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Fino al 26.III.2016 | David Lindberg Inorganic landscapes | MARCOROSSI artecontemporanea, Verona

di - 15 Marzo 2016
La galleria MARCOROSSI artecontemporanea presenta David Lindberg “Inorganic landscapes”. La mostra, inaugurata nella sede veronese in via Garibaldi, è curata da Andrea Lerda e propone dieci opere dell’artista olandese di origini americane che ha fatto della pratica artistica un evento processuale quasi alchemico.
David Lindberg non è nuovo sulla scena veronese: lo avevamo già incontrato più volte a Studio la Città, galleria con la quale ha collaborato per anni. La mostra di MARCOROSSI, però, ce ne rivela un profilo inedito: per la prima volta ad essere esposti non sono lavori di scultura o installazioni, ma opere a due dimensioni, che trovano una collocazione a parete e che sono state realizzate in gran parte appositamente per l’evento.
Nato nel 1964 nell’Iowa, Lindberg si laurea in architettura occupandosi parallelamente anche di arte e design. Pur amando l’architettura trova nella pratica artistica quella libertà che in ambito architettonico non può ottenere del tutto, essendo questo lavoro strettamente connesso alla committenza. L’arte, viceversa, lo affascina e lo appassiona proprio per l’alto grado di sperimentazione che in questo contesto può mettere in pratica.

Sono celebri le sue installazioni sul Lago di Como, alla Bocconi di Milano, nella sede dell’Europol a The Hague, in Olanda. Numerose le presenze in eventi e fiere di respiro internazionale (Art Basel, Art Brussels, Art Chicago, Art Cologne, FIAC, Arte Fiera a Bologna), nonché in collezioni di gallerie di tutta Europa. Ma i lavori proposti per la prima volta a Verona giocano su sottili variazioni e inedite soluzioni.
Realizzate in resina epossidica, fibra di vetro e pigmenti colorati, le opere di Lindberg ci introducono in mondi fluidi ricchi di riflessi e rilucenze, quasi stessimo osservando la luce del sole dalle profondità di un silenzioso mondo subacqueo. L’utilizzo di materiali artificiali rivela un’intelligente apertura a strumenti estranei alla pratica artistica tradizionale, riconvertiti sapientemente per creare un mondo che però è tutt’altro che sintetico: le superfici lucide e cristallizzate di questi lavori aprono su una dimensione quasi organica, biologica: una vita del vetrino vista al microscopio che prescinde da qualsiasi tentazione referenziale e gioca tutte le sue carte sui materiali stessi del suo operare. Non dobbiamo inoltre lasciarci ingannare dalla bidimensionalità del formato: grazie a una complessa stratificazione delle sostanze scopriamo nelle opere di Lindberg una tridimensionalità endogena che varia anche a seconda del punto di vista che scegliamo per osservarle.
Un altro aspetto interessante, emerso da un dialogo con lo stesso Lindberg, presente al vernissage, riguarda la citata processualità alchemica del suo lavoro: i materiali sintetici utilizzati necessitano di delicate e lunghe fasi di azione e reazione, che possono richiedere giorni o settimane per l’ottenimento del risultato voluto. Se è innegabile una certa componente aleatoria, è pur vero che si tratta di una casualità sapientemente orchestrata e indirizzata dall’artista fin nelle minime variazioni di colore.
Articolato nelle tre sale della galleria, in pieno centro storico, l’allestimento suggerisce un viaggio silenzioso ed individuale nei meandri della materia, alla ricerca di personali suggestioni nel continuo cangiare delle profondità lindberghiane.
Dopo l’avventura veronese la mostra conoscerà una seconda edizione presso la sede di Pietra Santa di MARCOROSSI arte contemporanea (oltre alle due citate, si ricorda anche la sede di Milano).
Jessica Bianchera
mostra visitata il 27 febbraio
Dal 27 febbraio 2016 al 26 marzo 2016
David Lindberg Inorganic landscapes
MARCOROSSI artecontemporanea
Via Giuseppe Garibaldi 18/A
37121 Verona
Orario: da martedì a sabato: 10.00-12.30 15.00-19.30
Info: 045 597753, verona@marcorossiartecontemporanea.com

Si laurea in storia dell’arte contemporanea nel 2013 presso l’Università degli Studi di Verona e nel 2018 consegue il titolo della Scuola di Specializzazione in Beni Storico Artistici presso l’Alma Mater Studiorum di Bologna. Da settembre 2013 a giugno 2015 ha lavorato in Spagna a un progetto in collaborazione con la Camera di Commercio di Santander; da ottobre 2015 è cultore della materia per la cattedra di storia dell'arte contemporanea dell'Università di Verona. Scrive per Exibart e altre riviste d’arte contemporanea come Op.Cit. Selezione della critica d'arte contemporanea; da ottobre 2016 collabora con ArtVerona nell’ambito del programma di visite guidate. Nel novembre 2016 fonda l’Associazione Culturale Urbs Picta, attiva nella promozione e organizzazione di eventi culturali al fine di favorire la conoscenza e la fruizione consapevole dell’arte contemporanea. Collabora con musei, gallerie, enti e manifestazioni per progetti di ricerca e di curatela.

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