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Fino al 28.I.2018 | Paolo Icaro, Unending Incipit | Pinacoteca Comunale Di Città Di Castello

di - 22 Gennaio 2018
Credere alle favole, o al loro ipotetico inizio, è ancora possibile. Ce lo dimostra Paolo Icaro che con fare intimo e faceto narra di uno spazio fisico e mentale. Complici di questa narrazione i curatori Davide Ferri e Saverio Verini, che con la parola “Incipit” suggeriscono tanti tempi e potenziali racconti. Un unicum per Città di Castello (Perugia) e la sua storica Pinacoteca che accetta la sfida della materia di Icaro stabilendo nuove storie di relazioni tra corpo e geometrie, superfici e instabilità. Abbiamo a che fare con una scultura che cerca un luogo e un modo in cui stare, in costante divenire e sfuggendo a ogni certezza. Proprio nel Giardino all’italiana dieci pagine di quercia spezzano l’orizzontale rigore rinascimentale a favore di una verticalità nomade. Due ordini, un’apparente tensione. Corpo che si prolunga verso infinite possibilità, non sarà mica l’inizio della favola? Proprio così. Allo spettatore non resta che proseguire con leggerezza. La parola suggerita o scritta sollecita e stabilisce un dialogo. Difatti il filo rosso che connette ogni stanza è rappresentato dalla serie Racconti: cinque racconti, cinque anni diversi, cinque materiali ripetuti e variabili.

Paolo Icaro, Per il volo di una farfalla, 2011 vetro affumicato h50 cm per 25 cm, Racconto, 2000 cristallo 10,5×10,5×16,5 cm, Ph Michele Sereni

Un racconto contenuto nella materia e segnalato dalla scrittura ma che idealmente si sprigiona. Ognuno di questi comunica con altre opere ricche di suggestioni come quelle derivanti dalla traccia del volo di farfalla,  misteriosa scrittura che accenna a una storia insita nel modo in cui ci relazioniamo all’oggetto. Quindi, nel caso di Icaro, all’esperienza e al processo che compone l’opera stessa. Ma anche racconti che parlano del divenire della scultura attraverso i suoi stadi, elementi isolati come acqua e gesso all’interno di involucri semiaperti utili a non celare. La posizione di Icaro come autore si avverte, assente nella fisicità ma presente nella sua essenza. Talvolta più netta come il segno lasciato sopra una lastra di alluminio, testimonianza del contatto tra corpo e superficie. Oppure più ludica come l’energia emessa da lastre libere di acciaio armonico dove l’artista accompagna, stando a margine, la materia che fa il suo corso. Decisivo l’aspetto autobiografico che con la parola scritta, questa volta sinonimo di sensibilità letteraria, evoca la nascita di Paolo Icaro. Testo come opera d’arte e come forma che dialoga con altre forme, origine tangibile che si sovrappone agli altri incipit. La frase “C’era una volta” incisa in un vecchio legno appartenuto al nonno ci indica un ulteriore esordio ascrivibile a un tempo determinato, per l’appunto quello autobiografico. Un rimando alle svettanti pagine del giardino, un circolo tra esterno e interno, un rilancio del tempo della mostra questa volta al contrario. “Unending Incipit” infatti ha molti versi come d’altronde le sculture di Icaro che non impongono obblighi. Veniamo lasciati liberi di decifrare i possibili risvolti ipotizzando il nostro personale punto di partenza.
Alice Belfiore
Mostra visitata il 9 dicembre
Dal 10 dicembre 2017 al 28 gennaio 2018
Paolo Icaro, Unending Incipit
Pinacoteca Comunale di Città di Castello
Via Cannoniera, 22/A, 06012 Città di Casello (PG)
Orari: da martedì a domenica, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00 (ultimo ingresso 17.30). Chiuso il lunedì (non festivo)
Info: 075 8554202 – 075 8520656  / per prenotazioni e visite guidate: redazione@magonzaeditore.it / www.magonzaeditore.it

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