Ciao! Manhattan è soprattutto un arrivederci alla prossima perché è in collettive del genere che, per solito, si cercano e si testano possibili collaborazioni future.
Ad iniziare dal curatore, quel Joseph R. Wolin, attivo a New York, che con la mostra itinerante Ask the dust ha affermato sulla scena americana il collettivo canadese Royal Art Lodge e i suoi componenti, da Neil Farber a Dumontier, da Dzama a Langlois, punti saldi nella scuderia della galleria padovana.
Il concept della mostra è semplice: la pittura, per istinto di conservazione, si aggrappa saldamente alla classicità che, in America, è rappresentata da Andy Warhol. Siamo tutti figli di Warhol insomma ma, soprattutto, non abbiamo più paura di ammetterlo,
Ecco dunque la ruvida pittura di Enoc Perez, con le sue nature morte tratte dalle etichette dei prodotti di consumo e i suoi decadenti alberghi portoricani degli anni ’50 realizzati con pastelli ad olio, ecco i canarini ripetuti ossessivamente da Ann Craven (recentemente in mostra da Paolo Curti a Milano). Pieter Schoolwerth sembra aver raffreddato la vena surreale che lo portava alla deformazione della figura umana e qui si presenta in una veste più intimista, mentre
Ryan Steadman parte da una geometria rigorosa e colori piatti; basta una figura, quasi scolpita in superficie con la materia pittorica, a trasformare lo sfondo in strada, pista, muro, in una atmosfera spiazzante ed ironica. Da ultima Helen Sadler ribalta il mondo di Elizabeth Peyton raffigurando, in luogo delle rock e pop star della musica, i loro fans in estasi delirante di fronte, si intuisce, ai loro eroi; lo fa con una pittura in b/n, su supporti le cui misure corrispondono a quelle delle istantanee fotografiche, di cui la tecnica riproduce efficacemente le suggestioni.
In conclusione una mostra interessante nel dettaglio che però evidenzia dei limiti nel suo complesso, mancando di mordente e incisività , finendo per essere sopraffatta dallo spazio della galleria padovana, che chiede di essere affrontato sempre con aggressività e pianificazione rigorosa.
alfredo sigolo
mostra visitata il 6 gennaio 2004
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