – Modernista e visionario

a cura di Tomoko Sato

Forte – 11020 Bard (AO)

Orari: da martedì a venerdì ore 10-18; sabato e
domenica ore 10-19

Ingresso: intero € 6; ridotto € 5

Catalogo Associazione Forte di Bard, € 40

Info: tel. +39 0125833811; info@fortedibard.it; www.fortedibard.it

[exibart]

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