Categorie: altrecittà

Fino al 25.IX.2017 | La Conquista Dello Spazio. Marco Strappato | Spazio K, Sotterranei Del Palazzo Ducale, Urbino

di - 16 Settembre 2017
Candidi frammenti fanno eco al bianco della volta antica; il sughero dal colore caldo e terreo ricorda il cromatismo delle pareti e del pavimento. A colpire, sin da subito, è l’armonia che caratterizza l’allestimento di questo stimolante spazio nei sotterranei del Palazzo Ducale di Urbino; nella sala si è appena inaugurata la nuova personale di Marco Strappato.
Si tratta del quarto appuntamento della serie di mostre curate da Riccardo Bandini. Un percorso in sei tappe che vede protagonisti giovani artisti legati al territorio marchigiano, chiamati a relazionarsi con questo imponente contesto tramite un progetto site specific. La tematica scelta dal curatore per l’intero ciclo è quella del viaggio e il titolo, “La conquista dello spazio”, la presenta in maniera non scontata; tuttavia, nell’era di internet e dell’iper mobilità globale, in che modo è ancora possibile trattare questo tema? Strappato sceglie di ri-partire dal paesaggio, soggetto ricorrente nella sua poetica e, allo stesso tempo, tributo alla storia dell’arte classica racchiusa e custodita all’interno della Pinacoteca del palazzo Ducale Urbinate. Omaggio che determina anche la scelta di ideare una mostra scultorea in senso tradizionale, lasciando fuori dal progetto espositivo, anche se solo apparentemente, la tecnologia che spesso caratterizza i suoi lavori. Si tratta, infatti, di un’uscita di scena che investe la sola fase di formalizzazione dell’opera; il processo resta indissolubilmente legato al mezzo digitale attraverso il quale l’artista capta, raccoglie ed interpreta, come antichi messaggi in bottiglia, quei frammenti di fatti di cronaca (spesso cruenti) che diverranno la principale suggestione per le opere in questione. Un progetto espositivo in cui il viaggio è simboleggiato anche dal continuo spostamento tra la dimensione informatica digitale e quella reale. Un doppio ed un dualismo che ritroviamo anche nell’opera “Untitled (this world, other worlds)” , due bocce sintetiche di uguale dimensione, ma differente colore, poggiate a terra.
Un panorama di resti, in cui il mare è la scenografia principale, riempie la sala; una spiaggia abbandonata su cui giacciono detriti portati dalle onde come eco del “World Wide Web”, in cui le “news” in tempo reale vengono ben presto dimenticate.
L’armonia che si avverte a primo impatto nasconde, viceversa, un cimitero di elementi inquietanti: candidi frammenti ossei, teste ricoperte di chiodi, sacchi di iuta e sassi portati della mareggiata. Non è più importante conoscere nel dettaglio le storie nascoste dietro ognuna di queste tracce, perché quello che ci descrive Strappato è un paesaggio assolutamente non figurativo, concepito come un montaggio di indizi che ci guida verso una precisa atmosfera spaesante e conturbante. Un approccio nel quale riecheggiano le parole Nicolas Bourriaud, secondo il quale “la produzione culturale oggi si presenta come un’immensa costellazione di segni provenienti da spazi e tempi eterogenei o, per utilizzare un altro registro metaforico, come un cumulo di macerie”  in cui “ogni piccolo indizio, ogni misero frammento si rivela capace di creare nuove narrazioni” .
Alice Cerigioni
mostra visitata il 10 agosto
Dal 10 agosto al 25 settembre 2017
La conquista dello spazio, Marco Strappato
Spazio K, sotterranei del Palazzo Ducale,
Piazza Duca Federico , 107, Urbino
Orari: da martedì a domenica: dalle 8:30 alle 19:15 , lunedì:dalle 8:30 alle 14:00
Info: http://www.gallerianazionalemarche.it/     public.gallerianazionalemarche@beniculturali.it

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